DirettaCalcioMercato
·3 settembre 2026
L’agente di Mandragora svela: “Fino a metà agosto doveva rimanere a Firenze, Italiano ha provato a portarlo in Turchia”

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L’agente di Rolando Mandragora ha svelato un curioso retroscena sul proprio assistito, passato al Torino nelle ultime ore di mercato. Ecco le sue parole.
Alla fine, Rolando Mandragora è tornato al Torino, dove in una stagione fece vedere il meglio di sé. L’ex Fiorentina, infatti, ha scelto la destinazione granata al termine della sessione estiva, dopo che era stato formalmente messo sul mercato.
Un addio sofferto, dovuto essenzialmente a una scelta unilaterale della società. La comunicazione della società è arrivata in maniera inaspettata, come rivelato da Stefano Antonelli, agente del calciatore, che ha svelato dei retroscena in merito alla partenza del suo assistito. Ecco le sue parole a RadioFirenzeViola, riprese da TMW.
Come avete vissuto l’addio a Firenze? “La partenza di Rolando da Firenze è stata una cosa molto sofferta. A me piace sempre dire la verità e non fare finta che sia tutto semplice: è stata davvero molto sofferta. Fino a 12-14 giorni fa, tutto faceva pensare che una separazione dalla Fiorentina fosse praticamente impossibile. Fino alla partita amichevole contro il Real Madrid, Mandragora era considerato incedibile sotto tutti i punti di vista. Poi, con grande onestà, devo dire che i progetti calcistici possono cambiare. Ci possono essere cambi di direzione e, a quel punto, ci è stato comunicato che potevamo guardare al mercato. Probabilmente di interessamenti ce ne sono stati tanti, ma Rolando li ha sempre rimandati al mittente. La realtà è che avrebbe rifiutato qualsiasi proposta se non avesse avuto la consapevolezza definitiva di non fare più parte del progetto tecnico. Rolando, quando non gioca, va in sofferenza. Se non si sente un giocatore importante e una persona importante per lo spogliatoio, va ancora più in difficoltà. Da lì è maturata la decisione di fare la scelta che poi abbiamo fatto”.
Quali sondaggi sono arrivati per Mandragora? “A un certo punto i sondaggi li hanno fatti un po’ tutti. Però un conto è fare un sondaggio, un altro è presentare un’offerta concreta e manifestare una volontà assoluta. Sicuramente ci sono stati interessamenti da parte di Atalanta, Bologna e Genoa. Ma chi più di tutti si è fatto avanti è stato Vincenzo Italiano con il Besiktas. Quello è stato davvero un momento di grandissima riflessione, anche perché è successo nelle ultime ore. Abbiamo riflettuto tantissimo. Il problema era che avremmo dovuto aspettare ancora un po’, perché in Turchia il mercato chiude venerdì. I contatti con Rolando sono stati frequenti, però bisognava prendere una decisione. La decisione di Rolando è stata quella che ci si poteva aspettare da un uomo come lui, per come lo avete conosciuto a Firenze: da uomo vero. Sentiva il Torino. Sentiva che, se non doveva essere la Fiorentina, doveva essere il Torino”.
Che ricordi vi portate dietro dall’esperienza a Firenze? “Naturalmente non tutti i giocatori possono piacere a tutti. Nel corso degli anni ci sono state persone che hanno criticato Mandragora, anche in maniera eccessivamente dura, a mio parere. Però ha avuto anche tantissimi estimatori, soprattutto per il suo attaccamento alla maglia e per i gol che ha segnato. Ne ha fatti tanti e ne ha segnati alcuni davvero molto belli. Anzi, raramente Mandragora ha segnato gol brutti: dal punto di vista stilistico, sono stati spesso gol molto pregevoli”.







































