La”Mano di Dio”, il crollo del Brasile e la rabbia di Suarez e Zidane: i momenti più folli dei Mondiali | OneFootball

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·9 giugno 2026

La”Mano di Dio”, il crollo del Brasile e la rabbia di Suarez e Zidane: i momenti più folli dei Mondiali

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La testata di Zidane e lo scandalo Moreno sono indimenticabili per noi tifosi italiani, ma i Mondiali hanno regalato altri momenti folli: ecco i più iconici.

A pochissimi giorni dal fischio d’inizio della Coppa del Mondo 2026, la febbre del calcio sta per contagiare di nuovo il pianeta. È il momento perfetto per guardarsi indietro e ricordare come i Mondiali, nel corso dei quasi cento anni di storia, sia stata capace di tirare fuori il meglio, ma anche il peggio e il più bizzarro dai suoi protagonisti.


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Riprendendo la celebre rassegna dei momenti più folli e assurdi mai registrati nella storia del torneo stilata da The Athletic — con una doverosa e dolorosa aggiunta tutta italiana — ecco gli episodi più incredibili di sempre.


I momenti più folli della storia dei Mondiali

Il drammatico scontro Schumacher-Battiston (1982)

La semifinale del 1982 tra Germania Ovest e Francia è considerata una delle partite più belle di sempre, ma è stata macchiata da un intervento horror al 60° minuto. Il francese Patrick Battiston si lancia a rete, ma il portiere tedesco Toni Schumacher esce in modo scellerato, travolgendolo in volo a tutta velocità. L’impatto è devastante: Battiston perde i sensi, subisce la rottura di alcune vertebre, perde diversi denti ed entra in coma. Schumacher non mostra alcun rimorso nell’immediato e l’arbitro commette un errore clamoroso, non concedendo nemmeno il calcio di punizione.

La “Mano di Dio” di Diego Armando Maradona (1986)

Quello tra Argentina e Inghilterra a Messico ’86 non era un semplice quarto di finale dei Mondiali. Per l’Argentina era la rivincita della sfida del 1966 e, come ammesso dallo stesso Maradona nella sua autobiografia, una vendetta simbolica per la guerra delle Falkland.

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MEXICO CITY, MEXICO – JUNE 22: Argentina player Diego Maradona outjumps England goalkeeper Peter Shilton to score with his ‘Hand of God’ goal. (Photo by Allsport/Getty Images)

Il confine tra follia, furbizia e genialità assoluta fu tracciato in appena quattro minuti: il tempo trascorso tra il gol di mano più famoso della storia e lo spettacolare “Gol del Secolo” segnato partendo da centrocampo.

Il mistero di Ronaldo e la finale dei Mondiali 1998

Il 12 luglio 1998 va in scena il più grande e inspiegabile dramma legato a una formazione titolare. Il brasiliano Ronaldo, all’epoca indiscutibilmente il calciatore più forte e iconico del pianeta, viene inizialmente escluso dall’undici di partenza per la finalissima contro la Francia. Il caos e lo sconcerto sono totali.

Poco prima del fischio d’inizio, una seconda distinta ufficiale reinserisce il “Fenomeno” tra i titolari. Solo in seguito si scoprirà che il giocatore era stato colto da misteriose convulsioni nella sua stanza d’albergo poche ore prima. In campo Ronaldo vaga come un fantasma, il Brasile crolla per 3-0, ma il destino gli restituirà tutto con gli interessi quattro anni dopo in Corea e Giappone.


Dallo scandalo Moreno alla “Battaglia di Norimberga”: i momenti iconici ai Mondiali

Lo scandalo di Byron Moreno (2002)

Inserito a pieno titolo in questa lista della follia per il pubblico italiano (e non solo), il 18 giugno 2002 l’arbitro ecuadoriano Byron Moreno si è trasformato nel protagonista assoluto di una delle direzioni di gara più controverse e scellerate mai viste su un campo di calcio. Le sue decisioni a senso unico fermarono la corsa di una Nazionale italiana stellare, considerata tra le grandissime favorite per la vittoria finale, contro i padroni di casa della Corea del Sud.

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DAEJEON – JUNE 18: (From left to right) Mark Iuliano, Christian Vieri and captain Paolo Maldini of Italy complain to referee Byron Moreno of Ecuador. DIGITAL IMAGE. (Photo by Ben Radford/Getty Images)

Moreno concesse un rigore generoso alla Corea nei primi minuti (poi parato da Buffon), graziò con un semplice giallo il coreano Hwang Sun-hong dopo un fallo killer su Zambrotta. Annullò per un fuorigioco inesistente il gol regolare di Tommasi e, infine, espulse Francesco Totti scambiando un evidente fallo da rigore subito dal numero 10 per una simulazione.

Sospeso dalla FIFA subito dopo i Mondiali 2002, la parabola di Moreno è diventata ancora più incredibile nel 2010, quando è stato arrestato all’aeroporto JFK di New York con sei chili di eroina nascosti negli slip.

Il “Disastro di Saipan”: Roy Keane contro tutti (2002)

Il ritiro pre-mondiale della Repubblica d’Irlanda nel 2002 si trasforma in una polveriera. Il capitano Roy Keane, infuriato per l’approssimazione delle strutture d’allenamento e l’organizzazione dilettantistica sull’isola di Saipan, entra in rotta di collisione totale con il commissario tecnico Mick McCarthy. Quando l’allenatore lo accusa pubblicamente davanti alla squadra di aver finto un infortunio durante le qualificazioni, Keane esplode, lo insulta pesantemente e abbandona il ritiro. Mentre l’Irlanda si ferma agli ottavi di finale, le foto di Keane che passeggia con il suo cane a Manchester fanno il giro del mondo, ispirando persino un celebre adattamento cinematografico.

La “Battaglia di Norimberga” (2006)

Negli ottavi di finale del Mondiale 2006, la sfida tra Portogallo e Olanda si è trasformata in una vera e propria caccia all’uomo. L’arbitro russo Valentin Ivanov ha perso il controllo del match, arrivando a stabilire un record mondiale difficilmente battibile: ben 16 cartellini gialli e 4 cartellini rosso-diretti o per doppia ammonizione estratti nell’arco dei novanta minuti. Tra Cristiano Ronaldo costretto a uscire in lacrime per un intervento killer, una testata di Luís Figo e risse furiose a bordo campo, l’incontro (vinto 1-0 dal Portogallo) è passato alla storia come il punto più basso di fair play mai toccato in un Mondiale.


Zidane, Suarez e il disastro del Brasile: quando i Mondiali fanno perdere la testa

La testata di Zinédine Zidane a Materazzi (2006)

L’epitome del momento di follia. Questo episodio ha tutto per essere ricordato come il più scioccante di sempre, soprattutto perché il protagonista è un certo Zinedine Zidane, all’ultima partita della sua leggendaria carriera. Quando i replay mostrarono l’accaduto, il mondo rimase a bocca aperta.

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BERLIN – JULY 09: Zinedine Zidane of France removes his captain’s armband to pass to Fabien Barthez. (Photo by Alex Livesey/Getty Images)

Il difensore azzurro Marco Materazzi aveva provocato il francese dicendogli che avrebbe preferito sua sorella alla maglia. Una frase che, con la sorella di Zidane che in quei giorni si prendeva cura della madre malata, fece perdere completamente le staffe al numero 10, il quale sferrò la testata più famosa della storia dei Mondiali e dello sport.

L’incredibile doppia ammonizione di Graham Poll (2006)

Sempre nel Mondiale di Germania, l’esperto fischietto inglese Graham Poll scrive una delle pagine più imbarazzanti della storia dell’arbitraggio. Nella sfida della fase a gironi tra Croazia e Australia, Poll mostra un cartellino giallo al difensore croato Josip Šimunić al minuto 61, dimenticandosi però di annotarlo sul taccuino. Quando al 90° lo ammonisce nuovamente, l’arbitro è convinto si tratti della prima sanzione e non estrae il cartellino rosso. Šimunić resta incredibilmente in campo e viene espulso solo qualche minuto più tardi, dopo il fischio finale, per aver rimediato un fantascientifico terzo cartellino giallo a causa di reiterate proteste.

La fame di gol (e non solo) di Luis Suárez (2014)

Nel match decisivo per il passaggio del turno a Brasile 2014 tra Italia e Uruguay, l’attaccante della Celeste Luis Suárez decide di usare le maniere forti contro Giorgio Chiellini. In piena area di rigore, Suárez affonda letteralmente i denti nella spalla del difensore azzurro. Nonostante i vistosi segni del morso mostrati da Chiellini all’arbitro, il bomber la fa franca sul momento, ma la prova TV sarà spietata. Quattro mesi di squalifica totale dai campi di calcio e l’ennesima macchia su una carriera straordinaria ma folle.

Il “Mineiraço”: l’umiliazione storica del Brasile (2014)

Nessuno avrebbe mai potuto prevedere quanto accaduto l’8 luglio 2014 a Belo Horizonte. Il Brasile, paese ospitante e grande favorito per la vittoria finale, capitola in semifinale sotto i colpi di una spietata Germania. Schiacciati dalla pressione emotiva, i verdeoro subiscono ben quattro gol in soli sei minuti durante il primo tempo, crollando sotto un mortificante e storico 7-1. Una disfatta epocale vissuta in diretta da oltre un miliardo di telespettatori, che ha lasciato una ferita indelebile nella storia del calcio brasiliano.

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