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·16 settembre 2026

L'analisi dell'avversario: la Roma

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Dopo la vittoria in rimonta sull’Udinese, l’Inter si prepara ad affrontare la Roma all’Olimpico nella quinta giornata di campionato, l’ultima prima della lunga pausa per le nazionali: un big match tra le due squadre che guidano la classifica a punteggio pieno, e che hanno espresso un calcio spettacolare in questo avvio di stagione. Una sfida tra il miglior attacco, quello nerazzurro, e la miglior difesa, quella giallorossa, tra le due squadre che in Serie A tengono il baricentro più alto e hanno due delle tre migliori percentuali sul possesso palla (prima l’Inter, terza la Roma). I giallorossi si presentano al big match dell’Olimpico sull’onda lunga di una scia positiva che prosegue dal finale della scorsa stagione, coincisa con il ritorno in Champions League: il secondo anno di Gian Piero Gasperini sulla panchina giallorossa è cominciato nel migliore dei modi, con quattro vittorie su quattro in Serie A, dodici gol fatti e uno subito, con un mercato che ha visto mantenere i capisaldi della squadra e puntellare la rosa con elementi di talento.

MODULO E STILE DI GIOCO

Dopo una prima stagione conclusa in modo positivo, con il terzo posto in campionato e la costruzione di un’identità di gioco ben definita, Gasperini ha iniziato la sua seconda annata giallorossa con le marce alte: i principi del suo classico 3-4-2-1 sono stati pienamente assorbiti dalla rosa, che in campo sta mettendo in atto un gioco veloce, dinamico e offensivo con risultati decisamente positivi nelle prime quattro partite. I giallorossi sviluppano il loro gioco sfruttando molto le fasce e i triangoli che si formano tra il braccetto difensivo, l’esterno di centrocampo e il trequartista di riferimento, arrivando con frequenza a crossare dal fondo. A riempire l’area, oltre a Malen, si inserisce uno dei due mediani (Koné e Cristante) o il braccetto difensivo opposto, spesso e volentieri Mancini.


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Un altro aspetto fondamentale della costruzione di gioco della Roma sta nella rottura delle linee avversarie ricercando improvvisamente la verticalità. In questo primo scorcio di stagione, molte iniziative sono partite da palloni diretti giocati da Hermoso e Cristante, che trovano la ricezione di Dybala sulla trequarti: l’argentino, dopo aver controllato, è libero di girarsi e puntare l’area avversaria, sfruttando le sue qualità per servire l’attacco alla profondità di Malen. In questo senso, il lavoro dei due giocatori dietro la punta risulta decisivo: Gasperini ha alternato Soulé e Mora accanto a Dybala, aumentando il tasso di qualità e imprevedibilità dei giallorossi nell’ultimo terzo di campo. Nonostante il 21 giallorosso parta spesso dall’abituale posizione sul centro-destra, giocando quasi da regista offensivo, si verifica spesso un’alternanza di ruolo con l’altro trequartista, per dare meno riferimenti possibili alla difesa avversaria.

Anche in fase di non possesso, però, la Roma risulta pericolosa: i giallorossi sono la squadra con il baricentro medio più alto del campionato in queste prime uscite, arrivando a portare una pressione organizzata uomo su uomo per recuperare il pallone già nella trequarti avversaria. La difesa si alza a supporto della squadra, come dimostra il recupero di Mancini in occasione del gol di Malen a Torino, o del lancio di Hermoso dopo un errore in uscita del Lecce per il vantaggio realizzato sempre dall’attaccante olandese. Quando la pressione giallorossa va a vuoto, però, o quando arriva un errore in impostazione, la squadra di Gasperini è andata incontro a delle difficoltà: l’unica rete subita in queste quattro partite, contro l’Atalanta, è arrivata dopo una palla persa a centrocampo e una rapida ripartenza in verticale dei bergamaschi. Questo tipo di giocata, il filtrante a servire l’attacco della profondità, è stata quella che ha impensierito maggiormente la retroguardia giallorossa.

L'INIZIO DI CAMPIONATO

Quattro vittorie nelle prime quattro giornate, come non accadeva dalla stagione 2014/15: la Roma condivide con l’Inter la testa della classifica a punteggio pieno a quota 12, con dodici gol segnati e uno subito. I giallorossi hanno esordito con un 4-0 alla Fiorentina, seguito poi dallo 0-4 a Lecce e dalla vittoria in rimonta per 2-1 contro l’Atalanta prima del successo ottenuto sul campo del Torino nell’ultimo turno. In mezzo alle sfide con bergamaschi e granata c’è stato l’esordio in Champions League, che ha visto i giallorossi pareggiare 1-1 in casa del Fenerbahce.

L’avvio di stagione ha mostrato una Roma brillante in attacco e solida in difesa, capace di imprimere ritmi alti in ampie fasi di gara e di produrre una grande quantità di occasioni da gol. La squadra di Gasperini ha tentato 17 conclusioni contro la Fiorentina, 15 contro il Lecce e addirittura 39 nel match contro l’Atalanta, prima delle 14 contro il Torino, mentre il dato sugli Expected Goals è di 2,83 in media a partita. Una squadra votata all’attacco e capace di blindare la propria porta grazie alla riaggressione degli avversari e ai duelli individuali.

GIOCATORI CHIAVE

Rosa profonda e ricca di qualità, la Roma basa le sue fortune offensive sulle giocate e sull’intesa tra Donyell Malen e Paulo Dybala, rispettivamente capocannoniere e miglior assistman dopo le prime quattro giornate: l’olandese ha realizzato 6 gol, l’argentino ha servito 4 passaggi vincenti. I due si cercano e si trovano con estrema facilità, come dimostrato nella prima stagionale contro la Fiorentina: tripletta di Malen con tre assist di Dybala. L’attaccante ex Aston Villa sfrutta la sua velocità per attaccare la profondità ed è capace di finalizzare l’azione in modi diversi, grazie alla sua grande capacità di farsi trovare smarcato nei pressi della porta: tutti i sei gol che ha realizzato sono arrivati dall’interno dell’area avversaria, con guizzi tecnici e istintivi notevoli per mettere il pallone alle spalle del portiere. In questo senso, la prima rete alla Fiorentina, la seconda a Lecce e quella col Torino mostrano la varietà del suo arsenale realizzativo.

Dybala, invece, è il vero catalizzatore del gioco giallorosso: dalle sue iniziative e dal suo mancino nascono i principali pericoli creati dalla Roma, dalla sua qualità nel controllo e nel dribbling scaturiscono le situazioni in cui la squadra di Gasperini crea superiorità numerica. A ciò si aggiunge la capacità di verticalizzare e l’abilità nei calci piazzati, che lo rendono la minaccia principale come fonte del gioco offensivo della Roma. Al suo fianco agisce uno tra Soule e Mora, due giocatori diversi per caratteristiche ma ugualmente pericolosi sulla trequarti: entrambi mettono a disposizione qualità tecniche, dribbling e facilità nel trovare la porta, giocate nello stretto e sacrificio in ripiegamento.

La cerniera di centrocampo è composta dal duo complementare Cristante-Koné: due giocatori fisici, capaci di interpretare al meglio la pressione e di coprire molto campo, di tenere botta nei duelli e impostare l’azione. Sulle fasce laterali, parte di campo essenziale nel gioco giallorosso, si è preso la scena Emanuele Lulli, classe 2007 schierato sempre titolare da Gasperini in questo avvio di stagione, in cui ha mostrato corsa, dribbling e grande personalità. A sinistra, invece, si alternano Wesley e Molina, due profili molto offensivi che garantiscono velocità, spinta costante e cross. A guidare la difesa è sempre Gianluca Mancini, leader emotivo della squadra: aggressivo, forte nel gioco aereo, nell’anticipo e negli inserimenti, presidia il lato destro della retroguardia giallorossa. Sulla sinistra il punto fermo è Mario Hermoso, che sta dimostrando grandi qualità tecniche in impostazione, mentre al centro si giocano il posto Balerdi, Ghilardi e Ndicka. Tra i pali, Mile Svilar rappresenta ormai una certezza assoluta: sicuro, reattivo e molto bravo in uscita.

L’Inter troverà dunque una Roma forte e lanciata dall’entusiasmo di un grande avvio di campionato, caricata da un ambiente caldo come quello dello Stadio Olimpico. La squadra di Gasperini arriva con molte certezze e pochi punti deboli, con la consapevolezza di poter impensierire ogni avversario, al primo crocevia molto importante di una stagione in cui ambisce a traguardi importanti.

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