Calcio e Finanza
·6 febbraio 2026
L'anniversario del City che imbarazza la Premier: tre anni dalle accuse di 130 violazioni del FPF inglese

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·6 febbraio 2026

Il Manchester City celebra oggi un avversario decisamente particolare. Esattamente tre anni fa, la Premier League annunciava con una nota una delle inchieste potenzialmente più grandi della storia del massimo campionato di calcio inglese. La competizione calcistica nazionale più ricca e popolare al mondo annunciava provvedimenti disciplinari senza precedenti contro il club di Manchester, campione delle due stagioni precedenti (e delle due successive).
A oltre mille giorni da quella nota ufficiale, il mondo del calcio inglese – e non solo – è ancora in attesa di un esito. Le oltre 130 accuse (inizialmente si parlò di 115 violazioni) coprivano anni di presunti illeciti, ma si dividevano in due blocchi principali: contestazioni secondo cui il City non avrebbe fornito «informazioni finanziarie accurate» alla lega e altre secondo cui non avrebbe «collaborato… e assistito adeguatamente» nelle indagini successive.
Da allora – come sottolinea il quotidiano inglese The Guardian – sono emerse pochissime informazioni nuove. La Premier League ha costantemente rifiutato di commentare, mentre il City si è limitato a una nota in cui «accoglieva con favore» la nomina di un collegio indipendente per esaminare le accuse, accennando a «un ampio corpus di prove inconfutabili a sostegno della propria posizione».
Le ragioni del silenzio sono evidenti: finché non si conosce un verdetto, nessuna delle parti vuole dare l’impressione di influenzare l’esito o di fare pressione sul collegio disciplinare di tre membri guidato da Murray Rosen KC. Tuttavia, l’assenza di aggiornamenti – o anche solo di indicazioni sui tempi del procedimento – ha alimentato un’ondata di speculazioni, senza considerare i timori legati alle enormi spese legali che questo procedimento ha comportato per la Premier League.
Sono frequenti le accuse di insabbiamento o di accordi sottobanco, così come le ipotesi che il processo sia stato gestito male dalla Premier League o ostacolato dal City. Le previsioni su quando arriverà il verdetto spaziano da «imminente» a «tra anni». Le udienze presso l’International Dispute Resolution Centre di Londra, dove il collegio di Rosen si è trovato di fronte a due grandi team di avvocati, si sono concluse nel dicembre 2024. Erano iniziate un anno dopo la formalizzazione delle accuse, a loro volta frutto di un’indagine quadriennale della lega sul City.
Perché non è stato ancora annunciato un verdetto? Le spiegazioni avanzate oscillano tra due estremi: da una parte l’idea che il collegio stia esaminando ogni prova con estrema meticolosità per garantire una decisione solida; dall’altra voci secondo cui il ritardo sarebbe dovuto al fatto che i membri del panel siano dovuti tornare, almeno in parte, ai loro impegni professionali principali.
Che la lega sia stata sotto pressione per il caso Manchester City è evidente anche solo sfogliando le pagine di copertura mediatica. La pressione sull’amministratore delegato Richard Masters era intensa durante le udienze, con timori interni che la sua posizione fosse a rischio. Tuttavia, l’umore è cambiato negli ultimi dodici mesi. Masters ha chiuso il 2025 concordando un nuovo set di regole finanziarie per la lega, ponendo fine a due anni di attriti tra club e vertici esecutivi. La sua posizione si è rafforzata e anche le dinamiche nel consiglio sono mutate, con l’uscita di due tra le voci più rumorose: Tim Lewis dell’Arsenal e Daniel Levy del Tottenham.
Nel 2026 il clima tra i club azionisti è più apatico che di antagonismo. C’è stanchezza rispetto al caso che riguarda il City e all’attività legale in generale. Alcuni club hanno anche la sensazione che, qualunque sia l’esito per il City, l’impatto su di loro sarà limitato. Se da un lato sembra che la Premier League e i suoi azionisti preferirebbero lasciarsi tutto alle spalle, dall’altro resta un forte interesse pubblico per il risultato.
Una serie straordinaria di successi potrebbe per sempre portarsi dietro un asterisco; anche le fondamenta stesse della Premier League come competizione potrebbero essere messe in discussione. Più il caso si trascina, più appare plausibile un verdetto di compromesso: con il City ritenuto colpevole su alcune accuse ma non su altre, e con sanzioni concrete ma non rivoluzionarie.
A tre anni di distanza, però, nessuno sa ancora cosa accadrà. La natura e la portata del caso contro il City non hanno precedenti nel calcio inglese. Quasi altrettanto sorprendente è il livello di riservatezza che ha avvolto ogni informazione al riguardo.
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