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·5 maggio 2026

L'architetto Nervi al Comune: "Il nostro progetto è l'unico che può tenere in vita il Flaminio"

Immagine dell'articolo:L'architetto Nervi al Comune: "Il nostro progetto è l'unico che può tenere in vita il Flaminio"

In una lunga lettera al Comune di Roma, l'architetto Pierluigi Nervi, nipote di Pier Luigi, lo storico architetto che ha firmato diversi impianti italiani tra cui anche lo Stadio Flaminio e il Franchi, si è espresso in merito al progetto di riqualificazione dell'impianto da parte della società Lazio.

Nervi al Comune

La maggior parte degli impianti sportivi dedicati al calcio in Italia ed all’estero, sono in via di ristrutturazione, sia in corso sia in progetto. Le norme sono cambiate, gli stadi si devono adeguare. T In tutti i casi gli interventi sono ovviamente strutturalmente importanti, in generale tali da alterare la percezione dell’esistente rispetto al nuovo; in alcuni casi addirittura l’impianto precedente è stato demolito per realizzare quello nuovo. Non ci si è preoccupati di preservare la struttura attuale, anzi si è demolita.

Prosegue l'architetto

Perché dunque tanta astiosa opposizione per il progetto Flaminio a Roma? Ovviamente in ogni caso ci può essere, come anche tra noi coeredi, chi approva e chi è contrario ad un simile intervento; giova però evidenziare il fatto che il progetto in questione è il solo, alla data odierna, che può salvaguardare e mantenere in vita l’impianto realizzato per le Olimpiadi del 1960, che ha oramai superato la durabilità attesa per una struttura in cemento armato realizzata negli anni ’60, esposto agli agenti atmosferici per 67 anni, mai manutenuto secondo criteri di conservazione dei materiali idonei alle sue condizioni, bensì lasciato nell’incuria e nel degrado evidente che è sotto gli occhi di tutta la collettività con un inaccettabile impatto per la città di Roma in un quadrante di grande rilievo storico artistico. Non esiste alcun caso di intervento di ristrutturazione/ampliamento che abbia lasciato inalterato il complesso precedente in modo sostanziale. Nel caso del Flaminio l’intervento sull’impianto attuale restituisce le funzioni e l’aspetto originari; quest’ultimo è garantito dal fatto che i nuovi telai strutturali avranno un passo, distanza tra di loro, doppia rispetto ai precedenti, permettendone la percezione e visibilità". Certo saranno previste scale e percorsi nuovi posti tra le due costruzioni, sarebbe impossibile il contrario, ma sarà comunque possibile passeggiando lungo il perimetro dello stadio ristrutturato goderne dell’immagine gradevolmente inalterata. La nuova struttura non avrà alcun punto di contatto con l’attuale, ne è totalmente svincolata, proprio per l’attenzione e la cura a questa dedicata. Permetterà inoltre una efficace insonorizzazione nel corso degli eventi che andranno a svolgersi. Inoltre grande attenzione il progetto Lazio ha dedicato alla riqualificazione dell’intero quartiere; infatti fa parte dell’investimento proposto la realizzazione di nuovi percorsi dedicati, ad esempio il rinnovato ripristino del collegamento con la zona Tor di Quinto/Fleming attraverso il rinnovo del ponte sui pilastri (ancora in opera) dell’antico ponte Bailey; percorsi e parcheggi studiati per biciclette e motorini; nuove ed importanti alberature tali da ampliare il polmone di verde della zona a completamento dell’intervento generale; la realizzazione di un importante nodo di scambio che andrebbe a ridefinire e rifunzionalizzare una zona, quella a ridosso di viale Tor di Quinto, da sempre lasciata indefinita dal punto di vista del controllo progettuale degli spazi e dell’ambiente, peraltro con esisti che potrebbero supportare la funzionalità del vicino Stadio Olimpico e delle strutture sportive del Foro Italico, che attualmente sono causa di caos e disagi a non finire nei confronti dei residenti dei quartieri Flaminio, Villaggio Olimpico, Ponte Milvio Prati lato viale Angelico/Piazzale Clodio a causa della atavica mancanza di adeguate strutture e spazi di parcheggio; non ultime nuove infrastrutture strategiche per la mobilità nella zona, come il parcheggio su due livelli proposto in zona piazza Mancini e il rinnovamento delle pavimentazioni urbane dell’area in questione con materiali di ultima generazione, disinquinanti e drenanti. I relativi costi saranno interamente a carico del proponente.

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