"L’ASSE ha giocato con l’intensità di un impiegato alle 16:58 di venerdì" | OneFootball

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·13 settembre 2026

"L’ASSE ha giocato con l’intensità di un impiegato alle 16:58 di venerdì"

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" AVENGERS : ENDGAME" « Abbiamo solo perso una partita. » Ian Cathro, dopo Dunkerque – ASSE

IL COUNTDOWN FINALE DI MICHELINE (DELLA CONTABILITÀ) ROAD TO LIGUE 1 = 62 - 15 = -47 PUNTI:


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« Micheline ha tirato di nuovo fuori il suo grande pallottoliere della scorsa stagione. Quello che era servito a stabilire che 62 - 18 = -44, prima di finire in un cassetto insieme alle fatture del bar e alle speranze di spareggio. Stavolta ha scritto 18 - 3 = 15. Poi ha aggiunto, in rosso: « Attenzione, il 3 non è una catastrofe. È solo il numero di punti che non abbiamo preso. »

Poi ha aperto il suo foglio di calcolo e ha creato una nuova colonna intitolata « Numero di volte in cui l’ASSE perderà questa stagione ». Ha iniziato scrivendo 1, poi ha esitato. Alla fine ha sostituito la cifra con un punto interrogativo, perché per quanto sia contabile, non ha ancora trovato la formula che permette di prevedere il calcio.

In compenso, ha già calcolato che se i Verts continueranno a perdere una partita ogni sei partite, avranno comunque tutto il tempo per fare una stagione più che dignitosa. Ha perfino previsto una cella per le sconfitte supplementari, nel caso.»

Ciao Groupies,

Torna il vostro cowboy JossRandall, per l’episodio 6, dopo questo sfortunato USLDASSE del 12 settembre allo stadio Marcel Tribut. E per non nascondervi niente, ci conosciamo da troppo tempo: stavolta è con un’aria appena un po’ più allegra di quella che avrei se mi operassero alla milza senza anestesia.

Io adoro l’universo Marvel. E a quanto pare l’universo Marvel ha appena vissuto il suo dramma più grande da quando Thanos ha schioccato le dita: l’ASSE ha perso una partita.

Una sola. Dopo cinque vittorie. Con tre punti di vantaggio in testa al campionato.

Ma a Sainté, conoscete la casa: basta che un pallone superi la linea dalla parte sbagliata perché qualcuno cominci già a cercare il responsabile, il colpevole, l’arma del delitto e, se possibile, l’indirizzo della bisnonna.

Allora sì: Dunkerque ha battuto l’ASSE 2-1. Sì: è stata probabilmente la peggior partita dei Verts dall’inizio della stagione. Sì: per buona parte dell’incontro, l’ASSE ha giocato con l’intensità di un impiegato statale il venerdì alle 16:58. E queste constatazioni spolverano di nostalgia la quiete dei momenti di felicità delle ultime settimane.

Ma no, signore e signori: non è la fine del mondo. Anche in casa Marvel, gli eroi hanno diritto a un episodio in cui prendono una batosta. E Micheline ve lo ricorda: se l’ASSE perde una partita ogni 6, a maggio non dovremmo comunque essere lontani dall’obiettivo. Quindi attenzione, ma anche respiro. Le punture di richiamo servono proprio a questo… a ricordare.

GLI AVENGERS AVEVANO DIMENTICATO IL COSTUME - ASSE

Sì, sabato al Marcel Tribut, per i nostri Avengers 2026-2027, sono stati più o meno 20 minuti in modalità Hulk, 70 minuti in modalità Puffo.

C’è stato innanzitutto quel primo tempo. Insipido, confuso, spezzettato. Insomma, roba da far sembrare un episodio di Derrick un inseguimento di Mad Max. L’ASSE c’era, certo.

Ma l’ASSE non era davvero presente. Soprattutto a centrocampo, mancava di tutto: ritmo, mordente, duelli, inserimenti, quella musichetta che finora faceva dei Verts una squadra capace di metterti pressione come l’esattore il 14 settembre.

Dunkerque, invece, non aveva bisogno di recitare Shakespeare, bastava correre, mettere il piede, mettere intensità. Mettere i Verts sotto pressione.

E mentre i nordisti mettevano tutto quello che avevano nella macchina, l’ASSE sembrava essersi dimenticata di girare la chiave.

In questo primo tempo a lungo deserto come il cervello di un filosofo fiammingo, abbiamo aspettato quelli che certi imbecilli chiamano « lunghi minuti » (come se ce ne fossero alcuni che durano più di 60 secondi!!!) prima che succedesse finalmente qualcosa.

E poi, proprio quando cominciavamo a chiederci se l’ASSE non si fosse semplicemente dimenticata di attaccare la corrente, è spuntato BOAKYE_PROFITE_LE_CRIME per portare in vantaggio gli Stéphanois. AUGUSTINE_BOAKYE_LE_TOUR, per inciso l’unico Verde sabato a meritare un voto che sfugga al “mediocre/passabile” di tutti gli altri e al “può e DEVE fare meglio” di GAUTIER_LARSOUILLEUR. Un tiro che va a segno, un gol che arriva nel momento migliore, ed ecco che i Verts rientrano negli spogliatoi con l’impressione di aver fatto la parte più difficile. È il tipo di scenario che può darti una fiducia un po’ eccessiva: abbiamo giocato male, ma siamo comunque avanti. Allora ti dici che il secondo tempo rimetterà le cose a posto.

Solo che il secondo tempo, a Dunkerque, ha soprattutto rimesso le cose al contrario.

In sei minuti, Ayari poi Keita hanno ribaltato la partita con due tiri magnifici. Soprattutto il primo, un gol che sembrava un U.F.O. (U.F.O., chi vuol capire capisca). E lì, bisogna essere onesti: la difesa stéphanoise ha guardato gli artisti di Dunkerque lavorare come il pubblico del Moulin Rouge guarda le ballerine: con interesse, ma senza intervenire. Il primo gol è una meraviglia di tiro, il secondo pure, ma in mezzo c’è soprattutto questa impressione che i Verts non abbiano fatto abbastanza per impedire ai giocatori di Dunkerque di mettersi in posizione di tiro.

E quando una squadra manca di intensità in mezzo, spesso finisce per mancare di presenza dietro. È una vecchia storia del calcio, ma torna sempre a ricordarti che non si può vincere una partita giocando al massimo livello solo per venti minuti.

L’ASSE 2026-2027 aveva dato l’impressione, fino a sabato, di avere margine sulle altre squadre. Ma non ne ha abbastanza da potersi permettere di giocare al massimo livello solo per 20 minuti. È come giocare a Picche scartando sistematicamente gli assi più grossi nel morto: a volte può essere redditizio e spettacolare. Ma alla fine funziona di rado.

Quanto a LARSONNEUR_AUX_VAINCUS, bisognerà pur parlarne. Perché in questa partita, il nostro Ispettore Valentin delle Brigate del Tigre ha attraversato l’incontro con la serenità di un uomo che ha appena scoperto di aver dimenticato il gas aperto uscendo di casa. Non è stato l’unico responsabile della sconfitta, tutt’altro, ma non ha nemmeno dato l’impressione di voler diventare l’eroe dell’episodio. E quando il tuo portiere non ti tira fuori il coniglio dal cilindro nel momento in cui la difesa fa acqua, inevitabilmente si nota.

Ma attenzione: non trasformiamo Larsonneur in capro espiatorio di professione. Una brutta partita, sì. Un processo per direttissima, no. Però bisogna ammettere che il problema sta diventando ricorrente: un buon portiere è quello che ti fa guadagnare punti quando la squadra è meno brillante, non quando domina. Lui questo non lo fa mai.

ENDGAME? STO CAVOLO, COME DIREBBE SAN-ANTONIO

La cosa più interessante, in fondo, è arrivata dopo il secondo gol di Dunkerque.

Perché l'ASSE, invece di crollare, ha finalmente ritrovato quello che le era mancato tanto per un’ora: ritmo, aggressività, proiezione e quella capacità di chiudere l’avversario nei suoi ultimi trenta metri.

E lì, all’improvviso, gli Avengers erano tornati.

Il problema è che avevano perso decisamente troppo tempo a cercare i loro costumi.

CARDONA_QUE_L'AMOUUUUR ha avuto un’occasione, GORILLES_DANS_LA_BREUM si è scontrato con un Ramos particolarmente ispirato, BERN_HAPPY_AUER ha trovato ancora una volta il portiere di Dunkerque sulla sua strada, ZURIKO_DAVID_EST_CHEVELU si è scontrato anche lui con lui e BOAKYE_PROFITE_LE_CRIME, ancora lui, alla fine ha colpito la traversa negli ultimi secondi.

C’era quindi ampiamente di che rientrare. E sul 2-2 oggi le nostre sensazioni, le nostre analisi e le nostre conclusioni sarebbero senza dubbio diverse.

Ma il calcio è una materia piuttosto ingrata: non premia le buone intenzioni, premia i gol. E soprattutto, non permette di giocare solo venti minuti al massimo livello sperando poi di recuperare i settanta minuti passati mezzo in vacanza. Non si vince una partita con venti minuti da supereroi e settanta da comparse.

Ecco probabilmente il principale insegnamento di Dunkerque.

Questa squadra è abbastanza talentuosa da fare molto male quando accelera. Lo ha dimostrato ancora sabato sera. Ma non è abbastanza superiore ai suoi avversari da potersi permettere di scegliere i momenti in cui decide di giocare.

Perché il campionato di L2 è duro e lui non sceglie. Ti entra addosso fin dal fischio d'inizio. E se arrivi al combattimento con settanta minuti di ritardo, può essere già troppo tardi quando finalmente decidi di dare gas.

Dunkerque ha dunque vinto la sua partita. Non per caso, non con una rapina miracolosa, ma perché i nordisti sono stati più continui, più aggressivi e più presenti per gran parte dell’incontro.

L'ASSE, da parte sua, ha avuto il merito di non mollare mai completamente. Ma ha pagato il suo brutto inizio partita, la mancanza d’intensità a centrocampo, il calo difensivo e, per inciso, la serata complicata del suo portiere.

Ecco. Non c’è bisogno di andare a cercare molto più lontano. Il che non significa però che si debba restare alla teoria dell’incidente. È una puntura di richiamo. E dunque un richiamo a non addormentarsi sugli allori.

AVANTI, CIRCOLARE, NON C’È NIENTE DA SEPELLIRE

Allora sì, dopo aver ingoiato la pillola un po’ amara, rimettiamo via le sirene, spegniamo i lampeggianti e rimettiamo Thanos nel cassetto. AVENGERS : ENDGAME? No. Non ancora, in ogni caso. È stato solo il primo episodio in cui gli Avengers hanno dimenticato il costume in lavatrice.

L’ASSE resta prima, con cinque vittorie nel sacco, tre punti di vantaggio e ormai una sconfitta che, se sfruttata bene, può diventare molto più utile di un sesto successo facile. Perché una squadra invincibile impara poco. Una squadra battuta impara molto.

IAN_CATHRO_MOTRICES ha riassunto perfettamente la situazione: « Abbiamo solo perso una partita. ». E lui mi piace, l’avete capito. Le sue parole sono spesso parabola evangelica. Allora per una volta ascoltiamo l’allenatore prima di ascoltare i social. E se CHEZ_CATHRO_Y_A_TOUT_CE_QU'IL_FAUT, e lui trasforma questa serata in una lezione di recupero invece che in un funerale di prima classe, allora Dunkerque avrà forse reso un piccolo servizio ai Verts.

Non si chiede all’ASSE di vincere tutte le sue partite. Le si chiede di non perderne certe altre come questa.

Perché, ovviamente, perderemo qualche partita questa stagione. Forse persino in casa, chissà!! Forse contro una squadra che nessuno si aspetta. Forse dopo aver dominato per novanta minuti. Forse perfino dopo aver segnato per primi.

Di solito il calcio funziona così. Anche le squadre che salgono non vincono tutto.

Quindi tanto vale prendere questa sconfitta per quello che è: un avvertimento, non un necrologio.

Sì, la nostra ASSE, ormai avvertita, resta prima. E ha già mostrato abbastanza qualità dall’inizio della stagione perché questa serata di Dunkerque venga considerata un incidente serio, certo, ma perfettamente riparabile.

La cosa più importante ora sarà vedere la reazione. Perché una buona squadra non si misura solo dal numero di partite che vince. Si misura anche da come reagisce quando ne perde una.

Per il momento, i Verts hanno semplicemente scoperto che anche loro avevano il diritto di perdere. Il campionato non è finito sabato sera a Dunkerque. Ma questa sconfitta ha soltanto ricordato agli Stéphanois una vecchia regola del calcio: per salire bisogna essere migliori degli altri. Ma per riuscirci, bisogna anche accettare di non esserlo tutti i sabati.

E come dice un amico irriducibilmente ottimista davanti all’eternità: meglio una bella sciocchezza ben riuscita che una sublime astuzia cavillata.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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