Inter News 24
·17 giugno 2026
Lautaro al servizio della Seleccion: lavoro di squadra e sacrificio nella notte della tripletta di Messi

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L’Argentina inaugura il proprio Mondiale nel migliore dei modi, superando l’Algeria con un netto 3-0 e mandando un messaggio chiaro alle rivali. A prendersi la scena è inevitabilmente Lionel Messi, autore di una straordinaria tripletta che decide l’incontro e consegna i primi tre punti alla Selección di Lionel Scaloni. Alle spalle dello show del fuoriclasse argentino, però, c’è stato anche il contributo di chi ha lavorato per la squadra, come Lautaro Martínez, titolare al centro dell’attacco e in campo per 55 minuti.
Pur non riuscendo a trovare la via del gol, Lautaro ha comunque lasciato il proprio segno nella fase offensiva. L’attaccante argentino ha chiuso la gara con 0 gol, ma ha registrato 0.12 Expected Goals (xG), dato che evidenzia come abbia avuto almeno una situazione potenzialmente interessante in zona offensiva.
Sul fronte creativo, il centravanti non ha prodotto assist, fermandosi a 0 assist e a 0.01 Expected Assists (xA), indice di un coinvolgimento limitato nelle occasioni da rete create per i compagni. Nonostante ciò, il suo lavoro senza palla è stato fondamentale per aprire spazi alle continue incursioni di Messi.
Lautaro ha tentato 1 tiro totale, trasformandolo nell’unica conclusione indirizzata verso lo specchio della porta. I suoi numeri registrano infatti 1 tiro in porta e 0 tiri respinti. Interessante il dato relativo agli Expected Goals on Target (xGOT), pari a 0.35, che sottolinea come la conclusione effettuata fosse discretamente pericolosa una volta indirizzata verso la porta.
Da segnalare anche 1 posizione di fuorigioco, segno della continua ricerca della profondità contro la retroguardia algerina.
Nel corso dei suoi 55 minuti sul terreno di gioco, Lautaro ha totalizzato 21 tocchi, partecipando attivamente alle combinazioni offensive della Selección. Ha provato 2 dribbling, senza però riuscire a completarne nessuno (0 riusciti).
Il numero 9 argentino ha perso il possesso in 5 occasioni, un dato che riflette anche il lavoro spalle alla porta e i continui duelli con i difensori avversari.
Sul piano atletico, Lautaro ha effettuato 4 corse, accumulando 21,3 metri di distanza totale di trasporto palla e 9,7 metri di progressione totale, statistiche che evidenziano una partita più orientata al movimento e al supporto della manovra che alle iniziative individuali.
Uno degli aspetti più positivi della sua prestazione è rappresentato dalla qualità nella distribuzione del pallone. Lautaro ha completato 12 passaggi su 13 tentati, raggiungendo un eccellente 92% di precisione.
Nella metà campo avversaria ha realizzato 4 passaggi su 5 (80% di accuratezza), mentre nella propria metà campo è stato perfetto con 8 passaggi riusciti su 8 (100% di precisione). Numeri che testimoniano attenzione nelle giocate e capacità di mantenere fluido il possesso argentino.
Non sono invece arrivati passaggi chiave, mentre l’unico cross tentato non ha trovato un compagno (1 tentato, 0 riusciti).
Come spesso accade nelle squadre di Scaloni, anche gli attaccanti sono chiamati a partecipare attivamente alla fase di non possesso. Lautaro ha registrato 1 contributo difensivo, accompagnato da 3 recuperi di palla.
Nei duelli individuali ha disputato 1 contrasto, senza riuscire a vincerlo (0 vinti), mentre non ha fatto segnare alcun intercetto, salvataggio o ulteriore tiro respinto.
Per quanto riguarda i confronti diretti, Lautaro ha preso parte a 5 duelli a terra, vincendone 1, e a 1 duello aereo, senza successo. Completano il quadro 2 falli commessi e 0 dribbling subiti, dato che conferma l’attenzione mostrata nelle situazioni difensive.
La serata appartiene inevitabilmente a Messi e alla sua tripletta, ma la prestazione di Lautaro Martínez racconta anche altro. Pur senza incidere direttamente nel tabellino con gol o assist, l’attaccante argentino ha svolto un lavoro prezioso fatto di movimenti, pressione, collegamenti tra i reparti e grande precisione nel palleggio. I 21 tocchi, il 92% di passaggi riusciti, i 3 recuperi e la disponibilità al sacrificio confermano il contributo offerto alla squadra prima della sostituzione al 55’.
In una vittoria costruita sulle magie del numero 10, il centravanti dell’Argentina ha messo a disposizione del collettivo il proprio lavoro oscuro, contribuendo a creare le condizioni ideali affinché la stella della Selección potesse brillare.







































