Inter News 24
·19 febbraio 2026
Lautaro Martínez e l’Inter senza bussola: quanto pesa l’assenza del capitano?

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L’infortunio di Lautaro Martínez, il prolifico centravanti argentino classe ’97, patito sul famigerato campo sintetico del Bodo/Glimt durante i playoff di Champions League, rappresenta una vera e propria tegola per la stagione della Beneamata. Il capitano dovrà restare lontano dal rettangolo verde per un periodo non ancora del tutto quantificato, lasciando un vuoto tecnico e carismatico difficile da colmare in un momento cruciale. L’allenatore Cristian Chivu, l’ex difensore romeno oggi alla guida della prima squadra, si trova davanti a un rebus tattico non indifferente, in attesa di capire l’entità del fastidio al polpaccio del suo uomo simbolo.
Giocare senza il Toro di Bahia Blanca non significa solo perdere un finalizzatore implacabile, ma rinunciare al fulcro del gioco offensivo. I numeri stagionali sono emblematici: 14 gol e 4 assist in campionato, ai quali si aggiungono 4 centri pesanti in ambito europeo. Finora, i nerazzurri hanno dovuto rinunciare a lui solo in una circostanza, vinta contro l’Ajax, ma l’analisi storica delle assenze dell’argentino rivela scenari più complessi. Senza il numero dieci, la fluidità della manovra ne risente drasticamente, obbligando i compagni a soluzioni meno dirette e spesso meno efficaci.
Guardando alla passata stagione (2024/25), il dato è quasi paradossale: su 7 gare saltate da Lautaro Martínez, l’Inter ne ha vinte 6. Tuttavia, l’unico pareggio ottenuto, un 2-2 a San Siro contro la Lazio, è stato il punto di non ritorno che ha permesso al Napoli di sorpassare i milanesi e involarsi verso il tricolore. Questo dimostra che, sebbene la squadra riesca a sopperire nel breve periodo, sul lungo raggio la mancanza del capitano genera un’instabilità emotiva e tecnica che costa punti decisivi. L’ultima sconfitta interna senza di lui risale addirittura al 2019, sempre contro i biancocelesti guidati allora da Luciano Spalletti, oggi commissario tecnico della Nazionale.
Senza il punto di riferimento, i meneghini devono ora reinventarsi completamente. Si attende il riscatto di Marcus Thuram, l’attaccante francese figlio d’arte, che finora ha agito spesso in funzione dei movimenti del compagno. Al suo fianco, Chivu dovrà dare fiducia a forze fresche: il giovane talento Pio Esposito e la fisicità di Ange-Yoan Bonny, l’attaccante ex Parma, sono chiamati a un salto di qualità immediato. La sfida è ardua: mantenere il club ai vertici senza il giocatore che, fin dai tempi del suo arrivo dal Racing Club, ha saputo caricarsi il peso dell’attacco sulle spalle.









































