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·22 agosto 2026

L’avversario: Kean resta il pericolo numero uno, il piano della Roma

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Se c’è un nome che la Roma dovrà cerchiare in rosso in vista della Fiorentina, è quello di Moise Kean. La scorsa stagione non è stata quella dei numeri straordinari del suo primo anno a Firenze, ma sarebbe un errore pensare che il centravanti viola sia diventato improvvisamente meno pericoloso. È uno degli attaccanti più fisici del nostro campionato, allo stesso tempo molto veloce.

Nella nuova Fiorentina di Fabio Grosso potrebbe tornare a essere il punto centrale dell’intero sistema offensivo. E per la difesa giallorossa il problema non sarà solamente impedirgli di calciare verso la porta: bisognerà soprattutto evitare di concedergli ciò che preferisce, ovvero campo da attaccare.


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Kean, una stagione complicata dopo l’esplosione

Bisogna partire dai numeri. Nella Serie A 2025/26 Kean ha chiuso con 8 gol e un assist in 26 presenze, per poco più di duemila minuti complessivi.

Numeri sensibilmente inferiori rispetto alla stagione precedente.

Nel 2024/25, infatti, Kean aveva vissuto probabilmente la miglior annata della sua carriera: 19 reti e 3 assist in Serie A, secondo posto nella classifica marcatori alle spalle di Retegui. I suoi gol avevano portato alla Fiorentina ben 17 punti, più di qualsiasi altro giocatore del campionato, e nessuno aveva concluso quella Serie A con più tiri nello specchio dei suoi 51.

La differenza tra le due stagioni è enorme, ma va contestualizzata.

Nell’ultima annata Kean ha dovuto fare i conti anche con problemi fisici, in particolare alla tibia, che ne hanno condizionato il rendimento e la continuità soprattutto nella seconda parte della stagione.

Ecco perché la Roma non dovrà prepararsi ad affrontare semplicemente il Kean degli otto gol dell’ultimo campionato. Dovrà prepararsi alla possibilità di ritrovare quello visto un anno prima.

Il vero problema di Kean è quando può correre

Kean non è il classico centravanti che vuole ricevere continuamente il pallone spalle alla porta.

Può farlo, ha struttura fisica e sa proteggere la sfera, ma diventa molto più pericoloso quando può girarsi e attaccare uno spazio.

Il suo movimento preferito parte spesso qualche metro fuori dall’area. Prima viene incontro, porta con sé il centrale e poi cerca immediatamente la profondità. Oppure rimane sul limite del fuorigioco aspettando il momento nel quale il centrocampista può verticalizzare.

È qui che la Roma dovrà prestare maggiore attenzione.

Con Grosso, la Fiorentina vuole costruire una squadra capace di utilizzare il 4-3-3 e di mettere Kean al centro dell’attacco, circondandolo con giocatori tecnici e veloci.

Lasciargli trenta o quaranta metri alle spalle della difesa sarebbe probabilmente il modo peggiore per affrontarlo.

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Come può fermarlo la Roma

Il primo comandamento dovrebbe essere semplice: Kean non deve poter ricevere fronte alla porta.

Quando viene incontro, il difensore può anche seguirlo, ma senza rompere completamente la linea. L’obiettivo deve essere costringerlo a giocare di prima all’indietro e impedirgli di girarsi.

Servirà soprattutto comunicazione tra i centrali.

Con una difesa aggressiva come quella di Gasperini, il rischio è evidente: un centrale esce sull’uomo, Kean scarica il pallone e immediatamente attacca lo spazio lasciato libero. Se il resto della linea non accompagna il movimento, basta una verticalizzazione per trasformare un’azione apparentemente innocua in un uno contro uno con Svilar.

Per questo Mancini, N’Dicka e gli altri interpreti della retroguardia dovranno evitare di farsi trascinare fuori posizione.

Non basta marcare Kean: bisogna togliere i rifornimenti

C’è poi un’altra soluzione, probabilmente ancora più importante.

Per fermare Kean bisogna cercare di non far arrivare il pallone a Kean.

Sembra una banalità, ma tatticamente può essere la vera chiave della partita. La Roma dovrà portare pressione sui centrocampisti della Fiorentina e impedire loro di giocare verticalmente con facilità.

Molto meglio obbligare la Fiorentina a sviluppare lateralmente.

Kean dentro l’area rimane pericoloso. Kean costretto invece ad allontanarsi dall’area per ricevere palloni sporchi è un giocatore decisamente più gestibile.

Attenzione anche alla sua fisicità

C’è infine la battaglia individuale.

Kean ama il contatto e sa utilizzare il corpo. Per questo non bisogna concedergli la possibilità di appoggiarsi sul centrale e girarsi. La marcatura dovrà essere aggressiva ma intelligente: cercare continuamente l’anticipo può diventare controproducente.

In determinate situazioni sarà meglio lasciarlo ricevere lontano dalla porta e accompagnarlo, piuttosto che tentare un anticipo rischioso e spalancargli trenta metri.

Sui cross, invece, servirà molta attenzione al secondo movimento. Kean non attacca sempre il pallone immediatamente: sa aspettare che il difensore guardi la traiettoria prima di cambiare direzione.

Roma, Kean è il giocatore da non accendere

Gli otto gol della scorsa stagione non devono tranquillizzare nessuno.

Il vero Kean è probabilmente più vicino al giocatore capace di segnare 19 reti nel 2024/25 che a quello limitato anche dai problemi fisici nell’ultimo campionato. E Grosso lo conosce bene: i due avevano già lavorato insieme nel settore giovanile della Juventus prima di ritrovarsi a Firenze.

La Roma dovrà quindi affrontarlo con una strategia precisa: niente campo alle spalle della difesa, pochi palloni puliti da attaccare e pressione immediata sui suoi rifornitori.

Provare a vincere soltanto il duello fisico contro Kean sarebbe rischioso. La soluzione migliore è fare in modo che quel duello si presenti il meno possibile.

Perché un Kean costretto a giocare lontano dall’area può essere controllato. Un Kean lanciato verso la porta, invece, resta uno degli attaccanti più difficili da fermare del nostro campionato.

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