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·22 settembre 2026

L'avvio dell'Arsenal Women suscita i primi dubbi sul titolo

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Un altro avvio lento minaccia di far deragliare la corsa al titolo dell’Arsenal prima ancora che entri davvero nel vivo.

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Foto di Sarah Ray-Gain/Getty Images

Prima di questa stagione, l’allenatrice e le giocatrici sapevano bene cosa fosse successo in ognuna delle ultime due stagioni. Un avvio incerto è costato alla squadra il titolo.


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Purtroppo, è successo di nuovo.

Cinque punti in tre partite significano che l’Arsenal è già a quattro punti dal Manchester City.

Ora in campionato arrivano Chelsea e City in trasferta.

Adesso si parla dell’Arsenal come di una squadra costretta a difendere la propria corsa al titolo vincendo entrambe le partite. Una sconfitta significherebbe lasciare tre punti a una rivale diretta, mentre un pareggio ne farebbe perdere altri due.

L’Arsenal sa già bene, dopo la scorsa stagione, quanto possano pesare i pareggi ripetuti nella corsa al titolo.

In un certo senso, affrontare squadre più forti che vogliono controllare la partita potrebbe adattarsi meglio alla squadra di Renée Slegers rispetto a sfidare avversarie chiuse in un blocco basso.

Chelsea e Manchester City sono squadre offensive che vogliono il pallone e lasceranno spazi alle spalle della difesa, dove Stina Blackstenius o Selina Cerci possono attaccare la profondità. Lo stesso vale per Lisa Baum e Olivia Smith sulle fasce.

Se ripensiamo a quanto accadeva con Jonas Eidevall, l’Arsenal faticava spesso a scardinare i blocchi bassi a causa di una struttura offensiva troppo rigida.

Non credo che oggi siano del tutto libere da questo problema in certe zone del campo.

È interessante perché il Chelsea usa una struttura offensiva simile contro un blocco basso. Una squadra si dispone in un 3-2-5, mentre l’altra usa un 2-3-5. Entrambe cercano di sovraccaricare la difesa avversaria, con l’ulteriore difficoltà di controllare il contropiede in caso di perdita del possesso.

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Foto di Sarah Ray-Gain/Getty Images

Spesso si può prevedere dove saranno le giocatrici dell’Arsenal e quali zone occuperanno. Questo può renderle troppo prevedibili, soprattutto una volta sistemate nella loro struttura offensiva.

I tifosi che seguono regolarmente la squadra conoscono bene questi schemi di gioco. Anche gli analisti delle avversarie.

Quando l’Arsenal si assesta nella propria struttura contro un blocco basso, quei passaggi corti, rapidi e precisi necessari negli spazi stretti centrali non si vedono con sufficiente frequenza. L’uso delle fasce è ben consolidato, ma troppo spesso manca il pallone finale.

I margini sono minimi. L’Arsenal ha segnato solo due gol in tre partite, ma con un po’ più di fortuna quel numero avrebbe potuto essere molto più vicino a dieci.

La domanda più importante è cosa stiano facendo giocatrici e staff in allenamento per risolvere questi problemi. Quali esercitazioni stanno usando per prepararsi a queste situazioni? A volte sembra che alle giocatrici manchino le idee.

C’è poi anche la questione se la struttura 4-3-3 o 4-4-2, con terzine e/o ali che si accentrano, debba cambiare. Io non credo. Ho visto suggerire che l’Arsenal dovrebbe giocare in modo più diretto in certi momenti, e forse in alcune situazioni può esserci spazio anche per questo.

Ma quanto spesso si presentano davvero queste opportunità contro un blocco basso? Mi ricorda il basket, quando i miei allenatori dicevano che il modo migliore per battere una difesa a zona era correre e creare quante più transizioni possibile.

L’altra opzione è usare interpreti diversi. Quando tutte saranno a disposizione, l’Arsenal avrà 27 giocatrici tra cui scegliere e un enorme numero di combinazioni possibili. A quel punto diventa una questione di cambiare le gerarchie, ruotare le giocatrici in base al piano partita e assicurarsi che quelle in forma siano in campo, mentre quelle che non rendono restino in panchina o in tribuna.

C’è infine un ultimo problema: la leadership in campo.

L’Arsenal ha molte leader tecniche, giocatrici capaci di trascinare la squadra con la qualità del proprio calcio. Ma chi sono le leader capaci di cambiare l’inerzia di una partita quando comincia a mettersi male?

È una domanda importante, e l’Arsenal deve darle una risposta in fretta.

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Foto di Sarah Ray-Gain/Getty Images

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 qui.

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