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·3 settembre 2026
🎙️ Lazio, Frattesi: “Avevo bisogno di un progetto così! Dobbiamo essere bravi a non spegnere l’entusiasmo”

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·3 settembre 2026

Il nuovo centrocampista della Lazio, Davide Frattesi, si è presentato in conferenza stampa.
Ecco le sue parole riportate da TMW:
“Io in realtà stavo in barca, poi ho sentito il mister e ci abbiamo messo un paio di giorni a parte le questioni burocratiche”.
La Lazio ti ha inseguito per anni, cosa ti ha convinto a venire qui? Sei laziale da sempre? “Purtroppo prima non mi controllava nessuno. Col mister Gattuso c’è stato un rapporto creato in nazionale, avevo bisogno di un progetto come questo e sono stato da subito sicuro della scelta che ho fatto. Sono venuto con entusiasmo e aspettative, voglio fare bene e questo è quello che ho pensato da subito. Ho trovato un gruppo importante, un bel centro sportivo dove ci si può allenare bene e ci si può divertire. Io ho iniziato a fare il raccattapalle alla Lazio e mio padre mi ha sempre portato allo stadio in Tevere, dagli undici anni ho fatto il raccattapalle di solito sotto la Sud mi sembra vicino a Scamacca nella finale di Coppa Italia. Poi siamo entrati a fare le foto con i giocatori e l’ho preso in giro”.
Cosa ti ha spinto tecnicamente a venire qui? “L’ultimo anno per me è stato difficile, questa è una piazza importante ed è l’occasione giusta per ambire a obiettivi importanti con la Lazio”.
Puoi essere un simbolo per la tua scelta di lasciare una big per venire alla Lazio? “Sicuramente, dopo l’ultimo anno dove sono stato male anche di testa ho capito che i soldi non sono così importanti. Uno non è che guadagna due euro l’ora, ma non è fondamentale nella vita solo il guadagno. Cambierei tutto ciò che ho in banca per rivedere mia nonna cinque minuti”.
Cosa non ha funzionato all’Inter l’anno scorso? “Partiamo dalla considerazione che ci sono tanti centrocampisti forti. Poi ho iniziato la stagione con un infortunio serio, la testa andava ma le gambe no. Ho iniziato praticamente ad allenarmi bene a dicembre ed è tardi, specialmente in un club che punta a vincere e ha una competizione così serrata”.
Quale gol o quale obiettivo festeggeresti come hai fatto arrampicandoti a San Siro? “Di obiettivi è presto parlarne perché siamo ancora ad agosto. L’esultanza dipende dal momento, me la potrei studiare ma poi segno al 90esimo e mi si chiude la tenda”.
Qual è il tuo obiettivo personale? “L’importante è l’obiettivo di squadra, perché se si arriva 15esimo non ci si fa niente. Sicuramente voglio fare più gol e assist possibili per portare in alto la squadra”.
Cosa vuoi portare della mentalità del nord? “Come società ci penseranno loro, qui ho trovato un impianto all’avanguardia con cose che non c’erano a Milano. Non voglio stare qui e fare il Messia, ma dobbiamo lavorare sulle piccole cose che diventano poi tante. Il mister sa far benissimo i programmi, ma quelle 2-3 stupidaggini che ti possono aiutare in qualche modo voglio portarle”.
Che leve ha usato Gattuso per convincerti? “Mi ha detto che veniva a prendermi (ride, ndr). Mi ha spiegato la situazione, io sono uno che quando sente di cose impossibili si fa coinvolgere. Mi ha spiegato questa situazione qui che andava ripresa, l’ho conosciuto come persona e a uno come il mister se c’è da dare una mano gliela dai volentieri”.
Quanto peserà l’assenza di Romagnoli nel gruppo? “Alessio sicuramente ha fatto una carriera che parla per lui, ma anche fuori dal campo vedevo che era un punto di riferimento per tanti ragazzi. Qui c’è un bel gruppo di italiani, poi chiaramente uno nella carriera deve fare delle scelte e lo salutiamo facendogli l’in bocca al lupo. Io posso solo essere un riferimento per i giovani, il leader qui è Zaccagni che è un capitano importante”.
Ti ha colpito l’entusiasmo che si è scatenato intorno al tuo nome? “Forse si, ma c’è anche la bellezza del viaggio e la chiusura del cerchio. Tanti amici mi hanno tartassato per sapere del mio ritorno, penso sia stata una bella cosa e avevo bisogno di sentirmi importante. A Bologna stavo a pezzi e sono andato avanti solo per l’entusiasmo, dobbiamo essere bravi a non farlo spegnere”.
Sei già tornato a casa a Fidene? Cosa diresti a un bambino che insegue il tuo sogno? “Sono tornato ieri e mi sono mangiato un chilo di pizza con le patate all’Appetitosa. Già da piccolo ero abbastanza concentrato e sicuro di quello che volevo fare. Poi ci vuole fiducia e sacrificio, se devo dire a un bambino che vuole inseguire questo sogno di dare sempre tutto. Se riesci a entrare in questo gioco maledetto ti puoi togliere delle soddisfazioni per te e per la tua famiglia”.







































