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Matteo Rimoldi·30 gennaio 2026
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Matteo Rimoldi·30 gennaio 2026
La gara che apre la 23ª giornata di Serie A è stata semplicemente pazza. Dopo un primo tempo privo di emozioni, Lazio-Genoa si accende al 50° minuto e, in meno di mezz’ora, regala una serie di colpi di scena che fissano il risultato sul definitivo 3-2.
Il Grifone va vicino alla rimonta, ma proprio in extremis viene fermato dall’ennesimo colpo di mano della partita. La Lazio rischia, ma alla fine la risolve: il Genoa si ferma dopo cinque risultati consecutivi, mentre Sarri può festeggiare la vittoria.
Tanto agonismo, due falli di mano, due rigori e rimonta: nel secondo tempo di Lazio-Genoa va in scena tutto ciò che non era successo nei primi 45 minuti.
Pedro apre le marcature dal dischetto, seguito da Taylor, che raddoppia firmando la sua prima rete con la maglia biancoceleste.
Sembrava fatta per i tre punti, ma arriva la reazione del Grifone. Il tocco di braccio di Gila manda Malinovskyi sul dischetto: l’ucraino non sbaglia, riaprendo il match. Per il 2-2 basta attendere appena 8 minuti: Vitinha insacca da pochi passi, regalando un punto prezioso ai suoi compagni… e invece no.
Il pari finale era ormai quasi scontato, ma l’ennesimo rigore della partita condanna i ragazzi di De Rossi. Tocco di mano di Ostigard in pieno recupero: questa volta dal dischetto non sbaglia Cataldi, che fissa il risultato sul definitivo 3-2.
Zaccagni è out a causa di un problema muscolare accusato durante la rifinitura, a carico del muscolo obliquo dell’addome. Sarà comunque in panchina.
LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Provstgaard, Pellegrini; Taylor, Cataldi, Basic; Isaksen, Maldini, Pedro. All. Sarri.
GENOA (3-4-3): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup, Ellertsson, Martin; Colombo, Vitinha. All. De Rossi.
Poche emozioni nel primo tempo di Lazio-Genoa. Tanto agonismo in mezzo al campo, ma poche vere occasioni da gol e nessun intervento decisivo richiesto ai portieri - solo una parata importante di Provedel su Vitinha in posizione dubbia -. Il possesso palla restituisce un sostanziale equilibrio tra le due squadre, ma a rendersi più pericoloso è il Genoa.
I ragazzi di De Rossi interpretano meglio la gara, mostrando maggiore qualità nelle transizioni e riuscendo a rendersi pericolosi con due nello specchio della porta. La Lazio, invece, fatica a trovare soluzioni pulite negli ultimi trenta metri: i biancocelesti tentano sei volte la conclusione, ma senza mai inquadrare la porta avversaria.
Al 50’ arriva l’episodio che cambia il match. Ottima la combinazione Maldini-Isaksen, con il danese che arriva sul fondo e mette un cross teso in mezzo: il pallone colpisce il braccio di Martin, apparso piuttosto largo.
Scattano le proteste biancocelesti e l’arbitro viene richiamato al VAR. La sensazione è subito chiara: può essere calcio di rigore.

Dopo la revisione, le proteste della Lazio si trasformano in urla di gioia, mentre il difensore del Grifone non ci sta. L’arbitro indica il dischetto: dagli undici metri si presenta Pedro, che è glaciale e spiazza Bijlow, portando avanti i biancocelesti.
Passano appena sei minuti e la Lazio trova anche la rete del raddoppio al 62’. Ancora una volta è Isaksen a salire in cattedra.


L’attaccante biancoceleste riceve palla in area, attende il giusto movimento dei compagni e serve Taylor. Il nuovo acquisto non sbaglia dal limite dell’area e firma la sua prima rete in Serie A, la prima anche con la maglia della Lazio.
Dieci minuti di fuoco all’Olimpico. La partita cambia volto e, dopo l’uno-due della Lazio, arriva la reazione del Genoa con il secondo calcio di rigore del match.
Sul tiro dalla distanza di Vitinha, il pallone colpisce il braccio di Gila. L’arbitro viene richiamato al VAR per l’on-field review e la decisione appare inevitabile.

Dal dischetto si presenta Malinovskyi, che non sbaglia e trova il secondo gol di fila (quarto in campionato). Provedel intuisce e tocca il pallone, ma non basta: il Genoa accorcia le distanze e si porta a -1.
Lo avevamo detto: l’inerzia della partita era cambiata. E a otto minuti dalla rete del momentaneo 2-1 arriva la reazione del Genoa. Il Grifone lo rifà, proprio come nella rimonta contro il Bologna della scorsa giornata, e riaggancia anche la Lazio nonostante uno svantaggio di due gol.


La giocata nasce da Malinovskyi: il suo calcio d’angolo si stampa sul palo dopo l'intervento miracoloso di Provedel e il pallone finisce tra i piedi di Vitinha. Il bomber rossoblù non può sbagliare il tap-in da pochi passi. È 2-2 all’Olimpico. Tutto di nuovo in equilibrio al minuto 75.
Lazio-Genoa è una partita semplicemente infinita! La mano di Ostigard in pieno recupero manda ancora la Lazio dal dischetto al minuto 100.
Questa volta a prendersi la responsabilità è Cataldi: il capitano biancoceleste non sbaglia dagli undici metri e regala alla Lazio tre punti preziosissimi e una vittoria in casa che mancava da novembre.
📸 Paolo Bruno - 2026 Getty Images








































