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·12 febbraio 2026

Lazio, il cronoprogramma per il nuovo Flaminio: prima partita nel 2030

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Con l’invio della documentazione relativa al progetto della Lazio per la ristrutturazione dello stadio Flaminio, la macchina burocratica si è messa in moto e a partire da domani è prevista una prima riunione dei tecnici apicali del Comune di Roma che dovrà analizzare le carte progettuali depositate lunedì scorso. A riportarlo è l’edizione odierna de Il Messaggero.

Sui tempi rimane un alone di incertezza, dato che l’iter è appena iniziato e che si tratta comunque di un’opera molto importante, sia per importanza strategica all’interno della Capitale, che per l’effettiva mole di lavoro necessaria per passare da un impianto abbandonato da decenni a uno completamente funzionante con tutti i comfort richiesti a uno stadio moderno.


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La valutazione di questa documentazione, che contiene una novantina di file, porterà o alla concessione di un interesse pubblico preliminare al progetto o, più probabilmente, alla richiesta di qualche modifica o integrazione, come si è già visto per l’impianto di Pietralata della Roma.

Il cronoprogramma dei lavori e la prima partita nel nuovo impianto

Un esempio pratico si può fare sul piano economico presentato dalla Lazio che è stato certificato sulla base di una concessione del nuovo Flaminio per 99 anni. Nella bozza di convenzione, invece, il tempo è 90 anni, così come, per altro, prescrive la legge. Si tratta, è bene sottolinearlo, di questioni secondarie che però andranno corrette prima di proseguire con l’iter burocratico a testimonianza di come la documentazione dovrà essere ritenuta blindata dagli uffici competenti. Una volta ottenuto il via libera per l’interesse pubblico poi andrà atteso un tempo minimo di due mesi per consentire, a termini di legge, anche ad altri soggetti di presentare eventuali proposte alternative per restyling e riuso dell’impianto cittadino.

Nella documentazione inviata al Comune, la Lazio ha incluso ovviamente il cronoprogramma dei lavori. L’avvio dei cantieri, ovviamente fissato in via preliminare e quindi suscettibile di modifiche temporali, inizierà con i sondaggi archeologici già nel corso della seconda metà di quest’anno. Poi, da inizio 2027 fino a settembre 2029, via via tutti gli altri interventi: demolizioni, costruzione del super anello, rinnovo del campo e via dicendo. Nel Piano economico, la fine dei lavori è fissata al 30 settembre 2029. L’obiettivo del club capitolino è quello di giocare la prima partita nel nuovo Flaminio fra l’ultimo trimestre del 2029 e l’inizio del 2030.

Costi del progetto, hospitality e capienza

Una delle parti più importanti della documentazione è quella economica. Il costo totale dell’opera supererebbe di poco i 480 milioni di euro. In questa somma rientrano, fra l’altro, i progetti (12,2 milioni), le demolizioni (34,16 milioni), le strutture (115,9), e gli impianti (83). Nel 2030, poi, la Newco (la società che Lotito vuole creare per gestire tutto l’iter e l’impianto e che lo affitterà alla Lazio) stima di incassare un totale di 37,14 milioni: 4,5 di affitto dalla Lazio, 15,9 dall’hospitality, quasi 2 da bar e ristoranti, 3,26 dai naming rights, 2,65 dalle sponsorizzazioni e 3,57 dai concerti.

Ovviamente queste cifre sono state ipotizzate in base al progetto attuale, che come detto potrebbe essere rivisto dopo le considerazioni degli uffici competenti del Comune di Roma. In questo piano è previsto che per l’hospitality ci saranno 372 posti box da 10.500 euro di ricavo annuo per posto; 408 di loges a 11mila euro e 100 posti diamond sempre a 11mila euro a posto anno; 476 posti gold (5.500 euro), 723 silver (4mila euro) e 2.108 posti basic “general admission” (4.500 euro annui) pari 4.187 posti totali di hospitality. Posti la cui gestione rimarrà in capo alla Newco mentre la Ss Lazio gestirà i biglietti “standard”. Inoltre, la Lazio pagherà un canone alla Newco per 15 anni, per i 12 anni seguenti non ci sarà nessun canone. Dopo di che, sarà la Newco a pagare alla Lazio delle royalties per 5,57 milioni di euro. Ma questo scenario si avvererà solamente a partire dal 2057.

Infine, il tema della capienza. Oggi il Flaminio potrebbe ospitare circa 24mila spettatori. Troppo pochi per la Lazio che ha progettato di raddoppiare pressoché questo numero portandolo a 50.570, di cui 3mila posti saranno nel settore ospiti. Il sistema identificato per fare ciò, quello che il presidente della Lazio, ha indicato come ideato sulla base delle intuizioni dello stesso Pier Luigi Nervi, si basa sulla creazione di una specie di superanello per le nuove tribune. In sostanza, «questo “catino” si sviluppa assecondando le curve dell’impianto esistente. La nuova tribuna Ovest, che prende il posto della pensilina oggi ammalorata, ne ricalca fedelmente l’altezza e gli allineamenti, restituendo l’equilibrio volumetrico originario. Dal punto di vista strutturale, la proposta impiega cavalletti che sostengono sia le nuove tribune che la copertura ampliata».

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