Lazionews24
·7 giugno 2026
Lazio, il flop di tessere e botteghino costa caro. Lotito perde 20 milioni: le ultime

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La Lazio si prepara ad affrontare una stagione carica di incognite, non solo per le dinamiche legate al campo, ma soprattutto per la profonda frattura che separa la tifoseria dalla proprietà. La contestazione nei confronti di Claudio Lotito ha raggiunto vette inedite, trasformandosi in un boicottaggio sistematico che rischia di avere ripercussioni pesantissime sui bilanci societari.
Come riportato dal quotidiano Il Corriere dello Sport, l’invito rivolto ai sostenitori di non sottoscrivere abbonamenti e di disertare le tribune dello stadio Olimpico potrebbe generare un ammanco potenziale che, nelle stime più pessimistiche, raggiungerebbe i 20 milioni di euro. Un dato allarmante per un club che, per il secondo anno consecutivo, dovrà fare a meno degli introiti garantiti dalle coppe europee.
Il punto di partenza della crisi è impietoso se paragonato ai numeri dell’anno scorso. La Lazio aveva chiuso la precedente campagna abbonamenti con quasi 30.000 tessere, sfiorando il record storico con il sold-out in Curva Nord e nei Distinti. Quel gettito, stimato tra gli 8 e i 9 milioni di euro, rischia di svanire quasi totalmente. Anche il merchandising, che storicamente rappresentava una voce importante, sta subendo una flessione drastica a causa della serrata dei gruppi organizzati. Il calo dei diritti televisivi e l’aumento dei costi di gestione — con un monte ingaggi che tocca quota 51,2 milioni — completano un quadro finanziario che obbliga la società a puntare tutto sul player trading, ovvero la cessione di elementi della rosa per generare plusvalenze e sostenere le operazioni in entrata.
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Nonostante il clima di forte ostilità, Claudio Lotito non arretra e continua a guardare al lungo periodo. Il presidente punta forte sull’accordo di sponsorizzazione con Polymarket, che dovrebbe portare nelle casse del club circa 20 milioni complessivi fino al 2027-28, oltre ai fondi in arrivo dalla Lega di Serie A legati a una vecchia transazione sui diritti tv. Il patron biancoceleste rimane focalizzato sulla chiusura del debito con il Fisco prevista per il 2027 e continua a promuovere il progetto del nuovo stadio Flaminio. Tuttavia, come sottolineato dal quotidiano, rimane sospeso in un paradosso grottesco: la volontà di costruire un impianto all’avanguardia per un club che, al momento, deve fare i conti con un Olimpico deserto e una tifoseria determinata a non tornare sui propri passi.
La squadra, pur non essendo il bersaglio diretto — con i tifosi che hanno ribadito di voler continuare a sostenere i calciatori nei momenti cruciali, come durante i derby — subisce inevitabilmente il peso psicologico di un ambiente lacerato. Il futuro della Lazio sembra dipendere interamente da questa partita a scacchi tra la proprietà e il suo popolo, dove ogni mossa economica viene letta come una sfida politica. In attesa che il mercato offra nuove soluzioni per rinforzare l’organico, la società resta intrappolata in una spirale di contestazione che toglie entusiasmo e risorse, rendendo la prossima annata una delle più complesse degli ultimi 24 anni di gestione presidenziale.







































