Lazio, Pulici rincara la dose: «La squadra merita lo stadio, ma serve un segnale da Lotito!» | OneFootball

Lazio, Pulici rincara la dose: «La squadra merita lo stadio, ma serve un segnale da Lotito!» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Lazionews24

Lazionews24

·22 settembre 2026

Lazio, Pulici rincara la dose: «La squadra merita lo stadio, ma serve un segnale da Lotito!»

Immagine dell'articolo:Lazio, Pulici rincara la dose: «La squadra merita lo stadio, ma serve un segnale da Lotito!»

La protesta dei tifosi della Lazio resta al centro del dibattito nonostante i risultati positivi della squadra di Gennaro Gattuso: Gabriele Pulici ha spiegato le ragioni della contestazione e non solo

Il momento positivo della Lazio sul campo non ha cancellato la frattura tra una parte della tifoseria e la società. La squadra di Gennaro Gattuso ha ritrovato entusiasmo, risultati e una forte identità, ma la protesta dei sostenitori biancocelesti prosegue e non sembra essere legata esclusivamente ai risultati sportivi.

A intervenire sul tema è stato Gabriele Pulici, figlio di Felice Pulici, storico portiere protagonista dello Scudetto del 1974. Attraverso una lettera pubblicata su Il Tempo, ha analizzato il rapporto tra squadra, società e tifosi, sottolineando come il ritorno allo stadio non possa arrivare soltanto grazie alle vittorie.


OneFootball Video


Nel suo intervento, Gabriele Pulici ha riconosciuto il valore del lavoro svolto da Gattuso e dai giocatori, capaci di riportare entusiasmo attraverso prestazioni e risultati. Secondo il figlio della leggenda biancoceleste, però, la protesta della tifoseria nasce da motivazioni differenti rispetto al rendimento della squadra. La sua lunga lettera:

«Qualche mese fa ti scrivevo che stavamo vivendo il punto più basso della nostra storia. Oggi la squadra va bene. Gattuso le ha dato un’anima, i ragazzi corrono, lottano, fanno risultato. E allora qualcuno si aspetta che la contestazione si spenga da sola, come un temporale estivo. Non succederà. E non per ostinazione. Non sono i risultati sportivi ad animare la nostra protesta. Non i mercati, non la classifica. Ma il rispetto negato alla nostra storia, alle nostre tradizioni, ai nostri morti. I tifosi della Lazio non hanno abbandonato nessuno. La prova sta nei settori ospiti, pieni ogni domenica. Chilometri, sacrifici, trasferte in mezza Italia per stare vicino alla squadra e al suo allenatore. Per un laziale disertare lo stadio resta un gesto contro natura. Io di anni di Lazio ne ho vissuti 52, e una contraddizione così non l’avevo mai vista: una squadra che finalmente gira e uno stadio che resta muto».

Pulici chiede un passo della società verso i tifosi

Nella parte finale del suo intervento, Gabriele Pulici ha sottolineato come la situazione attuale rappresenti un’occasione da non perdere. Da una parte una squadra che sta costruendo risultati importanti, dall’altra una tifoseria che chiede un confronto con la società.

«Io vedo in una squadra che merita un pubblico e un pubblico che merita una società. Gattuso sta facendo la sua parte. I giocatori la loro. I tifosi, a modo loro, anche. Manca un solo tassello, sempre lo stesso: un passo indietro, un gesto di ascolto, un segnale vero verso chi questa maglia la porta nel cuore da generazioni. Non chiedo miracoli. Chiedo di tornare a casa. Di rivedere quei seggiolini occupati, di sentire l’Olimpico cantare per una squadra che finalmente se lo meriterebbe».

Visualizza l' imprint del creator