DirettaFanta
·30 agosto 2025
Lazio, Sarri: “Se la squadra non è adatta a me ha sbagliato chi mi ha chiamato”

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·30 agosto 2025
Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni della conferenza stampa alla vigilia Lazio-Verona. Di seguito la conferenza stampa integrale.
Un inizio preoccupante della Lazio di Maurizio Sarri completamente inerme di fronte al martellante ritmo del Como di Cesc Fabregas. La prestazione elargita al Senigallia deve essere una casualità e portare a casa i tre punti contro il Verona è fondamentale per non perdere la bussola e il cammino sin dalle prime giornate.
“Non c’è da colpevolizzare nessuno se non l’atteggiamento collettivo. Dobbiamo sentire la voglia di dare una soddisfazione ai tifosi dopo tanti mesi, questo va oltre la mia voglia di tornare all’Olimpico”
“Alla Lazio non ho mai avuto una squadra di grande palleggio. A Como avevo la sensazione a fine primo tempo che l’attacco della profondità fosse l’unica via per attaccare. A Como abbiamo avuto una media dati da Serie C, non possono essere numeri nostri”.
“Penso di proporre un calcio semplice, ma come diceva Cruijff é anche quello più difficile da giocare. Mi auguro sia una fase di transizione, l’aspetto misterioso sta nel come abbiamo lottato in amichevole per avere il risultato e come siamo stati passivi con il Como”.
Con Dele-Bashiru a che pagina del libro siamo? Alla prefazione. Ha numeri ottimi, fa accelerazioni a 35-36 km/h, quindi qualche qualità ce l’ha. Ha delle qualità forti sotto certi punti di vista, ma é da affinare tecnicamente”
Adattarmi ai giocatori? Perché, quali sono le caratteristiche di questa squadra? L’anno scorso ho sentito polemiche per il modulo, adesso si fa polemica per il 4-3-3”
Tutta Europa sa come gioco da 15 anni, ho caratteristiche ben definite. Se la squadra non é adatta a me ha sbagliato chi mi ha chiamato. Dopo anni di calcio fatti in un certo modo, é difficile che io possa diventare un altro”
Se posso riproporre alcune idee di Baroni? “Le idee tattiche sono solo masturbazioni mentali, la Lazio é andata bene finché ha sprigionato grande energia nervosa e mentale, qualcosa che andava molto oltre l’aspetto puramente tattico”