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·29 gennaio 2026
Lazio, Tifo organizzato: "Domani saremo un branco di pinguini uniti. Le trasferte vietate?..."

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·29 gennaio 2026

Il tifo organizzato ha rilasciato delle dichiarazioni a microfoni di Radio Laziale riguardo le trasferte vietate fino al termine della stagione, il caso Romagnoli, il dialogo con Zaccagni e il video della Società, pubblicato per cercare di persuadere i tifosi dalla protesta in vista di Lazio-Genoa, in programma domani alle ore 20:45 e affidata al direttore di gara Zufferli.
Non stiamo qui né a mistificare la realtà né a piangere quando succedono alcune cose perché sappiamo benissimo tutto ciò a cui si va incontro come tifo organizzato, che prevede tutto il bello ma anche determinate dinamiche che si conoscono. Secondo me, chi gestisce l'ordine pubblico coglie ogni minima occasione per dimostrarsi incapace e vietare quando non sa organizzare. Ho sentito ciò che ha detto Salvini in una piccola intervista prima di Roma-Milan, dove si riferiva alle tifoserie di Roma e Fiorentina, e diceva che non è giusto che paghino tutti per poche persone e questo dovrebbe essere la base della democrazia. Noi non stiamo qui a piangere sul latte versato. Ci mettiamo nei panni di tutti, è brutto vietare una trasferta ma è anche brutto che qualcuno dica che è successo qualcuno e la si vieta a tutti, noi siamo dispiaciuti ma non possiamo evitarle certe cose.
Le immagini del caso di Romagnoli parlano chiaro, il ragazzo è venuto a salutare i suoi tifosi, consapevole che il giorno dopo sarebbe partito per un'altra destinazione, anche se poi il risvolto è stato diverso ma non mi sorprende, fa sempre parte della gestione grottesca di questa società. Le immagini con Zaccagni raccontano del malcontento, della situazione difficile che sta vivendo la squadra e del senso di abbandono che c'è nei confronti del mister e dei giocatori. Zaccagni era molto deluso e amareggiato, come una persona che non sa come venire fuori da una situazione del genere. Mi metto anche nei suoi panni, è capitano di una squadra che perde pezzi a destra e a sinistra, perde delle certezze anche a livello di spogliatoio.
Io credo che sia importante domani restare insieme a tutti gli altri pinguini, per dirla come vogliono loro. Domani saremo un branco di pinguini che si prenderà il freddo e probabilmente l'acqua a Ponte Milvio, staremo tutti insieme e faremo capire che la Lazio non è dove sta il presidente ma è dove sono i laziali, perché ricordiamoci che quell'aquila sono i laziali e non sarà mai essere una maglietta, una Società o un nome scritto su un pezzo di carta. I laziali sono la Lazio e la Lazio è di tutti i laziali, anche di chi la pensa in maniera differente da noi. Una cosa è innegabile, io credo che lui si sia messo contro tutto il mondo Lazio, anche i suoi sostenitori più accaniti credo che abbiano capito che sia arrivato il momento di voltargli le spalle. Chi continua a dire che non riesce a stare senza Lazio ed entra, è libero di farlo, non troverà nessun impedimento ma credo che sia fondamentale ricordare che chi sceglie di non entrare non di andasse a fare il weekend fuori ma venisse a Ponte Milvio, è importante far capire che noi allo stadio ci saremo andati ma non l'abbiamo fatto per protestare. È un invito chiaramente, non un obbligo. La protesta fatta a causa del torto nei confronti della famiglia Paparelli, è tramutata nel non andare allo stadio e restare a casa a guardare la partita, infatti, a Ponte Milvio non c'è stata tanta partecipazione. Aggiungo di fare le cose laziali, utilizzando il senno perché ogni cosa verrà strumentalizzata.








































