Anfield Index
·27 settembre 2026
Le frasi dell'ex Reds possono costargli caro dopo il verdetto City

In partnership with
Yahoo sportsAnfield Index
·27 settembre 2026

Ci sono storie nel calcio che restano silenziosamente sullo sfondo per anni, poi all’improvviso iniziano a pulsare di nuovo significato. Gli ultimi sviluppi legati al report della fonte originale sulle accuse al Manchester City hanno fatto esattamente questo, riportando in primo piano le vecchie parole di Jürgen Klopp e ricordando ai tifosi del Liverpool due corse al titolo che fanno ancora male.
Il City è stato ritenuto colpevole di 114 delle 115 accuse della Premier League relative a presunte irregolarità finanziarie. Il City ha sempre negato qualsiasi illecito ed è previsto che presenti ricorso, quindi c’è ancora strada da fare prima che il calcio conosca la forma definitiva di un’eventuale punizione. Eppure anche solo la possibilità di un’azione retroattiva riapre vecchie ferite nel Merseyside.

Foto: IMAGO
Il Liverpool di Klopp è stato una delle grandi squadre moderne, una squadra di qualità feroce e convinzione assoluta. Raccogliere più di 90 punti sia nel 2018/19 che nel 2021/22 e finire comunque secondi ha lasciato il segno. Quelle campagne non furono mai definite dal fallimento, ma dalla brutale eccellenza dell’avversario che sbarrava la strada.
Per questo le parole di Klopp del gennaio 2025 al Liverpool Echo hanno resistito nel tempo. Alla domanda su cosa sarebbe potuto accadere se al Liverpool fossero stati infine assegnati dei titoli, rispose: “Hai detto pochi mesi o tre? Ah okay. Ci stiamo avvicinando.” Poi aggiunse: “Dovrebbe? Non dico niente. Potrebbe? Abbiamo avuto questa discussione quando ce ne siamo andati, se dovesse succedere l’ho detto a tutte le persone che lo vogliono: prenotate il volo e la birra la offro io.”
C’era dell’umorismo, naturalmente, perché Klopp ha sempre saputo alleggerire un momento carico di risentimento. Eppure c’era anche qualcos’altro, la sensazione che il bilancio morale del calcio conti davvero. Quando ha continuato, “Qualunque cosa dobbiamo festeggiare, con il bel tempo, faremo la nostra parata nel mio giardino. Dio, che titolo,” suonava giocoso, ma anche come un uomo che riconosceva quanto profondamente fossero state sentite quelle occasioni mancate per un soffio.
Da allora Klopp ha lasciato la Red Bull ed è diventato il commissario tecnico della Germania, mentre il Liverpool è entrato in una nuova era sotto Andoni Iraola. Eppure le sue parole restano legate a questo caso perché hanno colto ciò che molti tifosi provano. I titoli si vincono sul campo, nei polmoni, nelle gambe, in quei piccoli momenti che definiscono la primavera. Se mai qualcuno verrà riassegnato, la celebrazione potrà sembrare insolita, ma il risentimento che c’è dietro sarà del tutto reale.
La prossima sfida di campionato del Liverpool contro il City, l’11 ottobre, porterà con sé il suo fascino particolare, come tende ad accadere in ogni partita tra questi club. Ma questa vicenda va oltre una singola gara. Tocca eredità, credibilità e la capacità della Premier League di convincere il mondo che la competizione sportiva sia stata protetta con sufficiente fermezza.
Se Klopp finirà davvero per offrire quella birra a Maiorca, gli costerà parecchio. Per i tifosi del Liverpool, il conto emotivo è già stato molto più salato.
Bene allora, Maiorca. A quanto pare stiamo andando tutti. Un attimo prima è un tranquillo autunno, quello dopo stiamo guardando i voli, controllando le date del passaporto e chiedendoci se nel giardino di Klopp ci sia spazio per seimila Reds, tre gonfiabili e quel tizio che giura di conoscere il miglior kebab dell’isola.
Questa è la parte in cui i tifosi del Liverpool cercano di restare calmi e dignitosi, cosa che dura circa sette secondi. Perché se quei titoli sfiorati dovessero davvero arrivare ad Anfield dopo tutto questo tempo, nessuno fingerà che sia normale. Sarà meravigliosamente strano. Ci saranno canzoni, ci saranno bandiere e ci sarà sicuramente almeno uno che sosterrà di aver sempre creduto che una parata attraverso un giardino privato a Maiorca fosse realistica.
E immaginate Klopp incaricato della birra. Promessa rischiosa, quella. I tifosi del Liverpool trattano la birra gratis come un segnale per il pressing. Basta un sussurro di “La birra la offro io” e metà della tifoseria è già in infradito al gate delle partenze.
Eppure, sotto le battute, c’è la parte seria. I tifosi investono anni, soldi, emozioni e sanità mentale nelle corse al titolo. Quindi, se il calcio dice loro che quelle corse sono state deviate dalla loro traiettoria autentica, certo che conta. E molto. Anche se la festa dovesse arrivare tardi, con la pelle scottata dal sole e un po’ confusa.
Per ora, aspettiamo. Ma se tutto questo dovesse finire con titoli retroattivi, qualcuno inizi a fare stretching. Abbiamo una parata in giardino da vincere.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴 qui.







































