Calcio e Finanza
·31 luglio 2026
Le Nazionali UEFA pronte a boicottare la FIFA: tutti i tornei a rischio

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·31 luglio 2026

Secondo quanto comunicato dalla UEFA, tutte le federazioni appartenenti alla Federcalcio europea – sulla scorta delle intenzioni di Infantino – hanno votato a favore del boicottaggio delle competizioni FIFA fino a quando il piano non sarà ritirato. Questo significa che le Nazionali europee, al momento, non prenderanno parte ai tornei organizzati dalla Federcalcio mondiale fino a quando l’idea della nuova società commerciale resterà viva. Da parte sua, Infantino avrebbe concesso alle 211 federazioni affiliate tempo fino al 19 settembre per esprimersi sul progetto, una scadenza che potrebbe intrecciarsi con lo svolgimento dei primi tornei internazionali della nuova stagione.
Un’eventuale rinuncia coordinata da parte delle federazioni europee avrebbe conseguenze molto rilevanti. Il calendario FIFA dei prossimi mesi comprende infatti diverse competizioni giovanili e, nel medio periodo, il Mondiale femminile del 2027, con l’Europa che rappresenta una delle aree sportive più competitive e commercialmente rilevanti. Se le cose non dovessero cambiare, il rischio per la FIFA è quello di trovarsi con dei tornei spuntati e senza diverse tra le Nazionali più rappresentative.
La prima competizione potenzialmente coinvolta è il Mondiale femminile Under 20, in programma in Polonia dal 5 al 27 settembre. Il torneo inizierà quindi due settimane prima della scadenza fissata dalla FIFA per la consultazione delle federazioni, rendendo particolarmente delicata la gestione di un eventuale boicottaggio. Le nazionali europee qualificate sono sei: Spagna, Francia, Inghilterra, Italia, Portogallo e la Polonia padrona di casa. .
L’assenza delle rappresentanti UEFA impoverirebbe notevolmente il livello tecnico del torneo. Una nazionale europea ha raggiunto la finale in sei delle ultime sette edizioni, mentre in tre degli ultimi cinque Mondiali almeno due selezioni UEFA sono arrivate fino alle semifinali.
Il secondo appuntamento è rappresentato dal Mondiale femminile Under 17, che si disputerà in Marocco dal 17 ottobre al 9 novembre. Cinque le nazionali europee già qualificate: Germania, Francia, Spagna, Norvegia e Polonia.
Francia e Spagna hanno conquistato complessivamente tre edizioni della competizione, con le spagnole capaci di vincere due degli ultimi quattro tornei. La presenza europea è stata inoltre costante nelle fasi decisive: almeno una nazionale UEFA ha sempre raggiunto le semifinali, mentre sei delle ultime sette finali hanno visto la partecipazione di una rappresentante del continente.
Anche in questo caso, dunque, un ritiro coordinato avrebbe un impatto immediato sul valore sportivo e sulla credibilità internazionale della manifestazione.
Ancora più rilevanti sarebbero le conseguenze sul Mondiale maschile Under 17, previsto in Qatar dal 19 novembre al 13 dicembre. L’Europa sarà rappresentata da undici nazionali, il contingente più numeroso tra quelli coinvolti nei tornei considerati.
Oltre alle ex campionesse Francia e Spagna, hanno ottenuto la qualificazione Belgio, Montenegro, Croazia, Danimarca, Grecia, Italia, Irlanda, Romania e Serbia. Nelle precedenti venti edizioni, le squadre UEFA hanno conquistato sei titoli mondiali, otto secondi posti e dieci medaglie di bronzo.
Tre degli ultimi cinque tornei sono stati vinti da nazionali europee, compresa l’edizione del 2025, nella quale il Portogallo ha superato l’Austria per 1-0 in finale. Tre delle ultime quattro sfide per il titolo sono state interamente europee, mentre nelle ultime quattro edizioni la UEFA ha sempre portato almeno due squadre in semifinale.
Il possibile boicottaggio potrebbe coinvolgere anche il calcio per club. Il primo torneo FIFA del 2027 sarà la Women’s Champions Cup, competizione strutturata in maniera simile al precedente formato annuale del Mondiale per club (oggi tornato a essere la vecchia Coppa Intercontinentale).
La fase finale è in programma negli Stati Uniti dal 27 al 31 gennaio e vedrà la partecipazione del Barcellona, qualificato in qualità di vincitore della UEFA Women’s Champions League. La prima edizione del torneo, disputata nel gennaio 2026, era stata conquistata dall’Arsenal, vittorioso per 3-2 dopo i tempi supplementari contro le brasiliane del Corinthians.
La competizione potrebbe assumere anche un significato politico particolare, considerando che il Congresso FIFA e le successive elezioni presidenziali sono fissati per il 18 marzo 2027. La Women’s Champions Cup potrebbe quindi essere uno degli ultimi grandi appuntamenti del mandato in corso di Infantino.
La conseguenza più pesante riguarderebbe però il Mondiale femminile del 2027, in programma in Brasile dal 24 giugno al 26 luglio. L’Europa potrà schierare fino a dodici nazionali e rappresenta storicamente uno dei blocchi più forti della competizione.
A luglio 2026 risultano qualificate Danimarca, Francia, Germania e Spagna, mentre gli spareggi europei si disputeranno tra ottobre e novembre. Tra le nazionali ancora in corsa figurano Inghilterra, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi, Italia, Islanda, Belgio, Irlanda, Portogallo, Austria, Finlandia, Scozia e Polonia.
Nella storia del Mondiale femminile, le selezioni UEFA hanno ottenuto quattro titoli, cinque secondi posti, cinque terzi posti e sei quarti posti. La loro eventuale assenza inciderebbe quindi non soltanto sul livello agonistico, ma anche sull’attrattività commerciale, televisiva e internazionale del torneo.
Il fronte aperto sulla FIFA Forward Enterprise rischia così di estendersi ben oltre la battaglia sulla governance e sulla gestione commerciale delle competizioni. Un boicottaggio europeo colpirebbe inizialmente i tornei giovanili, per poi estendersi alle manifestazioni per club e al principale appuntamento del calcio femminile internazionale. Tutto questo a meno che la FIFA faccia un passo indietro o riesca a trovare un’intesa con la UEFA-
Se così non fosse, resta da capire se la posizione assunta dalle federazioni europee si tradurrà effettivamente in una rinuncia alle competizioni o se la minaccia servirà soprattutto ad aumentare la pressione su Infantino in vista della consultazione del 19 settembre. La frattura tra le parti, tuttavia, appare sempre più profonda e il calendario FIFA rischia di diventare il terreno concreto sul quale si consumerà lo scontro.
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