Milannews24
·24 luglio 2026
Leao racconta tutto: «Ho rifiutato l’Inter, quando mi chiamò Maldini dissi subito sì». E sul futuro: «Avevo già parlato con la società, vedremo cosa succederà»

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·24 luglio 2026

Rafael Leao si è raccontato senza filtri nel podcast brasiliano Podpah, approfittando della sua permanenza a San Paolo per un evento dedicato al suo marchio d’abbigliamento. L’attaccante del Milan ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera in rossonero, parlando degli inizi, del rapporto con Paolo Maldini, dello Scudetto e anche del suo possibile futuro.
Ripensando alla sua prima stagione in rossonero, Leao ha ricordato le difficoltà iniziali e le aspettative crescenti:
PAROLE – «Nella prima stagione, ho segnato qualche gol [ride]… Ho iniziato a giocare solo nella seconda metà della stagione. Ne ho fatti circa otto… otto gol, sei gol. Sì, sì, sì. No, è andata bene, è andata bene… i gol. E sai, di questi tempi, otto gol per un giocatore… diciamo, un giocatore del Milan… sai com’è, no? La gente inizia a pretendere di più; devono essere 10, 15 o più. Soprattutto dopo l’arrivo di gente come Haaland e Mbappé… quei due… 60 gol, cavolo. Fai 10 gol… solo 10 gol, cavolo. 10 gol… 10 gol sono un sacco di gol».
Parole anche per l’ambiente milanista e per il calore della tifoseria:
«I tifosi del Milan sono incredibilmente passionali. I media lì… non so nemmeno come funzionino le cose… È complicato».
Uno dei passaggi più interessanti riguarda il retroscena di mercato del 2019. Prima del trasferimento al Milan, infatti, ci fu un tentativo concreto dell’Inter.
«Ho detto di no, mi sono imposto. Anche se giocavano la Champions League. No, non voglio andare, amico, ho detto. Non voglio andare all’Inter. Dopo qualche giorno, il mio agente mi ha detto: “Senti, il Milan ti farà un’offerta tra qualche ora”. Ho detto: “Cosa intendi? Ne sei sicuro?”. “Sì, il Milan… e qualcuno ti chiamerà.” Ho risposto: “Okay, bene [ride], terrò gli occhi aperti».
A fare la differenza fu la telefonata di Paolo Maldini, che convinse definitivamente il portoghese:
«Il mio agente mi ha detto “Senti, eh, questa persona chiamerà tra cinque minuti; resta qui perché parlerai via FaceTime”. Era Maldini. Mi dice: “Ciao, Rafael. Come stai?” e tutto il resto. “Sai già che il Milan è interessato; sei un giocatore in cui vediamo un grande futuro e vogliamo portarti qui al Milan”. Io ho detto: “Oh, vengo subito”. Cioè, certo, tipo, domani. E, cavolo, non potevo dire di no, sai? Quando chiama lui… è andata così».
Leao ha poi ricordato la conquista dello Scudetto 2021-2022, sottolineando ancora una volta l’importanza di Maldini:
«Dopo 12 anni, abbiamo vinto il campionato. Maldini è stato una figura chiave, un elemento fondamentale nelle partite decisive. Ha saputo davvero farsi valere nei momenti cruciali. E credo che, dopo quel campionato, il mio status sia cambiato, sia dentro che fuori dal campo. E provo un’immensa gratitudine per ciò che ho ottenuto. E poi… L’Italia è un Paese che vive di calcio, e si percepisce tutto: nei ristoranti, ovunque vada, ricevo… Ricevo tantissimo affetto, un affetto enorme».
Nel finale dell’intervista è arrivato anche il tema futuro. Tra una battuta e una risposta più seria, Leao ha lasciato aperta ogni possibilità.
Alla domanda del conduttore:
«Ma ho visto che hai detto al Milan: “Milan, grazie mille, questo periodo qui è stato fantastico, penso che guarderò ad altri orizzonti».
Leao ha scherzato:
«Sì, andrò al Corinthians (ride)».
Dopo la replica dei presenti, il numero 10 rossonero ha spiegato la sua posizione:
«Avevo già parlato con la società della possibilità di provare una nuova esperienza, non so se succederà, devo presentarmi lì (col Milan) il 29 e finché sarò lì darò il massimo, sempre nel rispetto della maglia che mi ha dato tutto. Penso che sia un club che mi ha aiutato molto sotto ogni aspetto, ma nella vita si hanno ambizioni anche per altre cose e se succederà, studierò le opzioni, ma resto un giocatore del Milan».
Infine, parlando del Brasile, Leao non ha escluso un futuro nel calcio verdeoro:
«Un giorno, sì, forse, perché mi identifico molto con la cultura, con la gente, con il clima, non a San Paolo… (che è freddo). E a Rio c’è solo un (club per cui mi piacerebbe giocare), a Rio c’è solo uno… Ma mi è piaciuto molto il Corinthians, le persone lì sono state molto gentili con me, le strutture erano ottime, perché mi sto allenando per tornare per il precampionato, ho anche avvertito il Milan di non creare quell’attrito. Corinthians, grazie mille e siamo insieme, e non si sa mai, non si sa mai cosa riserva il futuro, sono già grato per avermi aperto le porte per allenarmi».







































