Lecce, a tutto Berisha: “Sto bene. A Cagliari meritavano loro, con il Monza ci vuole cazzimma!” | OneFootball

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·9 settembre 2026

Lecce, a tutto Berisha: “Sto bene. A Cagliari meritavano loro, con il Monza ci vuole cazzimma!”

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Intervistato dai microfoni di TeleRama, Medon Berisha ha parlato del suo rientro in campo e della situazione del Lecce

Il fantasista albanese ha tracciato un bilancio a tutto campo: dal ritorno in campo nell’ultima sfida di campionato fino all’operazione chirurgica che ha risolto i suoi guai fisici, passando per le scelte di formazione e la responsabilità di spogliatoio.


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Lecce, il ritorno in campo di Berisha e la fine del calvario infortuni

Medon Berisha racconta le emozioni del rientro e la bontà della scelta di operarsi per evitare ricadute: “È stata un’emozione che non si può descrivere. In campo non sembrava reale dopo uno stop lungo. Sicuramente posso dare qualcosa di più per aiutare la squadra. Ero in forma e stavo facendo bene, ed è stata la cosa peggiore che potesse succedere. All’inizio mi dicevo che non sarebbe stata lunga, ma è stato il contrario. Mentre stavo recuperando mi sono fatto di nuovo male.

Mi ha fatto bene fare l’intervento, perché ho sempre avuto delle ricadute dalle quali non ho mai recuperato bene. Con l’intervento non avrò più problemi perché ho rispettato tutti i tempi e fatto il recupero come si deve. Ho fatto un bel recupero, mi sento in forma. Anche la parte atletica non mi manca e mi sento bene. Quando sono entrato in campo mi sentivo frizzante“.

L’analisi di Cagliari-Lecce e il rigore contestato su N’Dri

Berisha analizza con grande autocritica la sconfitta contro i rossoblù e commenta il contatto dubbio nell’area avversaria: “Loro sono partiti più forte di noi e ci hanno forse sorpreso un po’. Sinceramente meritava il Cagliari, soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento. Ci hanno sorpreso, non vincevamo i contrasti ed abbiamo fatto errori superficiali. Certo, se dava il rigore pareggiavamo ma non sarebbe stata una bella prestazione“.

Sul rigore non assegnato a N’Dri – “Ero vicino, diciamo a cinque metri. Sembrava proprio rigore. Ma da un altro angolo non lo so“.

Nel post match – “A caldo non serve parlare, perché sei emozionato, inca**ato, ed è meglio non parlare. Sicuramente ne parleremo in questi giorni quando saremo più tranquilli e calmi“.

La collocazione tattica, l’ambientamento dei nuovi e lospirito da leader

Il numero 10 dei salentini, infine, concluse spaziando dalla duttilità in mezzo al campo ai doveri di guidare i compagni arrivati dal mercato

Collocazione e indicazioni del mister – “Mi ha detto di andare sotto la punta e trovare spazio tra le linee. Insomma, di giocare come so fare. Spero di dare continuità sulla trequarti perché mi trovo bene, ma non mi dispiace fare il mediano in un centrocampo a due. In allenamento a volte Di Francesco mi mette mediano, a volte trequartista, ma posso fare tutti i ruoli in maniera uguale“.

Sui nuovi arrivati – “Quando cambi paese, cambi lingua, cambi tutto, ti serve tempo per ambientarti. Anche quando sono arrivato io ho avuto bisogno di un po’ di tempo per ambientarmi“.

Verso la gara col Monza e il ruolo di leader – “Mi aspetto una partita difficile, ma dobbiamo cambiare l’atteggiamento. Dobbiamo scendere dal primo minuto con la cazzimma. Io un leader? Io, Falcone e Gallo siamo qui da tanto tempo e conosciamo la situazione, la società, l’ambiente. Devo avere la responsabilità di aiutare gli altri“.

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