Calcionews24
·14 agosto 2026
Lecce-Banda, scontro totale: Sticchi Damiani annuncia battaglia legale e chiede sanzioni

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Il caso Lameck Banda continua a scuotere il Lecce. Dopo il mancato rientro dell’attaccante zambiano per il ritiro estivo e il tentativo dell’Al Swehli di tesserarlo come calciatore svincolato, il presidente giallorosso Saverio Sticchi Damiani ha ricostruito la vicenda in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport.
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La FIGC ha già respinto la richiesta di transfer arrivata attraverso la Federazione libica, considerando ancora valido il contratto che lega Banda al Lecce. Il club salentino, adesso, si prepara a tutelarsi anche davanti agli organi internazionali. Le accuse riportate di seguito rappresentano la ricostruzione e la posizione del presidente del Lecce sulla vicenda.
Il primo punto riguarda proprio la situazione contrattuale dell’attaccante, legato ai giallorossi fino al 30 giugno 2027.
IL CONTRATTO DI BANDA – «Banda ha un contratto che lo lega al Lecce fino a giugno 2027 e, ovviamente, non può essere trattato come un calciatore svincolato. Lo scorso maggio lo abbiamo anche convocato in sede: Banda, assistito dai suoi vecchi procuratori, ha firmato un documento di adesione al nostro esercizio dell’opzione di rinnovo.»
Secondo Sticchi Damiani, fino a poche settimane prima della rottura i rapporti tra società e calciatore sarebbero stati molto buoni.
I RAPPORTI CON IL GIOCATORE – «I rapporti tra il Lecce e Banda erano ottimi. A giugno mi ha chiesto di anticipargli parte del suo stipendio per affrontare le ingenti spese del matrimonio e come sempre ho acconsentito»
La frattura sarebbe diventata evidente a metà luglio, quando Banda non si è presentato al raduno nonostante avesse precedentemente comunicato al club i dettagli del proprio viaggio verso l’Italia.
IL MANCATO RIENTRO – «Banda, come tutti i suoi compagni, ci ha comunicato quando sarebbe arrivato e quali voli avrebbe preso per rientrare in Italia. Tutto d’un tratto, però, è sparito. Non si è presentato in ritiro. È sparito, lasciando che fossero i suoi amici a comunicare le sue intenzioni.»
Il presidente del Lecce ha poi formulato accuse molto pesanti nei confronti dei protagonisti dell’operazione che avrebbe dovuto portare Banda in Libia.
IL PIANO PER IL TRASFERIMENTO – «Hanno progettato, con la complicità del calciatore, un piano per portarlo via senza pagare un euro. Hanno provato a chiedere il transfer alla Figc, che ovviamente ha detto di no. Ma adesso l’Al Swehli e Banda busseranno alle porte della Fifa».
Sticchi Damiani non esclude che il giocatore possa ottenere temporaneamente la possibilità di scendere in campo con l’Al Swehli, ma il Lecce è intenzionato ad aprire un contenzioso per tutelare la propria posizione contrattuale ed economica.
IL RICORSO DEL LECCE – «È probabile che Banda inizi abusivamente la stagione giocando con l’Al Swehli. La stessa Fifa, però, mette a disposizione delle parti un apposito tribunale, al quale il Lecce si rivolgerà per aprire un contenzioso. Il nostro obiettivo è far sì che il tribunale quantifichi correttamente il risarcimento del danno per la rottura unilaterale del contratto».
Il presidente giallorosso ha infine anticipato che il club non intenderebbe limitarsi alla richiesta di un risarcimento.
LE SANZIONI RICHIESTE – «Oltre al risarcimento, i protagonisti di questa brutta vicenda meritano di essere sanzionati. Il calciatore merita di essere squalificato, mentre la società libica di essere esclusa dalle negoziazioni del calciomercato».
La vicenda Banda-Lecce è dunque destinata a proseguire sul terreno della giustizia sportiva, con la società salentina pronta a difendere fino in fondo la validità del contratto e il proprio investimento sul calciatore.
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