Leccese: “La lettera rappresenta la resa dei De Laurentiis. C’è l’impegno a vendere il Bari, dimostrato schiena dritta” | OneFootball

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·16 giugno 2026

Leccese: “La lettera rappresenta la resa dei De Laurentiis. C’è l’impegno a vendere il Bari, dimostrato schiena dritta”

Immagine dell'articolo:Leccese: “La lettera rappresenta la resa dei De Laurentiis. C’è l’impegno a vendere il Bari, dimostrato schiena dritta”

Dopo aver ricostruito i passaggi che hanno portato alla soluzione della vicenda San Nicola, il sindaco Vito Leccese è tornato anche sulle garanzie ricevute dalla proprietà biancorossa. Il primo cittadino ha spiegato quali siano stati gli elementi ritenuti indispensabili per concedere il via libera alla SSC Bari, soffermandosi sulle richieste avanzate nei confronti della famiglia De Laurentiis e sugli impegni assunti dalla società nel corso delle ultime interlocuzioni. Clicca qui per leggere la prima parte della sua conferenza stampa.

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La conferenza di Leccese

Leccese risponde alle domande: “Abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo. E’ una sfida, come ho scritto a De Laurentiis. Cambia la prospettiva perchè c’è l’impegno a vendere, il risultato è quello di aver impegnato la società a creare questa data room con tutti i dati patrimoniali e di bilancio. Questa sfida ci consentirà di avere un gruppo di personalità riconosciute, tra queste anche Franco Cassano presidente della Corte D’Appello. Ora non ho altri nomi”


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Ancora Leccese: “Credo che qualche passo in avanti sia stato fatto, soprattutto in termini di rispetto alla città. Lui dice di impegnarsi davanti alla città. Riconosce che la squadra ha un valore identitario per la città, lo considero un passo avanti. Avrei voluto mi dicesse “Ho venduto la società”, l’alternativa era non dare lo stadio e tenerlo vuoto, far fallire la società con tutte le responsabilità amministrative. Oramai il rapporto con la società De Laurentiis si è rotto, dobbiamo costruire qualcosa di buono da quelle macerie. Questo è un segnale quantomeno di rispetto. Io penso che la costituzione della data room sia utile per avere elementi di conoscenza. Una interlocuzione tra Marino e il comitato credo sia fondamentale, una apertura mai avuta sino ad oggi”

Il Sindaco spiega: “Valuto anche ciò che c’è dietro le parole. Le due lettere inviate sono lettere dove anche io ci ho pensato diverse volte perchè chiudevano ogni tipologia di dialogo. Anche le chiamate e le call hanno avuto toni duri. La città ha dimostrato di avere la schiena dritta, se qualcuno ha pensato fosse meglio ripartire dall’eccellenza ed avere i cadaveri societari sul terreno di gioco forse ha sbagliato. Il sindaco deve rispettare le leggi ed avere il profilo istituzionale”.

Sulla proroga della multiproprietà: “Loro vogliono anticipare addirittura i termini temporali per la multiproprietà. Ho chiesto le garanzie ai due candidati ed al ministro Abodi, al momento non è un argomento in discussione. Gravina personalmente scrivendomi ha detto che non era intenzione della federazione prorogare il termine della multiproprietà. Vigileremo”

Leccese continua nella sua analisi: “In questa vicenda abbiamo la possibilità di interloquire, se Marino non dovesse soddisfare la voglia di controllo sarebbe la sconfitta di questo nuovo percorso. Chiedo alla città di fidarsi, c’è un sindaco che prende atto della necessità di forzare. Chiedo alla città di accompagnare il sindaco in questo percorso di ricostruzione che prescinde dalla famiglia De Laurentiis”.

Ancora sulla lettera: “Credo che questa lettera rappresenti la resa della famiglia De Laurentiis rispetto alla presa di posizione dell’intero consiglio comunale. Ci sono stati momenti di frizione, il rischio era di arrivare al muro contro muro che non faceva vincere nessuno. Il calcio da Bari sarebbe scomparso per un po”.

In chiusura: «Mi fido limitatamente, do grande peso alle parole ed alle persone che pronunciano quelle parole. Il presidente De Laurentiis ha preso un impegno con il sindaco e soprattutto con la città. Credo di aver ottenuto qualcosa, do grande fiducia agli impegni morali che le persone assumono soprattutto se sono assunti formalmente».

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