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·12 maggio 2026

Lega Serie A contro il Prefetto di Roma: “Derby lunedì da revocare! Reagiremo in ogni sede opportuna”

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La Lega Serie A ha condiviso un duro comunicato contro la decisione del Prefetto di Roma di spostare il derby della Capitale a lunedì.

Il finale di stagione della Serie A si trasforma in un groviglio burocratico e logistico senza precedenti. La decisione del Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, di posticipare il derby capitolino a lunedì 18 maggio alle 20:45 ha innescato una durissima reazione della Lega Serie A, che vede minata la regolarità del campionato proprio nelle sue battute finali. Lo spostamento non riguarda infatti solo Roma e Lazio, ma attiva un effetto domino che travolge altre quattro partite cruciali per gli obiettivi europei: Genoa-Milan, Como-Parma, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli verranno tutte trascinate al lunedì per rispettare il principio della contemporaneità.


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La motivazione del Prefetto risiede nella concomitanza del derby con le finali degli Internazionali di tennis al Foro Italico, una scelta che la Lega bolla come priva di senso. Il comunicato sottolinea con una punta di sarcasmo come la finale di tennis coinvolga appena 10.000 spettatori, un numero irrisorio se paragonato ai 300.000 tifosi che ora subiranno disagi logistici ed economici per i cinque match spostati. Viene inoltre evidenziato il paradosso di un’autorità che, a inizio stagione, aveva vietato la disputa del derby in notturna per motivi di sicurezza e che ora, d’autorità, lo piazza proprio nel lunedì sera, complicando ulteriormente la gestione dell’ordine pubblico.

Il “lunedì nero” tra scioperi e credibilità internazionale: il comunicato della Lega Serie A

A rendere la situazione ancora più grottesca è la coincidenza con uno sciopero dei trasporti già proclamato per lunedì 18 maggio. La Lega accusa le autorità di “interventismo”, avvertendo che modificare i calendari a piacimento rappresenta un precedente pericoloso che mina la credibilità del sistema italiano di fronte ai club, ai calciatori e, soprattutto, ai broadcaster internazionali che hanno già programmato la messa in onda delle gare. Il rischio è quello di un danno d’immagine globale per un prodotto che fatica già a competere con la stabilità organizzativa della Premier League o della Liga.

Il tono della Lega non lascia spazio a interpretazioni: si chiede la revoca immediata del provvedimento, minacciando di reagire in ogni sede opportuna. Il calcio italiano si trova così spaccato tra le esigenze di sicurezza pubblica — percepite come eccessive e scoordinate — e la necessità di tutelare la regolarità sportiva e gli interessi dei tifosi che hanno già pianificato viaggi e soggiorni. In un momento in cui ogni punto vale decine di milioni di euro in ottica Champions, questa incertezza sul “quando” giocare rischia di pesare quanto il risultato sul campo.

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