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Calcionews24

·14 giugno 2026

Lega Serie A, rivoluzione audiovisiva: nuovi bandi di produzione e lo spacchettamento di Ei Towers

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Rivoluzione audiovisiva per la Lega Serie A: bandi di produzione e spacchettamento di Ei Towers

La Lega Serie A si prepara a ridisegnare radicalmente la propria filiera tecnica legata alla produzione e alla distribuzione del campionato. Nelle ultime settimane sono stati infatti pubblicati due bandi cruciali per il futuro dei servizi audiovisivi, attualmente concentrati nel polo tecnologico di Lissone, sede dove vengono prodotti e gestiti i contenuti e dove operano le sale VAR.


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I nuovi bandi e la Master Control Room

Come evidenziato da Il Fatto Quotidiano, il primo bando si concentra sul servizio di contribuzione di contenuti video, audio e dati: si tratta dell’infrastruttura necessaria per prelevare il segnale dagli stadi e trasportarlo intatto verso il centro di produzione. Il secondo documento riguarda invece la fornitura dei sistemi tecnologici per la creazione di una Master Control Room (il cuore nevralgico della regia video), per un valore una tantum stimato in 8,5 milioni di euro.

A queste due gare se ne aggiungeranno presto altre due: una dedicata alla distribuzione delle partite verso i broadcaster nazionali e internazionali, e l’altra per le attività di post-produzione.

L’addio al monopolio e l’evoluzione in Media Company

La strategia della Lega è chiara: “spacchettare” la serie di servizi oggi affidati quasi interamente a Ei Towers — società che gestisce gran parte dell’infrastruttura televisiva italiana, nota per aver dato vita in passato al sodalizio Berlusconi-Galliani — per rimettili sul mercato a partire dal 2027. Sebbene il fornitore uscente possa liberamente partecipare alle nuove gare, il modello apre alla frammentazione delle assegnazioni a più fornitori specializzati. Una mossa che certifica l’intenzione della Lega Serie A di trasformarsi sempre più in una media company autonoma e padrona dei propri contenuti.

All’interno dei documenti figurano anche clausole strategiche di grande interesse: emerge una salvaguardia legata a una possibile modifica del numero delle squadre partecipanti, chiara apertura a future riforme del format del campionato, e la possibilità di variare la sede dell’attuale centro produttivo.

Il momento delicato di Ei Towers e l’impatto economico

Per Ei Towers, controllata al 60% da F2i e al 40% da MFE-MediaForEurope, questa rivoluzione arriva in un momento industriale complesso. L’azienda è in attesa di sbloccare il difficile dossier sulla possibile fusione con Rai Way, un’intesa a forte rischio la cui scadenza è ormai imminente.

In questo scenario, la partnership con la Serie A rappresentava un asset fondamentale sia a livello industriale che reputazionale, con un valore stimato di circa 15 milioni di euro l’anno. Una cifra vitale per un’azienda che nell’ultimo bilancio ha registrato un utile di 17,7 milioni di euro a fronte di ben 600 milioni di debiti. La rimessa a gara non decreta la fine certa del rapporto tra Serie A ed Ei Towers, ma inaugura un nuovo scenario competitivo dove la Lega punta ad avere il controllo assoluto sul prodotto calcio.

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