Calcio e Finanza
·5 agosto 2026
Leghe europee all'attacco della FIFA: «I dubbi sulla governance restano»

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·5 agosto 2026

La retromarcia della FIFA sul progetto FFE, proposto da Gianni Infantino, non basta a placare le polemiche. Anzi, per le Leghe Europee rappresenta la conferma di un metodo di governo che continua a destare forti perplessità.
Nel comunicato diffuso oggi, 5 agosto, le European Leagues definiscono infatti il ritiro della proposta del presidente della FIFA «l’unico esito logico» dopo le dure reazioni arrivate dall’intero mondo del calcio. Ma il vero bersaglio dell’affondo non è soltanto il progetto, che avrebbe previsto la cessione di quote delle attività commerciali e degli eventi FIFA, bensì il processo che lo ha generato: secondo le leghe, la gestione poco trasparente dell’iniziativa solleva «seri interrogativi» sulla cultura interna e sul sistema decisionale della federazione internazionale.
Critiche che includono anche la proposta del Mondiale a 64 squadre.
«In questo senso, – si legge nel comunicato – non dobbiamo ignorare che giovedì 30 luglio, nel pieno del clamore suscitato dalla FFE, la FIFA ha condiviso un “documento di sintesi della ricerca” con le agenzie, nella speranza di portare avanti i piani per l’espansione della Coppa del Mondo maschile del 2030 a 64 squadre. Come nel caso del progetto FFE poi abbandonato, questa nuova proposta prevede tempi di valutazione irrealisticamente brevi (appena quattro settimane) e nessuna consultazione con i campionati, i club e i giocatori, la cui pianificazione e il cui sostentamento sarebbero maggiormente colpiti.
Siamo chiari: non si deve permettere alla FIFA di continuare a prendere decisioni unilaterali e dirompenti che vanno contro gli interessi dei campionati, dei club, dei giocatori e dei tifosi, i cui sforzi e investimenti costanti determinano il valore delle competizioni calcistiche internazionali. Ora più che mai, la FIFA necessita di una riforma della governance che garantisca a tutte le parti interessate un ruolo formale nelle decisioni che plasmano il futuro del nostro sport.»
Tutti i recenti avvenimenti mettono in luce, come già detto, dei problemi sistemici, in realtà noti alle leghe europee da tempo.
«Tutti questi recenti avvenimenti mettono in luce i problemi sistemici che hanno spinto le leghe europee a presentare, nell’ottobre 2024, un reclamo formale alla Commissione europea in merito al conflitto di interessi della FIFA, che ricopre il doppio ruolo di autorità di regolamentazione e operatore commerciale.
Negli ultimi due anni – conclude il comunicato – abbiamo avuto numerosi incontri proficui con la Commissione e restiamo convinti che essa adotterà le misure necessarie per tutelare la concorrenza leale e garantire il rispetto dei principi già stabiliti dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. Fino a quando non verrà attuata una riforma, che includa un impegno giuridicamente vincolante con tutte le parti interessate del mondo del calcio, le Leghe europee si opporranno all’espansione o alla creazione di competizioni FIFA».







































