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·2 maggio 2026

Leicester City, anniversario amaro: dalla Premier alla League One

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Dieci anni dopo la storica Premier League vinta con Claudio Ranieri, il Leicester retrocede in League One: il tramonto di una favola irripetibile.

PAGINE ROMANISTE (Andrea Di Geronimo) – Chissà se esisterà mai uno sport davvero romantico, capace di custodire intatte nel tempo le sue storie più affascinanti. Perché il destino sa essere ironico, talvolta persino crudele, con un cinismo disarmante. Come testimonia la parabola del Leicester City e di Claudio Ranieri, racchiusa in una legge non scritta concretizzatasi con precisione quasi beffarda.


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Il 2 maggio 2016, il pareggio per 2-2 tra Chelsea e Tottenham Hotspur consegnò aritmeticamente la Premier League alla compagine guidata dall’allenatore romano: il primo titolo nella storia ultracentenaria del sodalizio al secondo anno in massima divisione. Non fu una data qualunque, ma l’attimo in cui il calcio sembrò ribellarsi alle proprie gerarchie, incoronando una squadra costruita per salvarsi.

Una favola scritta contro ogni pronostico

Dopo un avvio sorprendente, quella che era stata etichettata come una “Cenerentola” si stabilizzò nei quartieri nobili della classifica, fino a prendersi la vetta. Una posizione che non lasciò più, arrivando a rifilare ben dieci punti all’Arsenal secondo. Determinanti furono gli scontri diretti contro le big e il rendimento dei suoi uomini chiave: le reti in sequenza di Jamie Vardy, secondo marcatore della competizione alle spalle di Harry Kane, le giocate di Riyad Mahrez, la sicurezza di Kasper Schmeichel e l’energia inesauribile di N’Golo Kanté.

Al centro di tutto c’era Claudio Ranieri. Fu lui a dare equilibrio, credibilità e naturalezza a un gruppo libero dal peso delle aspettative. Una narrazione perfetta. Gli outsider che sfidano e piegano le superpotenze economiche e sportive britanniche. Così, già in primavera, giunse la certezza di un traguardo impensabile a inizio stagione, ovvero la qualificazione alla Champions League.

Il rovescio della medaglia: 2026, la caduta

Ma c’è appunto un però a mettersi per traverso, perché dieci anni più tardi il 2 maggio 2026 restituisce un’immagine opposta. Nel giorno in cui si sarebbe dovuto celebrare quell’impresa, i tifosi biancoblù e chiunque si sia appassionato a qualcosa di irripetibile si ritrovano invece a rievocare con disincanto quelle gesta epiche.

A Ewood Park, sul campo del Blackburn Rovers, le Foxes concluderanno infatti la Championship dopo un torneo che sancisce il declassamento in League One (terza categoria inglese), già certificato due turni prima dal 2-2 al King Power Stadium contro l’Hull City. Penultimo posto e sette lunghezze dalla salvezza, in un’annata aggravata da una penalizzazione di sei punti per violazioni del fair play finanziario. Lo stesso risultato che significò trionfo è ora sinonimo di condanna.

Tuttavia, il crollo non è stato immediato. Dopo il titolo ci furono ancora momenti esaltanti: i quarti di finale di Champions League e la finale di Community Shield nel 2016/17, poi la storica FA Cup e un’altra Community Shield nel 2021. Nel 2022 ci fu pure la semifinale di Conference League, persa contro la stessa Roma che successivamente si sarebbe aggiudicata il trofeo. Fu l’ultimo lampo prima di sprofondare.

Da lì, lo smottamento: la retrocessione dalla Premier nel 2022/23, il ritorno immediato in massima serie con un altro italiano, Enzo Maresca, e un nuovo salto all’ingiù nel 2024/25. Fino al presente.

Una squadra dispersa nel tempo

I protagonisti della favola hanno preso strade diverse. Vardy, ultima bandiera fino alla scorsa stagione, ha salutato Leicester dopo 13 anni, 200 gol e 71 assist; attualmente gioca in Italia, alla Cremonese. Altri due che hanno lasciato la cittadina adagiata lungo il fiume Soar al termine di una lunga militanza sono Schmeichel (11 anni), che ora veste la maglia del Celtic, e Wes Morgan (9), ritiratosi nel 2021.

Mahrez è in Saudi Pro League, all’Al-Ahli; Kanté invece è al Fenerbahce, reduce da un’esperienza saudita e dalla vittoria del Mondiale e della Nations League con la Francia. Danny Drinkwater ha cambiato vita, lavorando in un cantiere edile. Altri artefici di quel successo oggi allenano o fanno i dirigenti, come Gökhan Inler, adesso responsabile dell’area tecnica dell’Udinese.

Ma c’è pure chi ha chiuso col calcio: Danny Simpson, per esempio, si è reinventato pugile. Resta indelebile anche il ricordo del presidente Vichai Srivaddhanaprabha, scomparso nel tragico incidente in elicottero del 2018. Un evento che segnò profondamente l’ambiente e che, col senno di poi, sembra averne anticipato simbolicamente il declino.

Il legame amaro di Ranieri

Parallelamente si è chiuso anche un altro capitolo: quello di Ranieri con la Roma. Tornato in giallorosso in veste dirigenziale dopo essere stato il salvatore della patria da tecnico nel 2024/25 — portando i capitolini dai bassifondi della Serie A a un passo dalla qualificazione in Champions LeagueSir Claudio è stato sollevato dall’incarico di senior advisor dei Friedkin il 24 aprile a causa di divergenze con Gian Piero Gasperini.

Un epilogo inatteso, un fil rouge amaro, che aggiunge una nota malinconica: un decennio separa il punto più alto della sua carriera internazionale da uno dei momenti più bassi del club che aveva portato sul tetto d’Inghilterra.

Nonostante tutto, il Leicester del 2016 rimarrà il manifesto di un’idea rivoluzionaria, e il suo traghettatore colui che ha dimostrato come l’impossibile potesse davvero diventare realtà. Perché le epopee finiscono, ma il loro lascito sopravviverà sempre nella memoria collettiva.

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