Calcio e Finanza
·9 gennaio 2026
L'Espresso: soldi alla Russia o rischio penalità, il ricatto sportivo della FIFA ai club

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·9 gennaio 2026

La FIFA avrebbe esercitato pressioni sistematiche su diversi club europei — tra cui alcuni italiani — affinché ignorassero le sanzioni imposte alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. E’ quanto emerge dall’inchiesta internazionale firmata da Follow The Money, piattaforma olandese di giornalismo investigativo.
Secondo l’inchiesta – stando a quanto rivelato dal settimanale L’Espresso –, l’organismo di Zurigo avrebbe preteso il pagamento immediato delle rate ancora dovute per trasferimenti di calciatori verso club russi, minacciando pesanti conseguenze sportive ed economiche in caso di inadempienza. Il tutto senza tenere conto dei blocchi bancari e delle restrizioni legislative introdotte dai governi nazionali. In totale, i casi analizzati sono otto e riguardano società europee sottoposte a forti pressioni dalla FIFA: tre sono italiane – Udinese, Atalanta e Salernitana –, una israeliana.
Altri cinque casi coinvolgono invece club europei creditori di società russe, tra cui il Benevento. Il messaggio sarebbe stato chiaro: saldare entro 45 giorni o incorrere nel blocco del mercato per 18 mesi, con il divieto di tesserare nuovi calciatori. Una linea che, di fatto, rischierebbe di svuotare di efficacia il sistema sanzionatorio varato dopo lo scoppio della guerra, costringendo i club a scegliere tra penalizzazioni sportive e la violazione delle norme nazionali ed europee.
Un esempio emblematico è quello del West Ham. Il 31 marzo 2023 la FIFA ha concesso al club inglese 45 giorni per versare 26 milioni di euro legati al trasferimento dell’attaccante croato Nikola Vlasić. In caso contrario, sarebbe scattato il divieto di tesseramento. Una sanzione che avrebbe messo a rischio la competitività del club londinese, proprio mentre era in corsa per vincere la Conference League.
L’accordo per Vlasić risaliva al 2021 ed era stato firmato con il Cska Mosca, dunque prima dell’invasione dell’Ucraina. Dopo l’inizio del conflitto, però, il club russo, il suo proprietario, il management e gli istituti bancari di riferimento erano finiti sotto sanzione. Davanti al tribunale FIFA, il West Ham ha invocato la forza maggiore, sostenendo che procedere ai pagamenti avrebbe configurato un reato secondo la legislazione britannica. La FIFA ha respinto l’argomentazione, affermando che l’autonomia dell’ordinamento sportivo dovesse prevalere sulle leggi statali, lasciando i club intrappolati tra il rischio di squalifiche sportive e quello di procedimenti penali.
In Italia, la vicenda più delicata ha coinvolto l’Atalanta. Nell’agosto 2020 il club bergamasco aveva acquistato Aleksey Miranchuk dalla Lokomotiv Mosca per 14,5 milioni di euro, da corrispondere in cinque rate. Le prime tre sono state regolarmente pagate, mentre la quarta — pari a 2,8 milioni, in scadenza nell’aprile 2022 — è stata bloccata.
La società guidata dalla famiglia Percassi ha spiegato di non poter oggettivamente procedere al pagamento: il proprietario della Lokomotiv, le Ferrovie Russe, era stato sanzionato dall’Unione europea e le banche russe erano state escluse dal circuito Swift. I legali del club moscovita hanno però replicato che la Lokomotiv non figurava tra i soggetti sanzionati né dall’Ue né dalla FIFA, indicando canali alternativi come Raiffeisen Bank o Gazprombank. Il giudice unico della FIFA ha stabilito che le sanzioni non estinguono il debito. L’Atalanta è stata quindi condannata a saldare l’importo entro 45 giorni, con l’aggiunta di interessi al cinque per cento.
Uno scenario simile ha riguardato anche l’Udinese, in relazione all’acquisto di Jaka Bijol dal Cska Mosca nell’estate 2022. I friulani non hanno versato i quattro milioni dovuti, sostenendo che sia il club russo sia il suo azionista di maggioranza, la banca Veb, fossero sottoposti a sanzioni.
Per convincere l’Udinese a pagare, il Cska ha illustrato un presunto accordo trilaterale che coinvolgerebbe la Salernitana e il club cileno Unión Española. Secondo la versione russa, la Salernitana sarebbe riuscita a trasferire fondi attraverso la banca Fideuram. Il Cska avrebbe persino suggerito all’Udinese di aprire un conto presso lo stesso istituto, offrendosi come intermediario. Il club friulano ha però respinto l’ipotesi, dichiarando di non voler correre il rischio di aggirare le sanzioni internazionali e aggiungendo che anche Fideuram si era rifiutata di eseguire l’operazione. Nonostante ciò, la FIFA ha dato ragione ancora una volta al club russo, condannando l’Udinese.
Va però sottolineato che la FIFA ha mantenuto una linea inflessibile anche quando i ruoli erano invertiti. Il 22 novembre 2022 il tribunale FIFA ha esaminato la controversia tra il Benevento e il Rubin Kazan per il trasferimento di Montassar Talbi. In questo caso era il club russo a non aver pagato una rata da 650 mila euro, giustificandosi con l’impossibilità di far uscire i fondi dalla Russia a causa delle sanzioni bancarie. Anche qui, la FIFA ha respinto la difesa, ribadendo che le sanzioni non cancellano i debiti contrattuali.
Un cambio di prospettiva è arrivato nel maggio 2025, quando il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna ha accolto il ricorso del West Ham. Il TAS ha stabilito che il pagamento fosse oggettivamente impossibile e che l’indicazione di canali alternativi avanzata dalla FIFA configurasse un tentativo improprio di aggirare le sanzioni. Di conseguenza, l’obbligo di pagamento è stato sospeso fino alla revoca delle misure governative.
Nonostante questa pronuncia, la FIFA non ha modificato la propria impostazione. Al momento, mentre il West Ham ha ottenuto una vittoria sul piano giuridico, molti altri club — tra cui il Basilea e diverse società italiane — avrebbero alla fine deciso di pagare pur di evitare il blocco del mercato, cedendo a quella che numerosi osservatori definiscono una forma di “ricatto sportivo”.









































