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·27 luglio 2026

L'ex Ad di Mediobanca Alberto Nagel lancia la boutique finanziaria Rheingold Partners

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Alberto Nagel torna in campo con un progetto tutto suo. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’ex amministratore delegato di Mediobanca ha avviato a Milano una boutique finanziaria ribattezzata Rheingold Partners, con sede provvisoria in via Fatebenefratelli.

Il nome scelto per il nuovo brand affonda le radici nella cultura musicale: richiama infatti “L’oro del Reno”, primo capitolo della tetralogia wagneriana “L’anello del Nibelungo”. Un riferimento che secondo il quotidiano racchiude il duplice terreno su cui Nagel intende muoversi: quello concreto dell’oro e della finanza insieme a quello più enigmatico del Valhalla, immagine simbolica del mondo dell’m&a e dei protagonisti che lo animano.


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Dopo trent’anni in Piazzetta Cuccia

Nagel ha guidato Mediobanca per 18 anni come amministratore delegato dopo averci lavorato complessivamente per tre decenni. Con Rheingold Partners si concentrerà sul deal making, l’attività di creazione di opportunità di business che in Mediobanca occupava circa un terzo del suo lavoro e che lo stesso banchiere considerava tra le più stimolanti.

Il raggio d’azione della boutique guarda a imprenditori italiani impegnati nella ricerca di capitali e investitori. L’orizzonte si allarga anche alle famiglie industriali tedesche e spagnole oltre che a fondi di private equity internazionali e ai vertici di società quotate.

Nagel può contare su una rete di relazioni costruita in tre decenni di attività, che comprende nomi noti dell’imprenditoria italiana come i Doris, i Monge, i Seragnoli di Coesia, i Gavio e i Ferrero.

I settori nel mirino

Secondo Il Corriere, il comparto su cui la boutique punterà con maggiore convinzione è quello industriale, con particolare attenzione a moda, packaging e utility. Un terreno che Nagel conosce bene: sotto la sua guida Mediobanca ha accompagnato in Borsa realtà come Ferragamo, Cucinelli e Moncler oltre ad aver seguito operazioni straordinarie di Eni, l’acquisizione di Endesa da parte di Enel e la nascita di Hera.

Nella visione del banchiere esiste ampio margine di crescita per una boutique specializzata in operazioni complesse capace di affiancare, senza sostituirsi, i servizi delle grandi banche orientati soprattutto a capitali e prestiti.

Il consolidamento in corso nel settore bancario europeo apre secondo Nagel spazi importanti per l’advisory finanziario indipendente, un ambito in cui il fondatore di Rheingold Partners può vantare oltre trent’anni di esperienza e mezzo migliaio di miliardi di euro in operazioni concluse.

Lo sguardo sul risiko bancario

Pur avendo lasciato Mediobanca, Nagel continua a seguire da vicino le vicende del risiko bancario italiano. In particolare l’operazione che vede Intesa Sanpaolo protagonista dell’Opas sul Monte dei Paschi di Siena, passaggio propedeutico secondo alcune ricostruzioni a una successiva mossa di Unipol su una parte dell’istituto senese.

Resta inoltre da capire quale risposta arriverà all’offerta della banca guidata da Carlo Messina da parte di Mps-Banco Bpm.

Un anno fa Nagel si era opposto con decisione all’Opas del Monte su Mediobanca, che avrebbe comportato la perdita di indipendenza dell’istituto, proponendo come alternativa la costruzione di un secondo polo nazionale del risparmio attraverso Banca Generali. Oggi osserva con attenzione le mosse di Delfin, guidata da Francesco Milleri, e del gruppo riconducibile a Francesco Gaetano Caltagirone: entrambi tra i principali azionisti di Siena ed ex soci di Piazzetta Cuccia, potenzialmente pronti a conferire le proprie azioni del Monte a Intesa Sanpaolo diventandone soci di minoranza.

L’esperienza bancaria di Nagel passa anche dalle operazioni Intesa Sanpaolo su Ubi e Bper su Popolare di Sondrio, mentre lo sguardo internazionale si estende a Francia e Gran Bretagna, mercati in cui l’ex ad aveva portato Mediobanca attraverso le acquisizioni di Messier & Associés e Cairn Capital.

Per il momento Rheingold Partners si muove attraverso la rete di relazioni personali di Nagel. Non è escluso però che nei prossimi mesi la boutique possa aprirsi all’ingresso di nuovi partner.

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