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·28 settembre 2026

L'ex tecnico del Man City rilascia una dichiarazione dopo la sentenza

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Roberto Mancini risponde mentre il caso sulle accuse finanziarie al Manchester City si intensifica

Roberto Mancini ha affrontato pubblicamente il crescente scrutinio sul caso delle accuse finanziarie al Manchester City, prendendo le distanze da uno degli aspetti più discussi dell’intera vicenda: la presunta mancata comunicazione della sua retribuzione completa durante il suo periodo al club.

L’ex allenatore del Manchester City, parlando dopo il ritorno nel ruolo con l’Italia, ha chiarito di non considerare la questione una sua responsabilità. Il suo intervento arriva in un momento delicato, con il lungo caso sulle regole finanziarie della Premier League che si addentra sempre più in un terreno che potrebbe avere conseguenze pesanti per uno dei club più vincenti del calcio inglese moderno.


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Per il City, la posta in gioco resta alta. Per Mancini, il messaggio è stato conciso e deciso.

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Il caso Manchester City mette sotto i riflettori il contratto di Mancini

Al centro di questo filone del caso c’è l’accusa secondo cui il Manchester City non avrebbe fornito dettagli completi sul compenso di Mancini tra il 2009-10 e il 2012-13. Quel periodo comprende alcuni degli anni più trasformativi dell’ascesa del club, tra cui il trionfo in FA Cup nel 2011 e la vittoria della Premier League nel 2011-12.

L’accusa nasce dalle affermazioni secondo cui Mancini avrebbe avuto un accordo per il suo ruolo di allenatore del Manchester City e un altro legato al club di Abu Dhabi Al Jazira. Le cifre di cui si è parlato ampiamente in quel periodo erano 1,45 milioni di sterline all’anno per il contratto con il City e altri 1,75 milioni di sterline all’anno collegati a un’attività di consulenza altrove all’interno della rete proprietaria.

Interpellato sulla questione, Mancini ha detto: “Non credo che il Manchester City sia stato riconosciuto colpevole, al contrario.” Ha poi aggiunto: “Non è un problema che mi riguarda, ma non è una cosa nuova.”

È andato oltre, dicendo: “Il Manchester City non è colpevole e il doppio contratto non è un mio problema, ma semmai loro.”

Queste parole attireranno inevitabilmente attenzione perché toccano direttamente una delle accuse più delicate del caso, vale a dire se il club abbia dichiarato integralmente i pagamenti rilevanti ai fini delle regole finanziarie della Premier League. La posizione di Mancini sembra essere che l’eventuale responsabilità, se esistente, ricadrebbe sul club piuttosto che su di lui personalmente.

Le regole finanziarie della Premier League di nuovo sotto esame

Il caso più ampio che riguarda il Manchester City va ben oltre le questioni contrattuali di Mancini. La Premier League ha contestato al club, nel febbraio 2023, un elevato numero di presunte violazioni, relative a rendicontazione finanziaria, divulgazione dei pagamenti e collaborazione con la successiva indagine.

La presunta condotta irregolare copre un lungo periodo, dal 2009-10 al 2017-18 per alcune questioni di rendicontazione, mentre l’accusa separata relativa alla collaborazione riguarda gli anni dal 2018 al 2023. Un’udienza si è conclusa nel dicembre 2024, ma il procedimento nel suo complesso è ancora in corso.

Il City ha sempre negato con forza qualsiasi illecito. Fin dall’inizio, la posizione del club è stata quella di essere fiducioso di poter scagionarsi. Questa linea non è cambiata, nemmeno tra il crescente rumore esterno e il rinnovato dibattito su cosa potrebbe significare un eventuale verdetto per titoli e trofei del passato.

L’importanza del caso è amplificata da ciò che il Manchester City ha ottenuto nell’era sotto esame. Dall’acquisizione del 2008, il club ha conquistato 26 trofei maggiori, tra cui otto titoli di Premier League, quattro FA Cup e la Champions League, coronati dal Treble nel 2023. Qualsiasi messa in discussione dell’integrità di quel periodo era sempre destinata a provocare reazioni forti in tutto il mondo del calcio.

Il City mantiene una difesa forte sulle accuse finanziarie

Le figure di vertice del Manchester City hanno continuato a respingere con decisione le accuse. La linea del club resta che ha rispettato il procedimento e continua a credere pienamente nella propria posizione legale. Questo è stato ribadito pubblicamente anche dal presidente Khaldoon Al Mubarak, che ha sottolineato sia fiducia sia determinazione mentre il procedimento prosegue.

Nel suo messaggio ai tifosi, ha scritto: “Il procedimento della Premier League ha ancora molta strada da fare, e la nostra fiducia e determinazione nel dimostrare l’innocenza del club sono forti quanto lo erano all’inizio.

“Ci sono così tante cose che vorrei potervi condividere per aiutarvi a capire perché ci sentiamo così fiduciosi nella nostra posizione. Ma la rigorosa riservatezza del procedimento legale e la nostra determinazione a rispettarla significano che al momento non posso farlo. Anche questa lettera ha richiesto diversi controlli legali per assicurarsi che fosse conforme. “Mentre alcune persone sono state rapide nel trarre le proprie conclusioni, e c’è così tanto rumore che ci circonda, nulla è cambiato. Abbiamo affrontato sfide insieme anche in passato e ne siamo usciti vincitori. Restano in molti a voler minare lo slancio del nostro club. Non daremo loro questa opportunità.”

Questo linguaggio sottolinea la strategia del club. Non stanno ammorbidendo la loro posizione, né stanno preparando il terreno a un compromesso in pubblico. Al contrario, stanno presentando la questione come una disputa legale e regolamentare nella quale si aspettano ancora di avere successo.

C’è anche un chiaro tentativo di rassicurare i tifosi sul fatto che la fiducia interna non è stata scossa. Nei casi regolamentari di alto profilo, questo tipo di messaggio conta, in particolare quando l’incertezza può protrarsi a lungo.

Il dibattito sull’eredità dei titoli di Premier League si intensifica

I commenti di Mancini arrivano sullo sfondo di una discussione più ampia su eredità, titoli e possibili sanzioni. La sua squadra del City regalò al club un momento storico con la vittoria della FA Cup 2011, ponendo fine a una lunga attesa per un grande trofeo. La stagione successiva portò l’indimenticabile trionfo in Premier League, sigillato dal gol di Sergio Aguero nei minuti di recupero contro il Queens Park Rangers.

Quei successi contribuirono a ridefinire il posto del Manchester City nel calcio inglese. Tuttavia, il caso in corso ha riaperto il dibattito sul fatto che i trofei vinti durante il periodo sotto esame possano un giorno essere rimessi in discussione. Ex figure rivali hanno già suggerito che i titoli dovrebbero essere revocati se le accuse venissero confermate al termine dell’intero procedimento.

Per ora, però, si resta nel campo delle ipotesi. Ciò che è chiaro è che il caso continua a proiettare un’ombra lunga, toccando reputazioni, trofei, governance e l’autorità stessa della Premier League come organo regolatore.

L’intervento di Mancini non chiude nulla, ma rende più netto un aspetto della vicenda. Ha tracciato una linea tra il suo ruolo di dipendente e gli obblighi del club in materia di divulgazione. Così facendo, ha aggiunto una nuova voce a una saga che ha ancora parecchia strada da fare.

Per il Manchester City, l’obiettivo resta invariato: difendere il caso, contestare le accuse e preservare la legittimità di un’era che ha trasformato il club. Per il calcio più in generale, la risoluzione finale potrebbe diventare uno degli esiti regolamentari più rilevanti nella storia della Premier League.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 qui.

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