🎙️ Liberali: “Milan? La scelta giusta era scendere in Serie B! Ringrazio Aquilani, Nico Paz e Baturina idoli come…” | OneFootball

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·3 ottobre 2026

🎙️ Liberali: “Milan? La scelta giusta era scendere in Serie B! Ringrazio Aquilani, Nico Paz e Baturina idoli come…”

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Mattia Liberali, trequartista del Como, ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato dell’esperienza al Como, dell’esordio con l’Italia U21 e dell’addio al Milan. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.


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ITALIA U21 – “Speravo che fosse un po’ più facile dal punto di vista del risultato e che potessimo sbloccarla prima. Ma siamo stati bravi a tener duro fino all’ultima azione proprio. Ho tanta voglia di lavorare e di dimostrare, ho tanta fame. Poi sì, sono venuto qua veramente carico. Era la prima volta con mister Baldini, e l’allenamento è una parte fondamentale. Come ti alleni in settimana, poi lo riporti in campo il weekend”. 

RUOLO – “Nel calcio di oggi la forza di un giocatore è saper fare più ruoli. Il mio, quello che ho fatto fin da piccolo, è dietro la punta. Ma anche da esterno posso entrare nel campo, da trequartista di destra come ho fatto con Aquilani a Catanzaro. Lo devo ringraziare perché mi ha aspettato, è quel che serve a chi è giovane. Sono arrivato a giocare a quattro tocchi… (ride ndr.) Scherzi a parte, penso che la maturità di un giocatore sia nel riconoscere quando puoi fare più tocchi, quando giocare velocemente, anche perché più si alza il livello meno tempo hai di pensare e di agire. Devo migliorare l’attacco alla profondità e l’intensità quando difendo, ma questa è forse la cosa che mi riesce meglio: vedere la giocata prima”. 

IDOLI – “Totti è uno dei miei idoli da bambino. Un altro era il Dybala della Juve. Ora invece gli esempi ce li ho in casa: Nico Paz e Baturina. Se con Nico posso giocare insieme? Chiedetelo a Fabregas… In allenamento ci troviamo bene. Ma con tutti, devo dire, ci divertiamo. Stessa età di Yamal? Lui ha già vinto un Mondiale, se non vince il Pallone d’oro arriva secondo… Niente confronti, ognuno ha bisogno dei propri tempi. E io di strada da fare ne ho ancora tanta”.

SOGNI – “L’Italia è sempre l’Italia e ogni volta che si veste la maglia azzurra è un onore, però ovviamente anche l’inno della Champions è una cosa che sogni fin da piccolo di cantare dal vivo. Se una squadra ha la propria identità e la porta avanti fino alla morte, poi i risultati arrivano. Tutti nel calcio vogliono vincere: per lo scudetto ci sono altre candidate, per me la vittoria è partita per partita. Se uno ne vince tante, poi è più facile prendersi qualcosa di più grande…”. 

MILAN – “Il Milan è stata la squadra che mi ha cresciuto fin da bambino e questo lo riconosco e anzi sono veramente devoto a loro, però poi nel calcio le strade ogni tanto anche si dividono. In quel momento la scelta giusta per me era fare un passo indietro e andare magari in una categoria più bassa a giocare”.

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