Calcionews24
·30 marzo 2026
Lichtsteiner e l’avvio super sulla panchina del Basilea: «Entusiasta di questa nuova sfida, vi svelo l’obiettivo di questo club. Sono cresciuto con Conte, tra lui e Allegri…»

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·30 marzo 2026

Intervistato dal Corriere dello Sport, Stephan Lichtsteiner, ex terzino svizzero di Lazio e Juventus, racconta il suo avvio di 2026 da vero predestinato come allenatore. A 42 anni da poco compiuti, nel giro di una manciata di giorni tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, è passato dalla guida del Wettswil-Bonstetten (club di quarta divisione svizzera) a quella del blasonato Basilea, subentrando a Ludovic Magnin. E i risultati sul campo gli stanno dando ampiamente ragione: quattro vittorie nelle prime cinque partite.
UN TRIONFO INASPETTATO – «Assolutamente. Sono davvero entusiasta di questa nuova sfida e molto grato alla dirigenza del Basilea per avermi concesso fiducia e questa opportunità. Farò del mio meglio ogni giorno per raggiungere il massimo. A modo mio e secondo la mia filosofia».
IL CALCIO SECONDO LUI – «Vincere ed entusiasmare i tifosi. La squadra deve divertirsi e dare tutto: deve essere molto attiva, dominante in entrambe le fasi e girare ad alta intensità. Bisogna avere una visione chiara e principi chiari. Certo, questa è davvero un’enorme sfida, soprattutto nel contesto in cui sono subentrato: nessuna preparazione e pochissimi allenamenti. Da zero direttamente a cento».
IL FUTURO DEL BASILEA – «Ricco di successi, ne sono certo, ma con pazienza. Vogliamo regalare gioia ai nostri tifosi e ringiovaniremo la squadra: dinamica, coraggiosa, fresca. Valorizzando gli eccellenti talenti del Basilea e attirandone altri dall’estero».
L’ESPERIENZA NEI TOP CLUB – «Respirare l’aria di top club mi ha aiutato, certo. Credo nella cultura del lavoro, solo così si può migliorare. Vogliamo giocatori ambiziosi e affamati che aspirino a una grande carriera. Il passaggio al Basilea deve essere un orgoglio vero per tutti, così come per il club registrare il successo dei suoi talenti: è riuscito con gente come Granit Xhaka, Akanji, Sommer o Salah».
IDEE CHIARE – «Abbiamo un piano pluriennale e lo stiamo seguendo con il club, indipendentemente dai risultati a breve termine. Anche se odio non vincere…».
IL MAESTRO ANTONIO CONTE – «Con lui sono cresciuto enormemente. Sono diventato un giocatore in grado di competere ai vertici internazionali per diverse stagioni e sotto ogni punto di vista. È di altissimo livello di punta nel corso di una stagione. È molto pragmatico e adatta fortemente il suo stile di gioco alla squadra che allena».
ISPIRAZIONI: CONTE O ALLEGRI? – «I loro punti di forza sono fonte di ispirazione per me. Sono entrambi dei vincitori, dei campioni. Ed entrambi sono stati fondamentali per la mia carriera da calciatore. Lavorerò sodo per avere una parabola da allenatore altrettanto di successo, anche se è molto difficile. Ma ero ambizioso e lo sono ancora».
GLI INSEGNAMENTI DI DELIO ROSSI – «Mi ha insegnato moltissimo sul comportamento difensivo collettivo e individuale, trasformandomi in un difensore decisamente migliore. Un know-how che sfrutto anche oggi da allenatore».
UNO SGUARDO ALLA SERIE A E ALL’ITALIA – «Sì, seguo con grande interesse: l’Italia è la mia seconda patria e sto conseguendo la licenza UEFA Pro in Italia. Mi sto divertendo moltissimo».









































