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·28 settembre 2026

L'idea di Inter e Milan per la demolizione del Meazza: i vecchi seggiolini ceduti agli abbonati

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Al momento non è stato deciso se i seggiolini saranno effettivamente venduti oppure ceduti gratuitamente. La documentazione parla infatti ancora di una possibilità in fase di studio. Esiste però già una prima simulazione: su una capienza indicativa di 75.817 sedute, viene ipotizzato il recupero dell’80%, pari a 60.654 seggiolini. Considerando un peso medio di circa 4,5 chilogrammi di plastica per ciascuna seduta, l’operazione permetterebbe di evitare che circa 273 tonnellate di plastica entrino nel flusso dei rifiuti.

L’iniziativa viene presentata soprattutto come un progetto dal forte valore simbolico e di economia circolare. I seggiolini che non potranno essere riutilizzati, invece, rientreranno tra le componenti plastiche da gestire nell’ambito della demolizione selettiva.


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Come sarà demolito lo stadio Giuseppe Meazza

La cessione dei seggiolini rappresenterebbe soltanto il primo passaggio di un cantiere molto più articolato. I documenti definiscono infatti la demolizione del Meazza come un intervento di elevata complessità tecnica, ambientale e logistica, anche perché i lavori inizieranno quando il nuovo stadio sarà già entrato in funzione e dovranno quindi convivere con l’arrivo e l’uscita dei tifosi durante gli eventi.

L’obiettivo è impostare una demolizione controllata, puntando contemporaneamente a limitare polveri, rumore e vibrazioni, recuperare la maggiore quantità possibile di materiali e ridurre il numero di camion necessari per trasportare all’esterno le macerie.

Prima di intervenire sulle strutture vere e proprie è previsto lo strip-out, cioè la rimozione selettiva di tutto ciò che può essere smontato separatamente. Tra le componenti indicate figurano impianti di climatizzazione, sistemi elettrici, reti dati, antincendio, impianti idrico-sanitari e apparecchiature frigorifere, dalle quali dovranno essere recuperati preventivamente i gas refrigeranti.

Successivamente partirà la demolizione vera e propria. La sequenza individuata nei documenti prevede:

  • installazione del cantiere;
  • strip-out degli elementi edilizi e impiantistici;
  • demolizione del primo anello;
  • demolizione del secondo anello;
  • demolizione del terzo anello;
  • rimozione delle travi in calcestruzzo, che saranno abbassate e demolite a terra;
  • rimozione delle travi in acciaio, anch’esse lavorate successivamente a terra;
  • frantumazione mediante escavatori;
  • successivo trattamento attraverso impianto;
  • ripristino finale dell’area.

Per l’insieme di queste attività viene indicata una durata di circa 18 mesi.

Macerie lavorate direttamente dentro lo stadio

Una delle caratteristiche principali del progetto sarà la lavorazione di una parte consistente delle macerie direttamente all’interno dell’area del Meazza.

I materiali saranno sottoposti a frantumazione primaria e secondaria, separazione delle armature metalliche e preparazione prima del caricamento sui mezzi. Il campo da gioco, una volta liberato e verificato sotto il profilo della portanza, potrebbe essere utilizzato come area operativa centrale per la frantumazione, il taglio e l’accumulo dei materiali ferrosi e la preparazione del calcestruzzo per il trasporto.

Secondo le stime progettuali, questa soluzione potrebbe consentire una riduzione del traffico pesante compresa tra il 20% e il 25%, equivalente a circa 5.600 viaggi di camion in meno.

Complessivamente, la demolizione delle diverse parti strutturali del Meazza dovrebbe produrre circa 225mila tonnellate di macerie, per un volume stimato di 93.750 metri cubi. La quota comprende materiali provenienti dai tre anelli, dalle spirali, dalle rampe e dalle torri dello stadio. La documentazione sottolinea comunque che si tratta ancora di previsioni progettuali, destinate a essere affinate nelle successive fasi.

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