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·10 giugno 2026

L'idea di La Russa su San Siro: un altro terreno a Inter e Milan per salvare il Meazza

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Inter e Milan, proprietari di San Siro e delle aree limitrofe dove sorgerà il nuovo stadio, hanno previsto una spesa di 127 milioni di euro per la demolizione del Meazza. In questa cifra sono previsti i costi legati ai lavori di decostruzione e allo smaltimento del calcestruzzo risanato. A cui si aggiungono anche quelli per la bonifica, il miglioramento strutturale, oltre a un prevedibile adeguamento dei prezzi e imprevisti vari.

Ma, come riporta il quotidiano Libero, questi costi nel corso degli ultimi mesi sono lievitati considerevolmente. Fra l’aumento del costo dei materiali, legato alle crisi internazionali, e le spese legate allo smaltimento dei manufatti smantellati, si parla pressoché di un raddoppio della cifra inizialmente prevista dai due club nei documenti consegnati all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Sala. E’ proprio qui che si poggia la nuova proposta del presidente del Senato, Ignazio La Russa, noto tifoso interista e soprattutto convinto sostenitore del mantenimento dello stadio San Siro.


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Nella proposta del presidente del Senato, fatta propria anche dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Comune a Milano, è previsto che a Inter e Milan sia concesso un terreno libero, sempre all’interno dei confini cittadini (da definire il luogo e il volume), quale compensazione per il mancato abbattimento del Meazza, che verrebbe utilizzato per altre funzioni diverse da quelle del calcio. Si parla principalmente di concerti, soprattutto in estate.

Un’eventuale valutazione però spetterà al prossimo sindaco di Milano: «Avrà ancora tanto da decidere sullo stadio di San Siro», afferma Riccardo Truppo, capogruppo di Fdi in Consiglio comunale, immaginando un sindaco di centrodestra per il dopo Sala. «La partita non è assolutamente finita». E il dato dell’aumento dei costi per la demolizione dell’attuale Meazza, «si aggiunge a tante altre incertezze, ancora lontane dall’essere chiarite, pertanto l’abbattimento di San Siro non direi sia ancora una certezza. Si parta pure con la costruzione del nuovo stadio – continua Truppo –. Non diciamo di certo no. Ma per l’abbattimento di San Siro avremo modo di riparlarne in campagna elettorale. Dato che qui a Palazzo Marino la giunta e la maggioranza di centrosinistra sono allo sbando e non saranno in grado di esprimere alcuna voce univoca e chiara, ci coordineremo con la Regione sul percorso da compiere nell’interesse dei milanesi».

Un altro punto del progetto (in attesa che arrivi quello definitivo da Inter e Milan) molto criticato è quello relativo allo spostamento del tunnel Patroclo, che potrebbe non essere sottoposto alle procedure utili a valutarne le ricadute sull’ambiente. Il riferimento, in particolare è alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

Un rischio che è stato messo nero su bianco nel Documento di Scoping dalla stessa Stadio San Siro SpA, la società costituita da Milan e Inter, per portare a compimento il piano di un nuovo stadio di proprietà. Nel documento, i due club definiscono quali degli interventi previsti dal piano debbano essere sottoposti alle procedure di valutazione ambientale, in che misura, secondo quali passaggi, quali compensazioni e con quali obiettivi.

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