Calcio e Finanza
·26 marzo 2026
Ligue 1, Al Khelaifi accusato di conflitto di interessi nella vendita dei diritti tv del 2024

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·26 marzo 2026

Non c’è pace per i diritti tv della Ligue 1 in Francia. Mentre si attende il pronunciamento sulla questione CVC, si potrebbe aprire un altro fronte giudiziale che riguarderebbe direttamente il presidente del Paris Saint-Germain Nasser Al Khelaifi. A riportarlo è il quotidiano francese L’Equipe.
Il numero uno del club parigino, nonché presidente di beIN Media, sarebbe oggetto di una segnalazione da parte dell’associazione Anticor del 3 marzo scorso dove si sostiene che Al Khelaifi abbia sfruttato le sue cariche istituzionali per influenzare l’assegnazione dei diritti televisivi domestici a beIN Media Group.
Questa vicenda affonda le radici nell’estate 2024, quando il presidente della Ligue de Football Professionnel (LFP) Vincent Labrune diede inizio alla cessione del futuro bando dei diritti tv per la Ligue 1. Le aspettative di incassare, solamente dal pacchetto domestico 700 milioni di euro, si scontrarono con la realtà e il piano di Labrune fallì miseramente.
Da qui nacquero due alternative: creare un canale di Lega gestito direttamente da LFP o trovare un accordo con DAZN per trasmettere otto partite a giornata in Francia per una cifra di 40o milioni l’anno. La nona e ultima gara (il campionato in Francia è a 18 squadre) sarebbe andata così a beIN per un compenso annuale di 78,5 milioni, ai quali si sarebbero dovuti aggiungere 20 milioni di euro di sponsorizzazione. Il 14 luglio 2024 venne scelta questa seconda opzione dai club francesi, fra cui c’è ovviamente il PSG presieduto dal già menzionato Nasser Al Khelaifi.
A distanza di qualche mese, a inizio 2025, iniziarono a circolare indiscrezioni per quanto riguarda l’assemblea che decise di assegnare il bando dei diritti televisivi domestici della Ligue 1. Da queste si evince come l’assemblea fosse tutt’altro che allineata, ma anzi spaccata in due schieramenti. Da un lato Al Khelaifi, con sentiti ringraziamenti per aver sbloccato una situazione che stava diventando difficile. Dall’altra parte, invece, c’era Benamin Morel, presidente di LFP Media che definì l’offerta congiunta DAZN-beIN «incompatibile», scatenando così l’ira di Al Khelaifi che accusò a sua volta lo stesso Morel di «non saper negoziare bene», irritandosi particolarmente per la critica diretta alla sua beIN.
Non tutti i club erano allineati con Al Khelaifi, come si evince dal dialogo con Joseph Oughourlia, numero uno del Lens, che si rivolse direttamente al suo omologo: «Nasser, bisogna che tu capisca un concetto che visibilmente vi sfugge a beIN, o al PSG, o a entrambi, che si chiama conflitto di interessi. Intimidisci tutti». Dialogo che venne pubblicato dal L’Equipe in quei mesi e che accese ancora di più gli animi nell’assemblea del 14 luglio 2024.
Atmosfera che si surriscaldò ancora di più quando prese la parola John Textor, ai tempi numero uno del Lione, che accusò a sua volta Al Khelaifi. Il presidente del PSG rispose a tono, dicendogli di portare al tavolo i media interessati a trasmettere le partite. Una sorta di sfida che Al Khelaifi era consapevole di poter vincere in partenza, potendo contare appunto su beIN. A prendere le parti di Nasser, ringraziandolo in maniera entusiastica, Damien Comolli, oggi CEO della Juventus ma allora presidente del Tolosa. «L’ultima cosa che vorrei dire è ringraziare Nasser e beIN per aver presentato questa offerta. È un miracolo». «Grazie Damien», la risposta di Al Khelaifi.
Questi dialoghi, fra ringraziamenti e accuse, sarebbero la prova, secondo l’esposto presentato da Anticor, di come Al Khelaifi abbia di fatto giocato allo stesso tavolo con due abiti diversi, uno da numero uno del PSG e l’altro da presidente di beIN, «esercitato forti pressioni sugli altri presidenti della Ligue 1, con l’obiettivo che l’offerta proposta da beIN Sports fosse accettata».
L’entourage di Al Khelaifi definisce l’esposto di Anticon come «assurdo», riportando la propria versione dei fatti: «Sono i club, i rappresentanti della lega e anche personalità politiche che hanno fatto pressione su beIN affinché finanziasse la trasmissione di questa partita, non il contrario. Perché il signor Al-Khelaifi avrebbe fatto pressione su chiunque per favorire beIN, quando non c’era nessun altra emittente disponibile, mentre erano la lega e i club che cercavano disperatamente un’emittente per acquistare l’ultima partita?». Inoltre, viene aggiunto «come a controllare operativamente beIN Sports France, licenziataria dei diritti tv in questione, sia Yousef al-Obaidly e non Al Khelaifi. Quest’ultimo poi, per proteggersi da ogni accusa, si è astenuto nel votare durante l’assemblea di luglio 2024», quella che assegnò i diritti tv domestici della Ligue 1 alla coppia DAZN-beIN.
L’entourage di Al Khelaifi ha aggiunto che il numero uno del PSG «non ha inoltre alcun legame con LFP Media, l’entità creata per commercializzare i diritti TV, e sedeva nel consiglio di amministrazione della Ligue 1 come molti altri presidenti di club. Questa presunta denuncia – di cui nessuno è stato informato – illustra ancora una volta il tentativo di riscrivere la storia per attribuire a Nasser Al Khelaifi le decisioni e i fallimenti altrui. Un ciclo che sembra ripetersi ogni sei mesi. Nasser Al Khelaifi non è mai venuto meno alla sua imparzialità, alla sua indipendenza e ha scrupolosamente vigilato per evitare qualsiasi situazione di conflitto di interessi, è sempre stato animato dalla sola volontà di difendere l’interesse generale del calcio francese».









































