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·1 ottobre 2026
🎙️ Liguori (VicePres. Lecce): “Di Francesco è un maestro di calcio! Mercato? È stato intelligente e selettivo”

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·1 ottobre 2026

Il Vicepresidente del Lecce, Corrado Liguori, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di calciolecce.it.
Ecco le sue parole:
È stata un’estate difficile per il club, piena di cambiamenti. Come l’avete accolta in società?
“Sono state delle vicende importanti. Con Pantaleo Corvino e Sandro Mencucci abbiamo condiviso dei momenti importanti e significativi del club. Nel rispetto delle decisioni prese da ciascuno di loro, si volta pagina e si va avanti. Il club va avanti, ci sono dirigenti e giocatori che vanno e vengono. Rimane il club, rimane il Lecce, rimane questa dirigenza salentina che porta avanti un progetto anche quando cambiano gli interpreti”.
Nell’area tecnica il cambiamento è però radicale. Stefano Trinchera raccoglierà la pesante eredità di Pantaleo Corvino
“Colgo l’occasione per ringraziare Pantaleo Corvino e Sandro Mencucci, lo faccio per la prima volta pubblicamente. Dobbiamo tanto a Corvino, veramente tanto, ha ribaltato le sorti del club. Bisogna essere oggettivi e ha fatto un lavoro senza precedenti nella direzione tecnico-sportiva. Per la sua sostituzione siamo andati su un profilo conosciuto come Stefano Trinchera. Ci auguriamo che nel tempo l’allievo superi il maestro. Corvino è stato un fuoriclasse, gli diremo centomila volte grazie ma ora l’auspicio è che Trinchera lo eguagli e lo superi”.
E se Corvino tornasse in pista?
“Sono scelte personali nelle quali non entro. Avrà avuto le sue buone ragioni a concludere questo ciclo vincente, se dovesse tornare in campo avrà le sue buone ragioni”.
Sta per essere ritoccato anche l’assetto societario con Raffaele Baldassare nel ruolo di CFO…
“Ci sarà a breve un comunicato del club riguardante la nuova figura come è giusto che sia. Si sta lavorando già da quest’estate per una governance di assoluto livello. Il fine è rafforzare il club, con un legame forte con il nostro territorio”.
Da quest’anno il Lecce veste Adidas dopo il lungo progetto M908. Come è stata la scelta?
“Questo club ha fortemente voluto il marchio autoprodotto, innovativo. È stata una scelta importante fatta al momento giusto e con i tempi giusti. I tempi però cambiano e bisogna internaziolalizzarsi. La presenza di un brand internazionale come Adidas va in questa direzione, legandosi a un brand internazionale. Ricordo che questo brand ha vestito le due finalisti del mondiale, Spagna e Argentina. Abbiamo un ottimo rapporto e ci sarà un progetto pluriennale”.
Lecce fa parte degli stadi candidati dalla FIGC per Euro 2032. C’è qualche speranza di vedere partite di gran prestigio nel nostro nuovo Via del Mare?
“L’auspicio, da salentino e innamorato di questo territorio, è di poter rientrare”.
La Serie A è ormai dominata da proprietà straniere. Quanto è importante per un sodalizio come il Lecce avere una dirigenza locale?
“Siamo merce rara e saremo sempre più rari nel nostro calcio. I sacrifici sono enormi per competere a certi livelli. Bisogna trovare qualcuno che possa supportarci in un progetto più ambizioso, differente. Il mio auspicio è di trovare soggetti che si uniscano a noi per rafforzare ulteriormente il Lecce”
Anche se i conti del club sono in ordine, come mai non vi sono interessamenti che invece sono all’ordine del giorno per altre realtà?
“E’ una bella domanda. Me lo chiedo anche io. La risposta vera è che siamo molto selettivi. Siccome noi siamo salentini e molto affezionati al club, prima di fare entrare qualcuno dobbiamo essere certi della serietà del progetto potenziale e delle intenzioni. Dobbiamo fare un vero e proprio screening. Guardiamo ogni cosa ai raggi X. Ci sono state tante richieste informazioni dall’estero, ma nessun fatto concreto. Solo delle interlocuzioni senza concretezza con soggetti stranieri”.
Sul campo, il progetto tecnico è ripartito da mister Di Francesco. Dopo Lecce-Monza 3-2, ha dichiarato ‘si è finalmente visto il suo Lecce’.
“Di Francesco è un maestro di calcio, una persona molto preparata. Detto questo, ha un contratto per due anni perché riteniamo che il progetto tecnico abbia bisogno di continuità e di lavorare con gli stessi interpreti. La conferma di molti calciatori è andata in questa direzione. La partenza buona, la seconda migliore della nostra gestione dopo gli 11 punti di D’Aversa, è una risposta a questa continuità di progetto”.
La squadra è stata ritoccata con dei nuovi arrivi. Da chi si aspetta di più?
“E’ stato fatto un mercato intelligente, selettivo. Abbiamo preso le persone giuste, funzionali e utili al progetto tecnico”
Ormai non fa più notizia l’entusiasmo del popolo giallorosso. I lavori al Via del Mare non hanno impedito il raggiungimento dell’ennesimo record di abbonamenti.
“I tifosi sono meravigliosi, semplicemente fantastici. C’è questo connubio da quando ci siamo noi. È normale l’amarezza quando le cose vanno meno bene, ma l’amarezza è figlia dell’amore. Abbonamenti, presenze sugli spalti in casa e fuori, è un qualcosa che lo percepiamo forte. È uno dei grandi valori aggiunti del nostro progetto e di quello che stiamo realizzando”.
Dal 9 novembre 2015, giorno della stipula dell’atto con cui, insieme a Saverio Sticchi Damiani e altri avete preso il timone del club, ad oggi, con quattro storiche salvezze di fila in A in dote, qual è il momento che più l’ha emozionata?
“Io mi emoziono ad ogni singola partita, ad ogni calcio d’inizio. Ora come 10 anni fa. Sono un tifoso del Lecce da 51 anni, mi sono perso pochissime partite in casa e fuori. Ieri da tifoso, oggi da dirigente, mi emoziono sempre. Se dovessi pensare a un momento più emozionante direi Lazio-Lecce 0-1, quando ci salvammo in dieci all’Olimpico con gol di Coulibaly”.







































