Pagine Romaniste
·9 settembre 2026
Lino Banfi, l’amore per la Roma non cambia: “Malen è un miracolo, Mora mi ricorda Cerezo”

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·9 settembre 2026

Lino Banfi si prepara a vivere una nuova notte da romanista. Alla vigilia dell’esordio della Roma in Champions League contro il Fenerbahce, l’attore ha raccontato a La Gazzetta dello Sport il suo entusiasmo per la squadra di Gian Piero Gasperini.
Banfi ha sottolineato il clima positivo che si respira intorno alla squadra. “È stupendo, questa città merita questa euforia. Mi sembra che l’ambiente sia davvero tutto compatto con questo allenatore e questo gruppo di ragazzi fantastici”, ha dichiarato. L’attore ha poi raccontato un simpatico retroscena legato a Gasperini, che durante la sua visita a Trigoria gli ha proposto di nascondersi per fare uno scherzo ai calciatori. Al momento dell’uscita, Pellegrini si è commosso, mentre Dybala lo ha abbracciato e gli ha confidato di voler festeggiare un futuro gol urlando il celebre “Porca Puttena”.
Poi Pasquale Zagaria, questo il suo vero nome, ha parlato di Gasperini:
“Anche se è del nord è uno che si è calato bene, ha capito la città. Quando sono andato a Trigoria mi ha detto: ‘Vieni Lino, nasconditi qui che facciamo uno scherzo ai giocatori’. Quando sono uscito fuori Pellegrini si è commosso e Dybala mi ha abbracciato dicendomi che un giorno gli piacerebbe festeggiare un gol urlando il mio ‘Porca Puttena’”.
Banfi ha affermato che Malen è più forte di Aristoteles:
“Questo è un miracolo mandato da Dio. C’ha questa faccia un po’ da attore più che da calciatore, ma se non segna almeno due gol si ‘inchezza’. Trasmette fiducia, serenità. Sai che con lui parti sempre 1-0”.
Rodrigo Mora è quello che lo intriga di più:
“È bassino ma ha un qualcosa di magico. Le dico una cosa: mi ricorda Cerezo. Sa come usare le gambe, dove mandare il pallone. Mi piace davvero tanto. A 19 anni potrebbe essere un mio pronipote”.
Il sogno scudetto:
“Forse è ancora presto per dirlo, ma Gasperini ha creato un gruppo forte e sa come far giocare bene le squadre. Gli ingredienti ci sono tutti anche se l’Inter corre forte. Io ne ho visti due da tifoso. Quello del 1982 e quello del 2001”.







































