L’Inter a caccia della stella d’argento: contro la Lazio si cerca un “Doblete” che profuma di storia | OneFootball

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·13 maggio 2026

L’Inter a caccia della stella d’argento: contro la Lazio si cerca un “Doblete” che profuma di storia

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Nerazzurri nel bivio tra il sogno della decima coppa e le insidie psicologiche di Chivu contro l’astuzia di Sarri

Umiltà e volontà sono le coordinate scelte dall’Inter per la spedizione di questa sera all’Olimpico contro la Lazio. La posta in palio è altissima: vincere significherebbe cucirsi sul petto la decima Coppa Italia della propria storia e centrare un double con lo Scudetto che in casa nerazzurra manca dalla leggendaria stagione del 2010. Tuttavia, come sottolineato dal Corriere della Sera, l’ambiente deve restare cauto per evitare trappole emotive.

Il rischio psicologico e il precedente del Milan

Cristian Chivu teme giustamente il clima di eccessiva positività che circonda la squadra dopo il dominio in campionato. Il capitano biancoceleste Mattia Zaccagni ha ammesso che la sconfitta della Lazio di sabato scorso era figlia di una testa già rivolta alla finale. Esiste un precedente pericoloso: un anno fa il Bologna perse in maniera sciatta contro il Milan in campionato pochi giorni prima della finale, per poi ribaltare tutto e alzare il trofeo proprio contro i rossoneri.


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L’astuzia di Sarri e i duelli in fascia

Se Chivu diffida dell’entusiasmo, deve anche guardarsi dall’esperienza di Maurizio Sarri. Il tecnico laziale, pur avendo perso finali ai rigori in passato, resta un maestro di tattica e astuzia. Secondo le ultime analisi, la Lazio cercherà di pungere soprattutto nei duelli individuali, con particolare attenzione al confronto tra la velocità di Isaksen e la tenuta difensiva di Dimarco, cercando di sfruttare ogni minima disattenzione nerazzurra.

La cooperativa del gol e il recupero di Thuram

L’Inter risponde con una forza d’urto impressionante e una cooperativa del gol che coinvolge tutto il centrocampo: ben 33 reti delle 113 stagionali portano la firma dei mediani. Nonostante l’assenza di Calhanoglu, il trio composto da Barella, Zielinski e Sucic garantisce qualità e inserimenti. Davanti, Marcus Thuram sembra aver smaltito il fastidio muscolare in tempo record per affiancare Lautaro Martinez in quello che potrebbe essere l’ultimo grande atto della stagione.

La sfida tra i pali e il peso del trofeo

Un altro tema caldo riguarda la porta, con la sfida a distanza tra Edoardo Motta, reduce dai quattro rigori parati all’Atalanta, e Josep Martinez. Per lo spagnolo non c’è solo in palio la coppa, ma anche la conferma del posto da titolare per il futuro. Questa finale assume un valore enorme per consolidare definitivamente il ciclo vincente iniziato da Chivu.

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