Calcio e Finanza
·2 marzo 2026
L’Iran non partecipa ai Mondiali? Chi la può sostituire: cosa dice il regolamento FIFA

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·2 marzo 2026

L’escalation geopolitica dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran ha aperto uno scenario delicato anche nel calcio internazionale (seppur ovviamente in un contesto di importanza decisamente minore rispetto alla situazione del Paese e globale): la partecipazione della nazionale iraniana ai Mondiali 2026, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, è infatti diventata incerta. Il presidente della federazione iraniana Mehdi Taj ha ammesso che la situazione sarà valutata dalle autorità del Paese e che l’impatto sul torneo sarà inevitabile, senza però parlare ufficialmente di ritiro o boicottaggio.
«Non è possibile dirlo con esattezza, ma ci sarà certamente una risposta», ha spiegato Taj durante un dibattito trasmesso dall’emittente IRIB Channel 3. «La situazione sarà studiata dai più alti funzionari sportivi del Paese e verrà presa una decisione su ciò che accadrà». Il numero uno del calcio iraniano ha aggiunto anche che, «a causa di questo attacco e della sua brutalità, è molto lontano dalle nostre aspettative poter guardare al Mondiale con speranza».
Cosa succederebbe se l’Iran rinunciasse al Mondiale? E soprattutto, chi prenderebbe il suo posto?
Il regolamento FIFA della Coppa del Mondo 2026 lascia ampio margine decisionale all’organismo guidato da Zurigo. L’articolo 6.2 stabilisce innanzitutto le sanzioni economiche: una federazione qualificata che si ritira entro 30 giorni dalla prima partita della fase finale viene multata per almeno 250mila franchi svizzeri, cifra che sale ad almeno 500mila franchi in caso di rinuncia più tardiva. Oltre alla multa, la federazione dovrebbe restituire i contributi ricevuti dalla FIFA per la preparazione al torneo.
Il punto chiave riguarda però la sostituzione della squadra. Il regolamento FIFA prevede infatti un ampio potere discrezionale da parte della federazione internazionale. L’articolo 6.7 stabilisce infatti: «Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione».
Una ampia discrezionalità che quindi lascia alla FIFA aperta qualsiasi ipotesi, soprattutto considerando che non ci sono precedenti recenti da cui prendere spunto.
La principale opzione resta comunque quella di pescare dalla confederazione asiatica, anche se il format rende complicato ipotizzare quale squadra nello specifico: l’Uzbekistan, secondo classificato nel girone vinto dall’Iran, ha già ottenuto la qualificazione diretta ai Mondiali, mentre Qatar ed Emirati Arabi Uniti – terza e quarta – sono passati attraverso ulteriori turni, la prima qualificandosi negli spareggi e la seconda venendo eliminata dall’Iraq. Quest’ultima, sarà protagonista dello spareggio intercontinentale contro una tra Bolivia e Suriname per un ultimo posto disponibile al Mondiale.
Se la scelta della FIFA dovesse quindi essere quella di rimanere in Asia, le opzioni potrebbero quindi essere Iraq (nel caso perdesse lo spareggio intercontinentale) o Emirati Arabi Uniti. Ma, essendo il regolamento particolarmente vago, la FIFA valuterà l’opzione solo nel momento in cui l’Iran dovesse fare un passo indietro.
Al momento quindi non esiste alcuna decisione ufficiale e la FIFA continua a monitorare l’evoluzione della situazione politica e di sicurezza. L’Iran resta inserito nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, con partite previste tra Los Angeles e Seattle. Ma se la crisi dovesse tradursi in un ritiro, il posto ai Mondiali 2026 diventerebbe una delle decisioni più delicate della storia recente del calcio internazionale.









































