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·11 marzo 2026

L’Iran non partecipa ai Mondiali: cosa dice il regolamento FIFA su chi la sostituirà

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L’Iran, attraverso il proprio ministro dello Sport, ha annunciato oggi che non ci sono le condizioni per cui possa partecipare ai Mondiali che saranno giocati la prossima estate fra Stati Uniti, Messico e Canada, dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente.

Confermate quindi le indiscrezioni degli ultimi giorni sulla volontà del regime di Teheran di rinunciare alla rassegna iridata, dopo la qualificazione ottenuta a marzo vincendo il proprio girone della terza delle qualificazioni asiatiche.


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Chi va ai Mondiali al posto dell’Iran? Il regolamento

Cosa succede ora che l’Iran ha rinunciato ai Mondiali? E soprattutto, chi prenderà il suo posto?

Il regolamento FIFA della Coppa del Mondo 2026 lascia ampio margine decisionale all’organismo guidato da Zurigo. L’articolo 6.2 stabilisce innanzitutto le sanzioni economiche: una federazione qualificata che si ritira entro 30 giorni dalla prima partita della fase finale viene multata per almeno 250mila franchi svizzeri, cifra che sale ad almeno 500mila franchi in caso di rinuncia più tardiva. Oltre alla multa, la federazione dovrebbe restituire i contributi ricevuti dalla FIFA per la preparazione al torneo.

Il punto chiave riguarda però la sostituzione della squadra. Il regolamento FIFA prevede infatti un ampio potere discrezionale da parte della federazione internazionale. L’articolo 6.7 stabilisce infatti: «Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione».

Le ipotesi sul tavolo per i Mondiali

Una ampia discrezionalità che quindi lascia alla FIFA aperta qualsiasi ipotesi, soprattutto considerando che non ci sono precedenti recenti da cui prendere spunto.

La principale opzione resta comunque quella di pescare dalla confederazione asiatica, anche se il format rende complicato ipotizzare quale squadra nello specifico: l’Uzbekistan, secondo classificato nel girone vinto dall’Iran, ha già ottenuto la qualificazione diretta ai Mondiali, mentre Qatar ed Emirati Arabi Uniti – terza e quarta – sono passati attraverso ulteriori turni, la prima qualificandosi negli spareggi e la seconda venendo eliminata dall’Iraq. Quest’ultima, sarà protagonista dello spareggio intercontinentale contro una tra Bolivia e Suriname per un ultimo posto disponibile al Mondiale.

Se la scelta della FIFA dovesse quindi essere quella di rimanere in Asia, le opzioni potrebbero quindi essere Iraq (nel caso perdesse lo spareggio intercontinentale) o Emirati Arabi Uniti. Ma, essendo il regolamento particolarmente vago, la FIFA valuterà l’opzione solo nel momento in cui l’Iran dovesse ufficialmente comunicarle il passo indietro.

Al momento, infatti, c’è solo la dichiarazione del ministro dello Sport, ma non c’è nessuna comunicazione ufficiale alla FIFA, che continua a monitorare l’evoluzione della situazione politica e di sicurezza. L’Iran resta inserito nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, con partite previste tra Los Angeles e Seattle. Ma se la crisi dovesse tradursi in un ritiro, il posto ai Mondiali 2026 diventerebbe una delle decisioni più delicate della storia recente del calcio internazionale.

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