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·8 aprile 2026

L’Iran si tira fuori, ultimatum alla Fifa: così l’Italia va ai Mondiali

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Il panorama geopolitico mondiale sta subendo profondi scossoni che si riflettono anche sul mondo sportivo. L’ultimatum alla FIFA fa sperare l’Italia.

Il panorama calcistico internazionale si trova oggi a un bivio drammatico dove la diplomazia e lo sport collidono frontalmente, proprio nel giorno della scadenza dell’ultimatum, poi ritrattato, lanciato da Donald Trump nei confronti di Teheran. Mentre il mondo osserva con apprensione l’escalation delle tensioni geopolitiche, la nazionale dell’Iran, una delle formazioni più solide del panorama asiatico con un ranking FIFA che la vede stabilmente tra le prime venticinque posizioni globali, vive ore di profonda incertezza. Il Team Melli ha conquistato il pass per il Mondiale nordamericano con una cavalcata trionfale nelle qualificazioni AFC, trascinato dall’esperienza di Mehdi Taremi e Sardar Azmoun, ma la partecipazione effettiva alla fase finale appare ora legata a un filo sottilissimo.


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In questo clima di incertezza, brucia ancora la ferita dei tifosi italiani: la Nazionale di Luciano Spalletti ha fallito l’appuntamento con la storia, venendo eliminata durante la finale dei playoff, un risultato che ha lasciato l’Italia fuori dalla rassegna iridata per la terza volta consecutiva. Il contrasto è stridente tra una nazione che ha la certezza sportiva ma teme per la propria incolumità e un’altra, quella azzurra, che osserva dalla finestra sperando in un ribaltone regolamentare che avrebbe del clamoroso. La situazione in Iran è tesa; il ministro dello Sport Ahmad Donyamali ha chiarito che la preparazione atletica prosegue, forte di dati fisici eccellenti registrati negli ultimi test a Teheran, ma il via libera definitivo dipenderà esclusivamente dalle valutazioni sulla sicurezza nazionale fornite dal governo nelle prossime ore.

L’Iran si rifiuta di giocare negli USA, ipotesi ripescaggio: l’Italia ha poche speranze

La complessa tela diplomatica tessuta dalla federazione iraniana poggia su una richiesta logistica senza precedenti: lo spostamento totale delle gare del Gruppo G, che vede l’Iran inserito in un raggruppamento con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, dagli Stati Uniti al Messico. Il calendario attuale prevede che la selezione asiatica debba scendere in campo in città come Los Angeles e Seattle, aree ritenute dal governo di Teheran potenzialmente ostili o pericolose per la delegazione sportiva nel contesto attuale. La nostra richiesta di giocare in territorio messicano è ancora valida e ufficiale, ma il silenzio della FIFA è preoccupante – ha dichiarato Donyamali, sottolineando come la mancanza di garanzie concrete potrebbe portare al ritiro della squadra a pochi mesi dal calcio d’inizio.

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L’Iran si rifiuta di giocare negli USA, ipotesi ripescaggio: l’Italia ha poche speranze – cagliarinews24.com (foto: profilo IG Nazionale)

Questo stallo ha riacceso le flebili speranze dell’Italia, che in virtù del suo dodicesimo posto nel ranking mondiale si posizionerebbe come prima candidata in caso di ripescaggio basato sul prestigio internazionale. Tuttavia, l’analisi dei regolamenti suggerisce una direzione differente; l’articolo 6.7 del codice FIFA affida alla federazione internazionale la scelta del sostituto a propria esclusiva discrezione, ma la prassi consolidata e la logica dell’equilibrio continentale spingerebbero per la promozione di una compagine asiatica. Squadre come l’Uzbekistan o gli Emirati Arabi Uniti, prime escluse nelle fasi finali della confederazione AFC, avrebbero tecnicamente il diritto di reclamare il posto lasciato vacante per garantire la rappresentatività geografica del torneo. Mentre l’Italia sogna un ritorno burocratico sul palcoscenico più importante, la FIFA si trova costretta a mediare tra le esigenze di sicurezza di una nazione qualificata e la rigidità di un calendario che non ammette ulteriori ritardi.

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