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·10 luglio 2026
LIVE – Torino, la conferenza di Petrachi: Mercato? Preferisco aspettare ma portare veri valori"

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TORINO – Subito dopo il congedo di Ignazio Abate, i riflettori della sala stampa dell'Olimpico Grande Torino si spostano interamente sul Direttore Sportivo Gianluca Petrachi. Il dirigente granata ha preso la parola per fare chiarezza sulle strategie societarie, rispondendo punto su punto ai dubbi della piazza sulla rosa attualmente incompleta e tracciando la linea guida del mercato: addio alle spese per coprire le caselle, spazio a profili funzionali, giovani di prospettiva e scommesse di talento da rivalorizzare.
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La filosofia e l'ambizione: "Saremo la mina vagante"
Petrachi rifiuta di fissare obiettivi di classifica rigidi o di fare proclami prematuri, preferendo concentrarsi sulla profonda rivoluzione culturale e tecnica che sta subendo il club: “Dire anticipatamente gli obiettivi a volte è controproducente. Qui sta avvenendo un vero e proprio cambiamento, dobbiamo concentrarci su questo. Avevo detto che avrei cambiato tantissimo. C'erano tante cose che non funzionavano quando sono arrivato ed è stato davvero difficile salvarsi. Anche con le squadre forti si va giù.”.
La vera missione del DS è quella di ricostruire l'anima del Toro attraverso motivazioni feroci: “Voglio ricreare un circolo virtuoso, riportare gente con fame ed entusiasmo, che voglia giocare nel Toro. La mia ambizione è diventare la mina vagante del campionato, questo è ciò che ho dentro di me. Ci metterò l'anima per modificare tantissime cose all'interno e portare delle idee che possano essere con delle visioni. La visione è sempre importante e quando si sposa con l'allenatore scelto, c'è tutto. Il suo calcio è anche il mio calcio. Quindi voglio portare giocatori funzionali affinché la squadra si riconosca nell'allenatore”.
La risposta sui ritardi del mercato e l'esempio D'Ambrosio
Davanti alle critiche per una squadra che si presenta al ritiro con evidenti buchi numerici, il Direttore rivendica con orgoglio il suo storico modus operandi basato sullo scouting e sul coraggio: “È vero che ora siamo corti, ma perché non dobbiamo dare l'opportunità ai ragazzi che abbiamo di poter essere da Torino? Io ho preso Danilo D'Ambrosio dalla C2 direttamente per fare la Serie B. Poi sì, servono anche giocatori funzionali e importanti, ma lavorerò sui prospetti. L'ho sempre fatto nei miei primi 10 anni”.
Un passaggio che serve anche a ricordare alla piazza che i frutti migliori dello scouting hanno bisogno di pazienza, citando un illustre precedente difensivo: “Quando ho portato Bremer mi avevate massacrato. Perché aveva fatto 10 partite all'Atletico Mineiro. Ha fatto fatica per 6 mesi, non 2 anni”.
Entrando nel vivo delle trattative e dei reparti scoperti, Petrachi annuncia investimenti pesanti nel cuore della retroguardia e svela la strategia sui giovani e sul nuovo numero uno: “Arriveranno dei giovani, sicuramente. Sto lavorando su un 2005, un 2006. I centrali sicuramente saranno comprati e faremo degli investimenti. Vogliamo produrre dei giocatori che diventino dei valori in futuro. Sul portiere stiamo aspettando che si possano fare delle primissime scelte, non ci accontentiamo di portare un portiere solo per coprire la casella. Io preferisco non essere pronto a inizio ritiro, ma poi portare tra 10 giorni un vero valore aggiunto”.
Il mercato degli italiani e la sostenibilità economica
Il dirigente granata ha poi spiegato le motivazioni per cui il Torino si sta muovendo molto su piste estere, evidenziando le distorsioni del mercato italiano: “Sono partito da quell'idea ma sono sempre stato rimbalzato. Mi piacerebbe portare tanti italiani, ma ci sono prezzi inaccessibili. Guardate a quanto è stato venduto Palestra dopo mezzo campionato al Cagliari. Poi è un ragazzo fortissimo, ma sono numeri insostenibili. Oggi si parte per forza da 15 milioni per un ragazzo che ha già fatto la Serie A per 6 mesi. Questi costi non li possiamo sostenere”.
Petrachi rivendica la necessità di fare calcio rispettando i bilanci della società: “La sostenibilità parte dal fatto che sono state raccontate cose non vere. In un circolo virtuoso bisogna starci dentro. Se uno può ripianare il bilancio mettendo dentro 100 o 200 milioni ok, altrimenti fallisci. Qui la politica è un'altra. Bisogna fare le cose in maniera virtuosa, al meglio possibile. Se uno lavora bene e ha una visione, in Europa ci siamo andati senza chilometri di dollari o euro. Serve un calcio con ragazzi affamati, che abbiano voglia di confrontarsi, che sentano l'adrenalina della Serie A. Abbiamo anche un allenatore che mira a farli crescere e migliorare. Questo è il nostro metodo, io punto su questo”.
La gestione dei big: il punto su Adams, Simeone, Zapata e Vlašić
Un focus importante è stato dedicato ai leader della rosa e al futuro di alcuni elementi chiave del reparto offensivo: “Adams al momento è in vacanza. Quando tornerà, siamo pronti a parlarci e ad accoglierlo per capire veramente cosa vuole fare. A gennaio ci eravamo confrontati perché era arrivata una richiesta e avevamo concordato di sederci a giugno per capire cosa fare. Appena rientrerà lo faremo. Gli agenti sono importanti, ma contano le emozioni dei giocatori e dobbiamo parlarci”.
Parole di grande stima poi per Zapata, che si è legato ulteriormente al club, e una rivelazione sul retroscena legato a Simeone: “Zapata è sempre stato un leader silenzioso, un ragazzo perbene, quando parla incide. Sta dimostrando coi fatti che ci tiene. Si è spalmato anche lo stipendio e noi gli abbiamo dato fiducia. Da gennaio in poi ha dimostrato che può darci ancora tantissimo. Su Simeone, c'è stata questa sensazione di voler tornare a casa, sente stanchezza e la voglia di rivedere la mamma e i familiari. Ma gli abbiamo fatto capire che questo non è il momento perchè è ancora giovane e ha tanto da dare. L'ha capito, sa che può determinare e ci sta mettendo tanto entusiasmo, questa mattina ha parlato più di 20 minuti col Mister”. Chiusura blindata anche per il trequartista croato e il portiere d'esperienza: “Vlašić è un ragazzo a cui ho chiesto categoricamente di restare al Toro, perché rappresenta questi colori. È un ragazzo di cui sono innamorato calcisticamente. È duttile, moderno, dà esempi e coerenza. Ma posso citare anche Paleari, allungheremo il contratto anche con lui. Vogliamo che faccia da chioccia a chi arriverà. Ha dimostrato tutto il suo valore. Stiamo lavorando su tanti elementi per creare quell'entusiasmo che a gennaio non ho trovato”.
Le priorità tecniche: esuberi a centrocampo e i nuovi difensori per Abate
Entrando nel dettaglio tattico della rosa, Petrachi ha chiarito le gerarchie numeriche a metà campo e svelato le caratteristiche dei difensori bloccati: “Giocheremo a 2 a centrocampo, quindi siamo già in esubero come numero di giocatori. Se c'è un giocatore che è più mezzala, sarà rimpiazzato con uno che sappia fare il doppio mediano. Abbiamo le idee chiare. Sicuramente il portiere e 2 difensori centrali sono le priorità. Siamo carenti in quei ruoli, ma vogliamo le nostre prime scelte e le stiamo aspettando. Sarebbero degli investimenti, non sono dei parametri zero. Su 2 elementi saranno fatti degli investimenti e spero che possano arrivare il prima possibile. Spesso non dipende dai giocatori, che hanno già detto di sì, ma dalle squadre. C'è da fare una trattativa per portarli a casa”.
L'obiettivo è cambiare pelle al reparto arretrato per assecondare la filosofia di gioco del nuovo mister: “Ignazio vuole dei difensori che siano anche giocatori capaci di giocare a calcio. Bisogna entrare nello specifico, per giocare in un certo tipo di modo servono delle caratteristiche. Sia Coco sia Ismajli sono marcatori, bravi sull'uomo, ma meno propensi al gioco da dietro. L'idea è portare 2 elementi che sappiano fare entrambe le cose”.
Il retroscena di mercato: la verità sul portiere Gill e il colpo misterioso
Petrachi ha poi svelato un importante retroscena legato alla trattativa per il portiere argentino Gill, spiegando come le dinamiche internazionali abbiano complicato un affare che sembrava ormai concluso: “L'avevo contattato un mese e mezzo prima del Mondiale. Stavo conducendo una trattativa con l'ex presidente del San Lorenzo, ma poi ci sono state le elezioni e lui è saltato e sono saltati tutti i meccanismi per un'operazione in dirittura d'arrivo. Sono cambiate tante cose e c'è stato anche il Mondiale. Io l'avevo contattato un mese e mezzo fa, non era il solo che avevamo puntato. Rimane un giocatore che in quel momento si poteva chiudere a cifre ragionevoli, oggi si parla di numeri molto molto importanti. Non è una trattativa che ho completamente chiuso, ma non voglio illudere nessuno: si è triplicato il prezzo da quando l'avevo sostanzialmente bloccato”.
Nonostante la brusca frenata per Gill, il Direttore Sportivo ha rassicurato la piazza, confermando di avere in pugno un'alternativa di assoluto spessore pronta a fare di tutto pur di sbarcare all'ombra della Mole: “Ma ho un portiere di primissimo livello che vuole venire al Toro in maniera incredibile. La società sta facendo resistenza, lui vuole venire solo al Toro. Lunedì vedrò i dirigenti e spero di convincerli”.
Linea verde: "I giovani devono dimostrare di essere da Toro"
In chiusura, il dirigente ha voluto mandare un messaggio chiaro e diretto ai tanti ragazzi aggregati alla prima squadra in questo inizio di ritiro estivo, ribadendo che nessuno parte già bocciato o con il destino segnato: “Abbiamo 4-5 elementi di valore tra i giovani. Gliel'ho detto chiaramente: ‘Non siete qua per fare numero, dovete dimostrare di essere all'altezza di questa situazione. Non è detto che qualcuno di voi non possa rimanere’. Quando vedo entusiasmo e voglia, a me non interessa il curriculum. Li ho visti giocare in B, ma un'altra cosa è vederli allenare e nelle nostre partite”.
Il retroscena su Cairo, il ritorno di Gazzi e la risposta alla contestazione
In chiusura di conferenza, Petrachi ha affrontato il tema caldissimo dell'assenza del presidente Urbano Cairo in sala stampa, interpretata da molti come una totale investitura operativa nei confronti del Direttore Sportivo, annunciando anche un ritorno importante nei quadri societari: “È stata una scelta personale del presidente, rispettabilissima. Ha delegato me e non so cosa abbia scaturito tutto ciò, lo sa lui. Mi sta lasciando la possibilità di lavorare e portare avanti le mie idee. Come avete visto ho rivoluzionato tante cose, ho messo dentro un ragazzo che conosce il Toro come Alessandro Gazzi. Aiuterà a capire cos'è questa squadra, ha sempre dimostrato dedizione, impegno e sacrificio”.
Il momento più teso della conferenza arriva quando il DS risponde apertamente al clima di forte contestazione che si respira in città nei confronti della proprietà, censurando alcune frasi estreme ricevute di recente: “Noi stiamo andando avanti nel nostro percorso. Mi dispiace che qualche tifoso si sia permesso di dirmi: ‘Noi preferiamo retrocedere, basta che il presidente se ne vada’. Questa è una cosa brutta, fare la A e la B sono cose diversissime. Quando ero arrivato giocavamo il Derby solo nelle Partite del Cuore. Lo so che abbiamo vinto soltanto un Derby, ma qui sta nascendo un'identità importante”.
Infine, un appello accorato a tutto il popolo granata per ritrovare l'unità attorno alla maglia: “Mi auguro di ritrovare la gente allo stadio. Dobbiamo pensare solo al Torino. Il mio obiettivo a gennaio era cercare di non andare a fondo e poi ritrovare i valori del Toro. Capisco il tifoso, lo comprendo, magari ci sono amarezza e delusione perché vorrebbe vedere qualcosa di diverso. Ma mi auguro che quest'anno il tifoso si potrà identificare nella squadra”.
Obrador non tornerà al Toro. La verità sulla permanenza di Vlašić
Il Direttore Sportivo ha fatto totale chiarezza su due situazioni di mercato caldissime, spiegando i motivi strategici dietro la decisione di non confermare Obrador: “La scelta sul riscatto di Obrador è figlia della voglia di valorizzare Cacciamani. Se prendo lui, togliamo spazio al nostro calciatore. Spendere nove milioni per lui non era una condizione, con altre condizioni ci avrei pensato. A me interessa valorizzare anche Cacciamani che è un nostro ragazzo, è giusto che sia così”.
Per quanto riguarda il trequartista croato, più che di un rinnovo, il DS ci tiene a elogiare pubblicamente la fedeltà e il grande spessore umano dimostrati dal giocatore, che ha rifiutato cifre astronomiche pur di non abbandonare la nave: “Su Vlašić: a gennaio scorso è arrivata una richiesta importante per lui, ma lui è rimasto con noi, è stato top. Ha capito il momento, lasciando via i denari che gli avevano promesso, è un ragazzo strepitoso”.
Infine, un retroscena sul primo vero colpo dell'estate granata, che conferma l'identikit di giocatore affamato cercato dalla società: “Torno su Oristanio. L'avevamo bloccato tempo fa, ma era stato poi contattato da un'altra squadra. Lui ha tenuto la barra dritta, ha scelto il Toro anche per la disposizione tattica che il Mister gli ha prospettato. Io voglio gente così, che vuole venire al Toro”.







































