Sampnews24
·31 agosto 2026
Liverani: «Makoumbou è un giocatore forte e può integrarsi bene con Esposito. Di Pardo deve prendersi delle responsabilità» – ESCLUSIVA

In partnership with
Yahoo sportsSampnews24
·31 agosto 2026

Fabio Liverani ha parlato con noi in esclusiva toccando diversi temi relativi all’attualità della Sampdoria, reduce da due partite complicate. L’ex allenatore di Cagliari e Ternana ha rilasciato delle dichiarazioni su Bernardo Corradi, suo ex compagno di squadra oltre che relativamente a Antoine Makoumbou e Alessandro Di Pardo – allenati nell’esperienza in Sardegna. Le sue parole:
La Sampdoria ha scelto di affidarsi a Bernardo Corradi, con la quale in campionato sono arrivati un pareggio con il Cesena ed una sconfitta con la Juve Stabia. Cosa ne pensa del tecnico e delle prime uscite stagionali dei blucerchiati?
«Intanto credo che la scelta credo che se è condivisa, se è convinta, sia giusta. A prescindere Bernardo, che è stato un mio compagno di squadra, lo reputo un ragazzo intelligente, preparato e quindi sotto quel profilo poi bisogna iniziare. Quando uno deve iniziare ad allenare è normale che non può avere l’esperienza, però questo non vuol dire che non si può iniziare. Credo che il campionato di B sia di grande formazione e credo che il Doria sia una bellissima piazza, una bellissima realtà e quindi penso che sia un’opportunità che lui ha colto al volo e che vorrà sfruttare al massimo. Dare dei giudizi dopo due partite è molto difficile e complicato. Sicuramente la battuta d’arresto in casa può dispiacere, però insomma, sono due partite e credo che si siano giocate su degli episodi. Credo che la Samp che insomma non meritasse la sconfitta, quindi c’è il tempo per poter lavorare e riprendere il cammino. Non vedo grandi difficoltà sotto quella forma lì, perché solo solo due partite».
A Genova è arrivato un giocatore che lei conosce bene avendolo avuto a Cagliari, Antoine Makoumbou. Che giocatore è e cosa può dare alla Samp?
«Makoumbou è un giocatore secondo me, nel senso che è un centrocampista che sa fare un po’ tutto, quindi non è un classico play, ma è un giocatore che sa giocare a calcio, ha fisicità e corsa. Quindi è un giocatore completo, insomma, per quello che riguarda il ruolo del centrocampista. E’ un ragazzo che avevamo scoperto a Cagliari quell’anno lì e lo prendemmo dal Maribor; ha fatto bene a Cagliari. Dopo ha scelto di andare in Turchia e quindi oggi rientra in Italia, per la Serie B è un acquisto di grande livello. Può dare tanto alla Samp. Ha caratteristiche diverse da Esposito, visto che al Doria c’è Esposito. Sicuramente lui è molto più play di Makoumbou. Makoumbou può giocare a due, può giocare a tre, può fare la mezzala, può fare il play. È un giocatore, che ha passo, qualità tecnica e inserimento, quindi è un giocatore sicuramente che può giocare anche insieme ad Esposito».
Un altro giocatore che lei ha allenato, sempre a Cagliari, è Alessandro Di Pardo. Crede che in blucerchiato abbia la possibilità di affermarsi definitivamente?
«Di Pardo arrivò da noi molto giovane, però è un giocatore che ha qualità importanti. Quindi oggi, se parliamo del Di Pardo di oggi, rispetto al mio periodo ha giocato tre o quattro anni, quindi sicuramente è più esperto e più pronto. E oggi alla Samo deve essere uno dei giocatori importanti, non più un giovane che si affaccia. Quindi sicuramente deve essere un po’ più leader e deve fare quel salto di qualità per le qualità che tutti gli riconoscono, deve portarle al 100% e fare una stagione da leader. Terzino o esterno? Io credo che lui possa fare tutte e due! Primo perché ha un motore importante, ha una corsa veramente di livello alto e ha una fisicità importante, quindi si può adattare sia in una difesa a quattro, che facendo il quinto».
Crede che la Sampdoria per com’è stata costruita possa ambire alla promozione in Serie A?
«Io credo che tranne il Palermo, la quale secondo me è una fuoriserie, ci siano possibilità per tutte. E’ un campionato bello per questo, perché tutti possono ambire a fare bene con il lavoro, con i calciatori, con l’entusiasmo e con la voglia di arrivare. Penso che la Samp per storia debba ambire a non fare dei campionati anonimi o di partecipazione e basta, a mantenere la categoria. Poi, tra esserlo e diventarlo… ci vuole del tempo, bisogna diventare squadra, però il Doria non può non partire per provare a vincere. Poi si può vincere direttamente, si possono fare i playoff, però credo che la Sampdoria per storia e anche per il mercato che ha fatto quest’anno, deve immaginare di poter stare dentro ai playoff e poi vedere quello che succederà dopo».
Si ringrazia Fabio Liverani per la gentilezza, la disponibilità e la cordialità dimostrate in questa intervista
Live







































