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·2 settembre 2026
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·2 settembre 2026
I tempi sono duri per i tifosi marsigliesi.
Martedì sera il mercato ha chiuso i battenti, segnando la fine di un’estate lunghissima per l’OM e i suoi tifosi.
È quindi arrivato il momento di fare il bilancio di questo mercato dell’Olympique che non è assomigliato a nessun altro.
Fin da subito, il messaggio era stato chiarissimo: l’OM doveva vendere, e in grande quantità.
Si sapeva quindi che la dirigenza dell’OM si sarebbe impegnata a liberarsi degli ingaggi più pesanti del club, ma erano comunque attesi alcuni innesti per compensare certe partenze, soprattutto in attacco.
Ma questo aspetto, come il resto del mercato, è stato molto difficile da concretizzare per la direzione sportiva del club focese.
Zero, niente, nulla. Quest’anno, niente accoglienza in pompa magna e tra i fumogeni a Marignane.
E per una buona ragione: l’OM ha appena chiuso un mercato senza neanche una firma e si aggiudica probabilmente il titolo di peggior mercato d’Europa.
La squadra dell’OM è semplicemente l’unico club della Top 5 europea, insieme all’Athletic Club, a non aver messo a segno alcun acquisto quest’estate.
Ma a differenza dell’OM, il club di Bilbao gode di “circostanze attenuanti”, visto che recluta soltanto giocatori nati, di ascendenza o formati nei Paesi Baschi.
Il suo bacino di reclutamento è quindi limitato per natura e si basa soprattutto sul settore giovanile.
È il fronte sul quale l’OM doveva mostrarsi molto attivo. Se sembra esserci riuscito, anche qui si è trattato di un processo lungo e molto complicato.
Alla fine, sono otto i giocatori che hanno lasciato il club e avrebbero potuto essere persino di più senza alcuni intoppi dell’ultimo minuto (Hojbjerg al Newcastle e Aguerd alla Real Sociedad), ma anche la pressione dei tifosi e di Bruno Genesio nel dossier Paixao.
Quest’estate l’OM ha quindi registrato le partenze di Mason Greenwood (Fenerbahçe), Pierre-Emerick Aubameyang (Deportivo La Coruña), Facundo Medina (Bayer Leverkusen), Leonardo Balerdi (AS Roma), Quinten Timber (Crystal Palace), Geronimo Rulli (Manchester City), Bilal Nadir (Amburgo) e Hamed Traoré (Genoa), per una cifra complessiva intorno agli 80 milioni di euro
Secondo Transfermarkt, il valore della rosa dell’OM è quindi passato dai 484,8 milioni di euro di fine scorsa stagione ai 181,8 milioni di euro alla chiusura di questo mercato.
Se si guarda l’undici dell’Olympique Marsiglia, sembra più che attrezzato per affrontare la Ligue 1, nonostante un vero calo qualitativo a centrocampo. E con un allenatore del calibro di Bruno Genesio, la Top 5 non sembra un obiettivo irrealistico.
Tuttavia, la rosa appare troppo corta per poter affrontare al massimo anche la Coppa di Francia e l’Europa League. L’OM dovrà quindi a volte fare delle scelte e gestire il calendario con intelligenza per trarre il massimo da questa stagione.
Bisognerà inoltre tenere d’occhio il mercato invernale, in cui anche Marsiglia potrebbe essere tentata di vendere qualche giocatore.
2/10. Il voto è severo, ma questo mercato è stato troppo caotico per meritare di più. Sì, l’OM ha venduto, ma non molto bene fatta eccezione per Quinten Timber. Balerdi è stato ceduto in prestito con opzione di riscatto (14 milioni di euro) che sembra molto lontana dal valore che aveva ancora un anno fa, e il trasferimento di Mason Greenwood permetterebbe appena all’OM di rientrare delle spese.
A questo si aggiunga una comunicazione tardiva sulle reali ambizioni e sui margini di manovra del club sul fronte degli arrivi, ed ecco il cocktail perfetto per vivere un mercato estenuante e frustrante.
Il Marsiglia sarà comunque riuscito ad abbassare sensibilmente il monte ingaggi, anche se alcuni giocatori con stipendi molto elevati sono ancora nel club.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.
📸 PASCAL POCHARD-CASABIANCA - AFP or licensors
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