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·22 maggio 2026

L’ombra di Conte su Spalletti: i rapporti con Chiellini e la mossa che ha tolto potere a Lucio

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L’ombra di Conte su Spalletti: i rapporti con Chiellini e la mossa che ha tolto potere a Lucio. Il tempismo perfetto dell’uscita dal Napoli

Il bubbone in casa Juventus è definitivamente scoppiato. Indipendentemente dal raggiungimento della qualificazione in Champions o della magra consolazione dell’Europa League, la cocente sconfitta contro la Fiorentina ha scoperchiato profonde crepe interne. Dopo il derby contro il Torino, che chiuderà la stagione, nulla sarà più come prima. John Elkannsarà chiamato a rivoluzionare l’organigramma, poiché la convivenza tra l’allenatore Luciano Spalletti e l’amministratore delegato Damien Comolli è ormai del tutto insostenibile. I due non litigano, semplicemente si ignorano; il tecnico rifiuta i confronti con l’ad, preferendo interfacciarsi esclusivamente con Giorgio Chiellini. Ne scrive Repubblica.


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Il bivio di Elkann

Il patron bianconero ha sul tavolo relazioni dettagliatissime e tre strade percorribili:

  • Silurare Comolli: Un ennesimo ribaltone dirigenziale a un solo anno dall’addio di Giuntoli.
  • Confermare l’ad: Mossa che rischierebbe di portare alla rottura totale e spingere uno scontento Spalletti verso le dimissioni.
  • La via diplomatica: Depotenziamento di Comolli, privandolo delle deleghe tecniche a favore di un netto rimpasto dirigenziale.

L’ombra incombente di Conte

Spalletti vanta la quasi unanimità dei consensi, ma la sua forza contrattuale è minacciata dal tempismo perfetto di Antonio Conte. In uscita dal Napoli, l’ex capitano — rimasto in ottimi rapporti con Chiellini — rappresenta ora un’alternativa concreta e affidabile, al netto del forte interesse della Nazionale. Una prospettiva che toglie a Lucio un po’ di capacità di influenza sulle decisioni societarie.

Il fallimento del progetto Comolli

Comolli, subentrato per stabilizzare un club instabile dall’addio di Agnelli, appare oggi come un dirigente completamente isolato. La sua filosofia basata sui dati non ha mai attecchito e la sua credibilità è compromessa da una lunga serie di scivoloni:

  • Mercato a vuoto: Ha ignorato le richieste pratiche degli allenatori, mancando sia l’acquisto del centrocampista richiesto da Tudor, sia del centravanti preteso da Spalletti.
  • Scelte tecniche e comunicative: Dalla conferma infelice di Tudor alle sviste palesi sui giocatori (come la definizione di Openda quale “giocatore perfetto”).
  • Gestione dello scouting: Affidarsi a un’agenzia esterna è apparso come un’eresia, aggravata dalla clamorosa bocciatura di Matteo Tognozzi (scopritore di diamanti come Yildiz e Huijsen). Oggi Tognozzi sarebbe graditissimo a Chiellini e Spalletti, ma la Roma è ormai in vantaggio per affidargli un ruolo ben più prestigioso.
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