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·27 settembre 2026

Lulli non fa fermate: dialoghi con la Roma per il rinnovo

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Lulli ha convinto Gasperini a tenerlo alla Roma dopo un’estate che sembrava portarlo in prestito: ora il club tratta il suo rinnovo.

Emanuele Lulli, il terzino che ha convinto Gian Piero Gasperini e letteralmente conquistato i tifosi, ha un accordo con il club che termina il 30 giugno. Lo stava per rinnovare, a fine luglio, quando il suo destino sembrava compiersi in un trasferimento annuale all’Avellino, che spingeva per inserire almeno il diritto di riscatto. La stessa strada che poi ha imboccato un altro giovane come Cherubini, pure lui in scadenza, passato al Benevento in prestito dopo aver prolungato. Solo che Lulli, un allenamento dopo l’altro, ha talmente rubato la scena che Gasperini se l’è tenuto.


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Lulli conquista Gasperini: ora la Roma tratta il rinnovo

«Ma questo va come un treno», confidò al suo vice Gritti il 19 luglio, data del primo test in famiglia contro la Primavera, quando il ragazzo di Palestrina mise in imbarazzo Angeliño. L’entourage del calciatore, lo stesso di Pellegrini, in questi giorni ha quindi riallacciato i contatti con D’Amico per discutere i termini del prolungamento. Rispetto a luglio, i ragionamenti partono però da cifre più alte, chiaramente sempre legate all’età e al concetto di sostenibilità, ma pure con la consapevolezza che il soggetto della trattativa non è più un baby del vivaio. Filtra fiducia sul buon esito delle negoziazioni.

Di sicuro, non pensare al futuro di Lulli un anno fa, quando a Trigoria già molti celebravano il suo talento, si è rivelato essere l’ennesimo errore di valutazione. Simile a quello che è stato fatto con Romano, probabilmente sacrificato troppo presto sull’altare delle plusvalenze. Il più giovane tra i terzini è anche l’unico che ha fatto le valigie per raggiungere una nazionale, l’Under 21 di Baldini.

Gasperini, la rivoluzione dei terzini

Wesley, Rensch e Molina sono invece rimasti a Roma per svolgere un lavoro tattico specifico all’insegna dell’adattamento alla fascia a loro meno congeniale. Per la prima volta, infatti, Gasp si ritrova con quattro giocatori per due posizioni, ma tutti di piede destro. Tsimikas, Angeliño e Salah-Eddine sono usciti e nessuno ha preso il loro posto. Nelle prime sei partite il tecnico ha già provato quattro diverse combinazioni: Lulli–Wesley, Lulli–Molina, Rensch–Wesley e Wesley–Molina.

Ma se ormai è una moda giocare con le ali «a piede invertito», l’inversione dei terzini non è poi più così glamour. Così il tecnico sta insistendo sul miglioramento della postura, sulle corse all’indietro e sulle marcature, tutti aspetti che fanno di un «quinto» non solo un centrocampista esterno, ma pure un difensore affidabile. Poi sta affinando la fase offensiva.

Fin qui la Roma ha ricercato il fondo dalla destra, dove ha giocatori a cui viene naturale spingere in direzione verticale, mentre a sinistra, con Wesley e Molina, ha soprattutto provato i movimenti verso la zona centrale e gli inserimenti in area. I limiti di questa soluzione? Il mancato smarcamento lungo la linea e la prevedibilità di una giocata – i terzini romanisti rientrano sempre sul destro – che finisce per essere leggibile dalle difese.

fonte: Corriere dello Sport

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