Lutto nel calcio: morto a a 38 anni l’arbitro Rob Dieperink. Era stato escluso dal Mondiale | OneFootball

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·13 luglio 2026

Lutto nel calcio: morto a a 38 anni l’arbitro Rob Dieperink. Era stato escluso dal Mondiale

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Il mondo del calcio piange la scomparsa di Rob Dieperink: l’arbitro olandese era stato escluso dal Mondiale dopo l’accusa di abusi su minori.

Il calcio internazionale è sotto shock per l’improvvisa scomparsa di Rob Dieperink, arbitro professionista olandese della KNVB, deceduto a soli 38 anni. Il fischietto della Eredivisie è stato trovato privo di vita all’interno della sua abitazione a Borculo, appena due giorni dopo aver diretto la sua ultima gara sul campo, un’amichevole estiva tra Go Ahead Eagles e Apollon Limassol.


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La federazione olandese ha confermato ufficialmente la tragica notizia, ma al momento le cause del decesso non sono state divulgate. “Il mondo arbitrale perde un fischietto molto apprezzato, con esperienza internazionale, ma soprattutto un collega gentile e coinvolto. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutti coloro che gli erano vicini”. 

Dall’Europeo all’esclusione dai Mondiali per l’inchiesta nel Regno Unito

Dieperink era un volto noto e stimato nel panorama arbitrale internazionale, avendo preso parte attiva anche a Euro 2024 in Germania come specialista VAR all’interno della squadra arbitrale guidata dal connazionale Danny Makkelie. Tuttavia, gli ultimi mesi della sua carriera erano stati fortemente condizionati da una vicenda extra-calcistica. Il direttore di gara era stato escluso dalla lista ufficiale degli arbitri designati per i Mondiali proprio a causa di un’indagine della polizia britannica, che lo aveva iscritto nel registro degli indagati in seguito a una denuncia per presunti abusi sessuali ai danni di un adolescente.

L’archiviazione del caso e il ritorno in campo di Dieperink

Nonostante l’enorme risonanza mediatica e il pesante provvedimento della FIFA che gli era costato la rassegna mondiale, l’inchiesta oltremanica si era conclusa con una totale archiviazione per insufficienza di prove, facendo cadere ogni accusa formale nei suoi confronti. Ripulito il proprio nome dalle pesanti illazioni, Dieperink era tornato regolarmente a disposizione della propria federazione per ricominciare l’attività agonistica e concentrarsi sul terreno di gioco, fino al drammatico epilogo delle ultime ore.

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