Ma perché i tifosi della Roma ce l’hanno con Chivu? Dall’addio ai giallorossi fino al gestaccio di cui si è pentito | OneFootball

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Inter News 24

·16 settembre 2026

Ma perché i tifosi della Roma ce l’hanno con Chivu? Dall’addio ai giallorossi fino al gestaccio di cui si è pentito

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Il difficile rapporto tra Chivu, attuale allenatore dell’Inter, e l’ambiente romanista, tra fischi, insulti e retroscena del passato

Se l’inizio dell’avventura in giallorosso fu accompagnato da bei momenti, verso la fine il rapporto si incrinò drammaticamente, tanto che lo stesso tecnico nerazzurro ha ammesso di aver vissuto un periodo durissimo sotto il profilo mentale: «Nel periodo a Roma ho avuto bisogno dell’aiuto di uno psicologo. Venivo fischiato e vomitavo tutte le partite». In vista della sfida tra Roma e Inter, Chivu torna all’Olimpico davanti a quei tifosi che non gli hanno mai perdonato le modalità d’uscita del 2007, quando salutò la Capitale per trasferirsi a Milano. La Gazzetta dello Sport ha ricordato il clima teso di quell’estate: «I giallorossi l’avevano ricoperto di insulti durante la presentazione allo Stadio Flaminio. Chivu aveva 27 anni, scese in campo in silenzio e si sentì chiamare “zingaro”, “bastardo”, e “infame”, ma si allenò come se nulla fosse».


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Le parole su Capello e la tensione esplosa nel 2010

La frattura insanabile con la piazza romana nacque però ben prima dell’addio. «Il pomo della discordia fu una dichiarazione su Fabio Capello rilasciata anni prima. Novembre 2005, post-partita di Roma-Strasburgo 1-1, seconda giornata della fase a gironi di Coppa Uefa. Chivu va a parlare a Sky e tende la mano al suo vecchio allenatore, già alla Juve da più di un anno: “Mi ha portato a Roma e lo ringrazierò sempre. Sarebbe un piacere tornare a lavorare con lui. Io sto qui, ho altri due anni e mezzo di contratto. Però nel calcio non si sa mai, mica decidiamo noi giocatori”. Lesa maestà al popolo giallorosso. Un paio di settimane dopo, al rientro da titolare dopo aver saltato una sfida con la Fiorentina, l’Olimpico lo fischiò dal primo all’ultimo minuto. Chivu ne uscì grazie a uno psicologo».

Negli anni successivi, il clima si inasprì ulteriormente ogni volta che il difensore rientrava nella Capitale: «Da avversario è sempre stato contestato in modo brusco. Quando giocava all’Olimpico contro i giallorossi arrivava con la scorta. Una situazione non facile, tant’è che il 5 maggio 2010, dopo aver vinto la Coppa Italia contro Totti e soci, mostrò il dito medio a tutto lo stadio con tanto di gesti volgari e plateali. Una sorta di “sfogo”. Chivu fu deferito, ma al tempo stesso alzò le mani: “Potrei raccontare tante motivazioni per spiegare o per giustificare un gesto istintivo, ma quando si sbaglia si chiede scusa”. I romanisti l’avevano insultato e fischiato per tutta la partita. Sabato tornerà all’Olimpico da allenatore per la seconda volta e magari qualche fischio ci sarà, ma ormai è tutto passato. Persino quel gestaccio di cui s’è pentito».

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