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·12 agosto 2026

Maignan e Rabiot, che vergogna: il Milan non può diventare ostaggio dei giocatori

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Una settimana di ferie in più a pochi giorni dal campionato è uno schiaffo alla maglia: responsabilità anche per Cardinale

C’è un limite oltre il quale la gestione del gruppo smette di essere comprensibile e diventa semplicemente inaccettabile. Il caso Maignan-Rabiot appartiene esattamente a questa categoria. Secondo quanto riportato da MilanNews24, i due francesi hanno ottenuto dal Milan il via libera per prolungare le vacanze e rientrare il 16 agosto, quando il programma prevedeva il ritorno già il 12.


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Maignan e Rabiot, una scelta che lascia senza parole

Sia chiaro: qualche giorno di riposo può essere legittimo. Ma qui il problema è il messaggio. Tornare a Milanello il 16 significa presentarsi a una sola settimana dall’inizio del campionato. Nel frattempo altri protagonisti del Mondiale hanno già ripreso il lavoro con i rispettivi club.

Da due giocatori importanti, e soprattutto da due uomini che dovrebbero rappresentare il Milan, era lecito aspettarsi un senso di responsabilità diverso. La maglia rossonera non può essere interpretata come un semplice contratto di lavoro nel quale ogni concessione viene data per scontata.

E Cardinale? Una società forte non dice sempre sì

Ma sarebbe troppo facile prendersela soltanto con i giocatori. La responsabilità è anche della società e, inevitabilmente, di Gerry Cardinale.

Se il club ha accettato questa richiesta, significa che qualcuno ha ritenuto normale concedere ulteriori quattro giorni di vacanza proprio nel momento in cui una nuova stagione è ormai alle porte. E questo è il punto più grave.

Una proprietà forte dovrebbe stabilire regole chiare e uguali per tutti. Non esistono privilegi, soprattutto quando si parla di professionisti chiamati a guidare una squadra dentro e fuori dal campo.

Il Milan non può perdere autorevolezza

Il problema non sono soltanto i quattro giorni. È l’autorevolezza che una società trasmette al proprio spogliatoio.

Se a pochi giorni dal campionato due giocatori possono ottenere condizioni diverse dagli altri, il rischio è quello di creare una gerarchia dei privilegi. E il Milan, oggi più che mai, avrebbe bisogno dell’esatto contrario: disciplina, appartenenza e fame.

Maignan e Rabiot dovranno rispondere sul campo. Cardinale, invece, dovrà spiegare perché ha ritenuto opportuno concedere questa deroga. Perché vedere il Milan arrivare a una settimana dal campionato in queste condizioni è, senza mezzi termini, una vergogna per il club.

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