Calcionews24
·12 febbraio 2026
Maignan Milan, spunta un retroscena sorprendente sul rinnovo: non tutti erano convinti del prolungamento del francese

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·12 febbraio 2026

Le dichiarazioni di Carlo Pellegatti aprono uno scenario affascinante sulle nuove dinamiche di potere all’interno del Milan. Massimiliano Allegri non viene più descritto soltanto come un allenatore di campo, ma come una sorta di “General Manager” ombra, capace di influenzare le strategie societarie e orientare decisioni cruciali, anche superando lo scetticismo di alcune componenti interne.
Uno dei punti centrali evidenziati dal giornalista riguarda il rinnovo di Mike Maignan: secondo Pellegatti, Allegri – in perfetta sintonia con Igli Tare – sarebbe stato l’artefice principale dell’accordo che ha blindato il portiere fino al 2031. Una trattativa non scontata, considerando le perplessità interne legate a un ingaggio da 7 milioni per un trentunenne. Allo stesso modo, il “blitz” per Adrien Rabiot rappresenterebbe un altro esempio del peso politico del tecnico: Allegri avrebbe spinto personalmente per l’arrivo del francese, ritenuto indispensabile per il suo progetto tecnico.
Questa centralità del tecnico trova conferma anche nelle analisi di Luca Serafini: il mercato del Milan sarebbe oggi un processo realmente collegiale, in cui la voce dell’allenatore pesa quanto – e talvolta più – di quella dei dirigenti. La sintonia con Tare appare il motore del nuovo Milan 2026, capace di superare le resistenze dei fondi proprietari per privilegiare la competitività immediata. Una gerarchia rinnovata, in cui Allegri non si limita a gestire la squadra, ma contribuisce attivamente alla sua costruzione, parlando quotidianamente con i giocatori e incarnando di fatto il ruolo di General Manager del presente e del futuro rossonero.
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